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Teatro

L'Italia incontra Gogol, Puškin, Čechov e Blok: direttamente dalla Russia al Piccolo Teatro

Il Piccolo Teatro ospita il festival "Le stagioni russe in Italia": lo scambio culturale porta i più grandi artisti russi a Milano.

Evgenij Onegin
Evgenij Onegin

Gogol, Puškin, Čechov e Blok direttamente da Mosca e San Pietroburgo, sui palchi del Piccolo Teatro di Milano: quattro spettacoli rinsaldano la comunicazione culturale tra Russia e Italia, in tempi che sempre più vedono la crisi del dialogo tra nazioni. L'evento fa parte di un progetto colossale: fin da gennaio 2018 è in corso il Festival Stagioni russe, che sta portando in quaranta città italiane la cultura russa e la sua arte, partorita dalle più alte istituzioni del teatro slavo esistenti.

Le Stagioni russe in Italia

Il festival Le stagioni russe in Italia è segno del profondo legame artistico tra Italia e Russia che nasce nel secolo XV e vive, rigoglioso, ancora oggi. Tra le altre istituzioni italiane, il Piccolo Teatro di Milano si offre come luogo di incontro e ospita ben tre produzioni del Teatro Aleksandrinskij di San Pietroburgo, con cui è legato fin dal 2006. I tre titoli sono: Your Gogol. The last Monologue, On the other Side of the Curtain e The Twelve. Il quarto spettacolo presentato al Piccolo per il festival è invece Evgenij Onegin, tratto dalla più importante opera poetica mai scritta in Russia. Lo spettacolo è prodotto dal Teatro accademico statale Evgenij Vachtangov di Mosca.
 

Your Gogol'

Il narratore e il poeta

Il primo autore russo di cui si parlerà è Gogol', forse tra i più conosciuti in Italia: il 27 novembre debutta Your Gogol. The last monologue, con la regia di Valerij Fokin, il direttore del Teatro Aleksandrinskij di San Pietroburgo. Fokin ha dedicato la maggior parte della sua produzione artistica a questo autore, che ha legato la sua anima oltre che la sua opera alla coscienza della sua madre patria. The last monologue mostra la personalità più nascosta di Gogol, assetata di spiritualità. 

A seguire il più grande narratore russo, sarà il più grande poeta, il Dante slavo: Puškin. Dal 28 novembre andrà in scena Evgenij Onegin, spettacolo tratto dall'omonimo poema, l'opera che ha cambiato volto alla letteratura russa. Lo spettacolo è una composto di capitoli selezionati. Drammaturgia e regia sono curate da Rimas Tuminas, regista e direttore artistico del Teatro accademico statale Evgenij Vachtangov, uno dei più in vista di Mosca.
 

On the other side of the curtain

Tempo e storia

All'ensemble russa non poteva mancare lui, il grande drammaturgo: Anton Čechov. On the other Side of the Curtain è infatti una rivisitazione di uno dei suoi più conosciuti drammi, Le tre sorelle. Il protagonista della pièce sarà anche in questo caso il tempo, proiettato però in un futuro lontano: nel 4015 le tre sorelle si reincarnano, a seguito di un esperimento. La Mosca che sognano adesso è una lontana stazione spaziale, non troppo diversa però dalla capitale della Russia dei vecchi tempi. 

In una dimensione più storica si colloca invece lo spettacolo The Twelve, tratto dall'opera di uno dei più controversi autori russi, Aleksandr Blok, simbolista, morto appena quarantenne nel 1921. I dodici è un poema che descrive la lunga marcia di dodici soldati bolscevichi attraverso San Pietroburgo nel 1917, in piena rivoluzione. La produzione del teatro Aleksandrinskij è molto più che un semplice spettacolo: si spinge ai limiti della performance artistica. Gli interpreti sono attori e performer, provenienti sia dal Teatro Aleksandrinskij che dal Russian State Institute of Performing Arts
 

Claudia Grassi

  Redattore

Studi universitari: Lingue e Letterature straniere all'Università Cattolica del Sacro Cuore, secondo anno di corso | Formazione artistica: corsi...

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