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Teatro

NTFI-18: "Il canto degli animali" tra Paolo Isotta e Peppe Barra

Tra musica e letteratura, il Napoli Teatro Festival Italia offre uno scavo nei sentimenti e nei pensieri degli animali, affidandoli a Paolo Isotta e Peppe Barra.

Paolo Isotta e Peppe Barra ne "Il canto degli animali"
Paolo Isotta e Peppe Barra ne "Il canto degli animali"

Nella splendida cornice della Villa Pignatelli, accompagnati dalla canzone del mare, prendono forma le parole, i canti, la musica che hanno incorniciato la riflessione de Il canto degli animali di Peppe Barra e Paolo Isotta.

La Sezione Letteratura del Napoli Teatro Festival, che ha eletto a sede privilegiata l'antico palazzo, ha visto infatti alternarsi l'artista e lo scrittore, che hanno accompagnato gli spettatori in quella porzione di letteratura legata alla rappresentazione del mondo animale.

Il canto degli animali di Paolo Isotta

L'appuntamento del 19 giugno del Napoli Teatro Festival a Villa Pignatelli trae spunto dal libro di Paolo Isotta Il canto degli animali. I nostri fratelli e i loro sentimenti in musica e in poesia (Marsilio, 2017).
Il testo rappresenta, come chiarisce l'autore, ”un'antologia personale di passi di poesia, musica e narrative” che ha per soggetto il mondo degli animali. Si tratta di uno scavo, attraverso musica e letteratura, nei sentimenti e nel pensiero degli animali, in quanto ”animali e uomini hanno origine dal comune seme della vita: entrambi pensano, comprendono, gioiscono e soffrono”. Lo scandaglio dell'animo animale è compiuto attraverso la poesia, che fin dall'antichità ha attribuito facoltà intellettive che la scienza considerava proprie solo degli umani.

La voce di Peppe Barra

Alle letture scelte, una piccola antologia nell'antologia del libro, si è alternata la polifonica voce di Peppe Barra, il quale riesce con naturalezza a fondere la parola cantata e la parola recitata. Nel caso specifico, egli, attraverso le sue interpretazioni, è riuscito a dare voce ai pensieri e ai sentimenti degli animali, in perfetta linea con l'intenzione di Isotta. Tra le letture, Isotta ha percorso secoli e millenni attraverso il filo conduttore degli animali: dalla favola di Arione narrata nei Fasti di Ovidio, in cui il musico scampa alla morte grazie al socco dei delfini, si giunge al Novecento con la poesia Sarchiapone e Ludovico di Totò, inscenando il ragionamento tra un asino e un cavallo, destinati al mattatoio una volta invecchiati.

In seguito Peppe Barra, accompagnato dalla musica del Maestro Luca Urciuolo, ha magistralmente interpretato la novella La papara di Giambattista Basile raccolta nel suo Cunto de li cunti. In questo modo musica e lettura sono andate di pari passo nell'osservare la bontà degli animali, della quale sono testimoni gli umani che instaurano con essi rapporti concilianti. Paolo Isotta e Peppe Barra hanno proseguito la loro riflessione collegando De Nerval al Virglio delle Georgiche che descrive l'intelletto divino delle api, Omero e la fedeltà estrema di Argo per Odisseo, Baudelaire e la triste sorte dell'Albatro, irriso come il poeta; in questo senso emerge l'humanitas degli animali rispetto alla bestia umana.

Grazie a Peppe Barra e Paolo Isotta è stato possibile dare loro voce, e con libere associazioni di pensiero scoprire come la sensibilità della poesia abbia sempre inteso l'animo e i sentimenti degli animali.

Salvatore Di Marzo

  Redattore

Nato e laureato a Napoli, Salvatore Di Marzo collabora a diverse testate giornalistiche e progetti culturali universitari con articoli e recensioni.&n...

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