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Teatro

“La Torre e La Luna”, il Festival di Bologna Estate per saper ascoltare

Dal 23 giugno,  la XVII° edizione del Festival a Ozzano dell’Emilia. Tra gli ospiti, Oscar De Summa e il ritorno della compagnia Gli Omini.

"Trucioli" Gli Omini
"Trucioli" Gli Omini

Giunge quest’anno alla sua XVII° edizione, il Festival "La Torre e la Luna", ideato e organizzato da O.t.e Compagnia Le Saracinesche, in scena dal 27 giugno al e 18 luglio, che dopo due anni di Pandemia torna nel suggestivo borgo di San Pietro, sulle colline di Ozzano dell’Emilia.

Il Festival si inserisce all'interno della programmazione di Bologna Estate, il cartellone di eventi curato dal Comune di Bologna.

GLI SPETTACOLI 
IN SCENA IN ITALIA

“In-Ascolto”: saper ascoltare è sapersi vivi!

“In-Ascolto” è il tema scelto quest’anno dalla Direzione Artistica del Festival, ed ha come immagine chiave una delle sculture lignee dell’artista alto atesino Bruno Walpoth: un mezzo busto femminile, ieratico e immobile nel tempo che accenna un sorriso enigmatico e sospeso.

“Un’immagine - spiega Emiliano Minoccheri, il Direttore Artistico del Festival - che rappresenta la condizione umana ed emotiva post pandemica. Da un lato la voglia di tornare alla bellezza, alla serenità, alla speranza, dall’altro il segno evidente di una ferita (il petto della donna ritratta è attraversato da una evidente spaccatura verticale, n.d.r.), una breccia calcificata e radicata in noi che è al tempo stesso fessura, apertura, bisogno di ritorno alla luce, all’altro, all’ascolto”.
 

Locandina Festival (scultura di Bruno Walpoth)


Restare in ascolto significa accogliere, percepire, prestare attenzione, è la capacità di elaborazione di un pensiero, è attitudine generosa nei confronti dell’altro, è una reale connessione, è comprensione e confronto, osservazione e conoscenza: saper ascoltare è sapersi vivi.

Cinque appuntamenti e un’anteprima: teatro, danza e ricerca

L'edizione del 2022 si compone di 5 appuntamenti, che avranno luogo presso l’evocativa cornice del Giardino Archeologico di San Pietro, ai piedi di una Torre Campanaria del 1200, simbolo di Ozzano dell'Emilia: un luogo del teatro e per il teatro, crocevia insolito dove convivono spettacoli, concerti, performance, residenze artistiche, impegno civile e riflessione.

Il festival si apre giovedì 23 giugno con “ROSADA – poesie a Casarsa”, un omaggio a Pier Paolo Pasolini in occasione del centenario della nascita, con Giuseppina Randi e Gressi Sterpin.
“Scrivere in friulano è un fortunato mezzo per fissare una melodia infinita" spiegava Pier Paolo Pasolini la scelta di comporre in friulano le sue prime poesie. Il dialetto è la lingua della madre, che evoca la sua infanzia, un tempo semplice ed autentico.

Nicola Borghesi in “GLI ALTRI – indagine sui nuovi mostri” (Kepler 452)


Lunedì 27 giugno un gradito ritorno a La Torre e La Luna Festival: Nicola Borghesi e Kepler 452 con GLI ALTRI – indagine sui nuovi mostri”, uno spettacolo di forte attualità che racconta da vicino il fenomeno sociale degli hidden haters, i così detti “leoni da tastiera”. Un reportage teatrale, ma anche una performance video-acustica condotta dal vivo e online: un’indagine acuta e disarmante sulle nuove forme di violenza nel web.

Lunedì 4 Luglio è la volta di un’anteprima nazionale, Gli Omini presentano TRUCIOLI”, il nuovo lavoro: ritratto comico e poetico di un’Italietta in miniatura abitata dai più piccoli. Due attori e una moltitudine di voci, storie, caratteri: un girotondo di gente che si riconosce e che sorprende, per ridere e per sentirsi tutti insieme e meno soli.

Oscar De Summa


Lunedì 11 luglio in scena Oscar De Summa con “L’ULTIMA EREDITÀ”, la storia di un doppio viaggio, geografico ed emotivo di un figlio. De Summa, attraverso una scrittura poetica e priva di sovrastrutture sentimentalistiche, tratteggia con abilità la fragile linea dell’esistenza umana, il confine tra la morte e la riscoperta del valore della vita.

"Wabi Sabi" Komocp Dance Company, coreografia di Sofia Nappi


La danza contemporanea chiude Il Festival: lunedì 18 luglio in scena la Komoco Dance Company in Wabi Sabi coreografia di Sofia Nappi, una delle più giovani e talentuose coreografe italiane. “Wabi-Sabi”, dal giapponese, indica una visione del mondo incentrata sull’accettazione della transitorietà delle cose e sulla ricerca della bellezza nell’imperfezione e nell’incompletezza delle nostre vite.

In apertura serata il Double Bill “Progetto Adolescenti” di ALMA PRO DANCE con le coreografie di Simona Bertozzi (Togetherless) e Elisa Pagani (Avevo un riflesso negli occhi e non ti ho visto arrivare).

 

Valentina Scocca

  Redattore

Laureata in Scienze della Comunicazione, con specializzazione in Discipline Teatrali, Facoltà di Lettere e Filosofia, presso l’Università degli St...

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