Teatro

Intrigo e amore: le recensioni di Onda Critica-Teatro visto dagli studenti

Gli studenti genovesi di Onda Critica commentano lo spettacolo "Intrigo e amore, di Friedrich Schiller, prodotto dal Teatro Stabile di Genova, per la regia di Marco Sciaccaluga, in scena al Teatro della Corte di Genova dal 12 aprile al 1 maggio.

Intrigo e amore: le recensioni di Onda Critica-Teatro visto dagli studenti

Ecco le recensioni dello spettacolo "Intrigo e amore" che troverete a questo link

SPETTACOLO SUPERLATIVO

“Intrigo e amore”, spettacolo  in scena al Teatro della Corte dal 12 aprile al 1 maggio, tratto dal classico omonimo di Friedrich Schiller, scritto a soli 24 anni, è un potentissimo dramma.

La storia racconta l’amore di due giovani che si ribellano all’imposizione dei genitori sui loro stessi destini, non riuscendo però ad ottenere alcun reale risultato. Il clima di totale disfatta è attraversato solo dalla speranza che prima o poi il male possa essere effettivamente punito.

Il contrasto è il tema centrale dell’intera opera, dal punto di vista non solo dell’intreccio ma anche della rappresentazione: i toni tragici tipici delle passioni violente del Romanticismo sono alternati a scene di gusto molieriano, dovute alla presenza di personaggi stereotipati. Nella storia, poi, si rintracciano diversi scontri: quello generazionale, quello tra la convenienza personale e la parola data, tra l’onesta e l’intrigo, tra l’amore e i capricci del potere.

Il desiderio di ribellione e di autonomia è perfettamente impersonato da Simone Toni (Ferdinand), così come l’innocenza e l’amore adolescenziale lo sono da Alice Arcuri (Luise) e la forza di una “self-made woman” che ha dovuto superare le più disperate difficoltà lo è da Mariangela Torres (Lady Milford).

Ogni attore ha interpretato il proprio ruolo con estrema compartecipazione, da Enrico Campanati (Miller, padre di Luise) al suo opposto, Tommaso Ragno (padre di Ferdinand), rendendo lo spettacolo, della durata di tre ore, più che mai scorrevole, piacevole e coinvolgente, grazie all'ottima regia di Marco Sciaccalga.

Arianna Fecit, 4F, Liceo Classico D’Oria, Genova

 

IL RITRATTO ATTUALE DELLA SOCIETA'

La storia sembra inizialmente già vista: un giovane aristocratico è innamorato di una borghese e vorrebbe sposarla, ma il padre ha in mente per lui un matrimonio più prestigioso. Il giovane Ferdinand non vuole cedere, ma uno stratagemma ordito dal padre lo porta a dubitare della fedeltà di Luise, costretta sotto minaccia a scrivere una falsa lettera d'amore diretta a un altro uomo.

Man mano che la trama si evolve, complicandosi e colmandosi di sfaccettature, emergono forti i caratteri dei personaggi, tutti in qualche modo vicini alla maschera archetipica, ma anche al mondo reale: il padre autoritario, il nobile corrotto, il giovane ribelle, la donna indipendente, la fanciulla innocente, il consigliere fraudolento.

E tra tutti i personaggi, incarnazione di mere emozioni, dirompenti e irrefrenabili, avviene uno scontro: padri contro figli, aristocratici contro borghesi, servi contro padroni, uomini contro donne, fino a fornire un ritratto puntuale e contemporaneo di una società in profonda crisi. 

In pieno sentimento preromantico, nel 1783 Friedrich Schiller firma un'opera davvero dominata da "impeto e passione" in cui le emozioni cozzano con gli interessi personali e alla fine hanno la meglio, tanto da condurre alla distruzione tutti i personaggi.

La regia di Marco Sciaccaluga riesce ad attualizzare il dramma e a conservarne l’ambivalenza, grazie a un adattamento che da un lato rende il testo scorrevole e comprensibile, dall'altro fa grande utilizzo di espressioni corporee quasi primordiali, che superano le parole.

Si instaura così con il pubblico una sorta di rapporto metateatrale: lo spettatore viene accolto a sipario aperto, e sono gli attori ad annunciare via via in quale atto, scena e luogo ci si trovi.

La scenografia, essenziale, mette in risalto l'aspetto musicale della vicenda: sul palco sono posizionati vari strumenti, all'occasione utilizzati per sottolineare sentimenti e atmosfere. Allo stesso modo, le luci si accendono e spengono in modo frenetico e incalzante, seguendo il ritmo della musica e delle parole.

Gli attori mettono bene in risalto l'alternanza tra momenti grotteschi e altri profondamente tragici, offrendo al pubblico risate, sospiri e qualche momento di assoluto smarrimento, fino all'esplosione finale, che non risparmia nessuno. Lo spettacolo, della durata di tre ore, è intenso e coinvolgente, anche per i numerosi spunti tematici offerti.

Claudio De Fazio, 4F Liceo Classico D'Oria, Genova

Simona Griggio

  EX-REDATTORE di MILANO

Giornalista e critico di spettacolo. Comincia la sua attività nel 1995 a Milano collaborando con il magazine Madame Class Figarò, ed in seguito con ...

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