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Teatro

L'associazione UNITA scrive a Draghi: "Aprire le sale al 100%"

L'Associazione Nazionale Interpreti Teatro e Audiovisivo scrive una lettera aperta al Presidente del Consiglio per chiedere di tornare alla capienza massima

L'associazione UNITA scrive a Draghi: "Aprire le sale al 100%"
> GLI SPETTACOLI IN SCENA <

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Gent.mo Presidente del consiglio Mario Draghi,

pur consapevoli dell’enorme mole di questioni che Lei è quotidianamente chiamato ad affrontare, siamo qui a chiederle con forza un momento di attenzione per ribadirLe, a nome dell’Associazione da noi rappresentata, la richiesta e l’assoluta necessità di ripristinare nel prossimo Consiglio dei Ministri, la piena capienza al 100% delle sale teatrali e cinematografiche, fermo restando l’obbligo di Green pass e mascherine per gli spettatori, di Green pass e tamponi periodici per artisti e tecnici e la sanificazione di tutti gli spazi.

Ci rivolgiamo direttamente a Lei per questa richiesta - dopo il parere già espresso in tal senso dal ministro della cultura e da numerosi esponenti politici e istituzionali - per una serie di fondati ormai noti motivi che proviamo a riepilogare:

  1. I teatri e cinema hanno dimostrato, per il loro peculiare modo di fruizione in tutto il periodo dell’emergenza pandemica, di essere - dati alla mano - fra i più luoghi più sicuri all’interno delle nostre città.

  2. Il nostro settore, come Lei sa bene, è stato uno fra i più colpiti dell’intera filiera lavorativa con un costo elevatissimo per migliaia di lavoratori e in particolar modo per i più fragili.

  3. Non riusciamo ancora a capacitarci di come sia stato possibile, in questi ultimi mesi, frequentare luoghi come metropolitane, aerei, treni, fiere di ogni tipo, comizi elettorali, eventi politici, hotel, luoghi di ristorazione (ma l’elenco come lei sa meglio di noi è molto più lungo) e continuare a limitare in maniera così ferrea e quasi esclusiva l’accesso ai luoghi della cultura.

  4. Una quantità di teatri di sale cinematografiche sono già fallite, hanno chiuso i battenti o si apprestano a riaprire come sale congressi. 
    E il costo di tutto questo in termini di salute psicofisica della cittadinanza privata di fatto, così a lungo o per sempre, dei luoghi della cultura e della conoscenza - ci creda, sarà elevatissimo.

  5. Un provvedimento che aumentasse solo all’80% la capienza di questi luoghi, mantenendo le regole di distanziamento, servirebbe a poco o, nella maggior parte dei casi, a nulla. La stragrande maggioranza dei cinema e teatri di medie o piccole dimensioni non aumenterebbe di nulla la propria capienza, impiegando solo energie inutili per tentare vanamente di riorganizzare le piante di questi luoghi.

  6. Ci creda: questa potrebbe essere per molti teatri e molti cinema, oltre che per molti lavoratori, davvero l’ultima chiamata.

Le saremmo grati se in quest’occasione,  al di là delle belle parole sul valore nominale della Cultura, lo Stato italiano potesse e sapesse dare, al settore a cui orgogliosamente apparteniamo, un segnale preciso che vada per una volta nella direzione da sempre da noi auspicata: il riconoscimento concreto di questi luoghi e di questa attività non più come luoghi secondari di svago e divertimento ma come beni primari e necessari ad un consorzio civile e democratico.

Nel ringraziarla per la Sua attenzione restiamo in attesa di un concreto e rapido riscontro da parte del Governo da Lei presieduto. Purtroppo, come Lei nella sua sensibilità avrà di certo compreso, non c’è più tempo 

Cordiali saluti,
Il Direttivo di UNITA

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