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Teatro

Open: la storia di Andre Agassi raccontata a teatro

La compagnia Invisibile Kollettivo ha prodotto una pièce teatrale in cui il libro autobiografico di Agassi è costante protagonista, così come la vicenda emotiva e personale di Andre.

Open
Open © Salvatore Pastore

Io odio il tennis, lo odio con tutto il cuore, eppure continuo a giocare”: è una delle frasi che mai ci si aspetterebbe mai di ascoltare da parte di una leggenda del tennis come Andre Agassi, ma solo una delle tante spiazzanti rivelazioni che il campione ha messo nero su bianco in “Open”, la sua autobiografia. 

Della sua storia personale, costellata di faticose salite, salti nel nero precipizio dell'infelicità fin da bambino, e del testo con cui l'ha raccontata, la compagnia Invisibile Kollettivo ne ha fatto una pièce teatrale in cui lo stesso libro è costante protagonista, così come la vicenda emotiva di Andre. Dopo il debutto di giugno al Napoli teatro Festival Italia, lo spettacolo sarà in scena ai primi di novembre al Teatro Elfo Puccini di Milano

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Invisibile Kollettivo

Lo Spettacolo

Sul palco gli interpreti daranno corpo a una narrazione in blocchi, lungo la quale si snoderà l'intimo del tennista che fin da piccolo era consapevole del destino già scritto da sportivo, figura in cui si sentirà poi finalmente a suo agio, per volere del padre. Un padre da non contraddire mai perché altrimenti “succedono cose brutte”. E proprio dalla figura austera e impositiva che prende il via lo spettacolo. 

Poi la scena si riempirà dei dubbi di Agassi ragazzino che incontra il suo allenatori, le sue crisi fatte di voglia di mollare e impossibilità a farlo, della perdita dei capelli, le sfide sportive più importanti e l'abbandono del campo di terra rossa.


Cornice della rappresentazione è la luce e l'assenza di grandi scenografie, proprio per dar corpo al totale essere degli attori sul palco e al libro stesso, fisicamente in scena da inizio a fine spettacolo.

“E allora, a chi importa se odi il tennis? Tutta quella gente là fuori, tutti i milioni di persone che odiano ciò che fanno per vivere, lo fanno comunque. Forse il punto è proprio fare ciò che odi, farlo bene e con allegria. Odi il tennis, quindi. Odialo quanto ti pare, ma devi pur sempre rispettarlo e rispettare te stesso”. (A. Agassi)


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