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Teatro

“Granma. Metales de Cuba”, il nuovo lavoro di Rimini Protokoll in prima nazionale a Bologna

Debutto nazionale per il nuovo lavoro di Rimini Protokoll "Granma. Metales de Cuba”, una coproduzione di ERT Fondazione: in scena il 10 e 11 aprile al Teatro Arena del Sole di Bologna

“Granma. Metales de Cuba”
“Granma. Metales de Cuba” © Ute Langkafel

Mercoledì 10 e giovedì 11 aprile arriva a Bologna il collettivo Rimini Protokoll, Leone d’Argento 2010 per il Teatro e Premio UBU 2018, una delle realtà più innovative del panorama teatrale contemporaneo, con il nuovo lavoro Granma. Metales de Cuba, una coproduzione europea di ERT Fondazione, che debutta in prima nazionale al Teatro Arena del Sole, dopo il successo del debutto berlinese al Maxim Gorki Theater.

Rimini Protokoll: un’indagine personale sulla realtà

Il lavoro di Rimini Protokoll, collettivo tedesco di registi fondato nel 2000 da Helgard Haug, Stefan Kaegi Daniel Wetzel, uno dei gruppi teatral-performativi più amati e seguiti d’Europa, si caratterizza per uno stile unico e inconfondibile: vengono scelti e analizzati alcuni segmenti di realtà, per poi offrirli allo sguardo del pubblico sotto una lente di ingrandimento.  

Nello specifico cercano segni della storia politica e collettiva negli occhi e nelle voci dei singoli, cercano di fatto una visione generale attraverso uno sguardo più attento sul particolare, con l’intento di evitare stereotipi e narrazioni preconfezionate, e puntare dritto al cuore dell’unica verità possibile: quella personale.
 Una simile operazione ha, naturalmente, una forte valenza politica e i segmenti selezionati sono spesso quelli più dolenti, problematici, contraddittori del nostro contemporaneo.

Il modo di fare teatro di Helgard Hauf, Stefan Kaegi e Daniel Wetzel, fondatori del collettivo tedesco, prevede l’eliminazione di personaggi, attori, copioni e perfino palcoscenici per costruire originali dispositivi di disvelamento del reale, una sorta di di indagine storico-antropologica.
 

Rimini Protokoll

 “Granma. Metales de Cuba”: memorie della rivoluzione

«Granma. Metales de Cuba è uno spettacolo politico sulle visioni e le speranze per una società più equa. Ma raccontate da una porta d’ingresso molto personale», spiega Stefan Kaegi il regista dei Rimini Protokoll che ha lavorato con le drammaturghe Aljoscha Begrich e Yohayna Hernández González.
La nuova creazione del celebre e cosmopolita collettivo dei Rimini Protokoll è un lavoro nuovo in tutti i sensi, poiché adotta la forma del teatro-documentario.  

Il titolo si ispira a “Granma”, la famosa nave che nel 1956 partì dal Messico per raggiungere Cuba, guidata dai combattenti rivoluzionari fra i quali vi erano anche Fidel Castro ed Ernesto Che Guevara.  
Lo spettacolo, partendo dalla “vita vera” dei giovani protagonisti in scena e scavando nella loro esistenza, ripercorre la storia attraverso i loro ricordi, interrogandosi su come la rivoluzione di Fidel si sia iscritta nelle loro vite e in quella delle loro famiglie, e affronta il presente di Cuba, uno dei paesi determinanti per gli sviluppi politici della seconda metà del Novecento, come lo definisce il regista Stefan Kaegi «un luogo-proiezione sia per gli utopisti che per i loro critici».

Dice Kaegi:«I protagonisti non sono attori. Siamo stati insieme un mese a l’Havana e un mese a Berlino e abbiamo volutamente lasciato che loro parlino delle loro storie in modo quotidiano e personale».

Lo spettacolo si confronta con il “mito” politico di Cuba ma da un punto di vista “privato”: attraverso cioè le biografie di quattro giovani cubani che non hanno visto la rivoluzione contro Batista ma ne hanno vissuto i “risultati”, le conseguenze, umane e politiche. 
 

“Granma. Metales de Cuba”


Spiega ancora Stefan Kaegi : «Una rivoluzione le cui utopie continuano ad attirare turisti da tutto il mondo — ma di cui non resta che qualche vestigia polverosa conservata al museo. Ci siamo chiesti quale fosse oggi il valore aggiunto […] La storia non si ferma, Cuba si trasformerà ancora nei prossimi decenni. Quale sarà la fine del viaggio? “GranMa. Metales de Cuba” prova a documentare e prevedere sismograficamente il nuovo orientamento della rivoluzione invitando le giovani generazioni a salire sul palco e dando loro il potere di riscrivere e rileggere la propria storia».

Questa nuova creazione del collettivo tedesco, di fatto interroga le giovani generazioni su quale sia il futuro di Cuba 60 anni dopo la rivoluzione.

È da segnalare che mercoledì 10 aprile alle ore 18.00 nel Foyer del Teatro, a cura dell’Associazione Ubu per Franco Quadri, avrà luogo una lectio di Stefan Kaegi con Fabrizio Arcuri, direttore del festival Short Theatre e Rossella Menna, che prevede anche la consegna del Premio Ubu 2018 per il “Migliore spettacolo straniero presentato in Italia” per Nachlass.
 

Qui TUTTI GLI SPETTACOLI in scena a Bologna.
 

Valentina Scocca

  Redattore

Laureata in Scienze della Comunicazione, con specializzazione in Discipline Teatrali, Facoltà di Lettere e Filosofia, presso l’Università degli St...

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