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Teatro

Ferdinando Taviani ora è Professore Emerito. E parla di Molière.

Ferdinando Taviani ora è Professore Emerito. E parla di Molière.

Una lezione sul teatro, su Molière, sul libertinaggio e su un’epoca, quella seicentesca, secondo Ferdinando Taviani non molto dissimile dalla nostra. Tutto questo è “San Molière”, la Lectio Magistralis che il noto storico del teatro ha tenuto ieri 18 febbraio (data non casuale, Molière morì il 17 febbraio 1673) ricevendo il titolo di Professore Emerito.

Taviani ha giustificato il suo “San Molière” dicendo che benchè il santo cristiano protettore degli attori sia San Genesio, un ex-mimo romano, anche Molière meriterebbe un posto nell’agiografia. Come i santi, quest’attore-autore può essere seguito, ma non imitato, in quanto ha trovato nel teatro la soluzione pratica alla propria vita in un’epoca, il XVII sec., in cui si doveva scegliere da che parte stare, sebbene ci fosse anche il molto più vantaggioso sentiero della lotta per non scegliere. Era “libertino” come coloro che credevano nella libertà dello spirito (e non tanto dei costumi), nelle intelligenze forti. E facendo dell’ideale teatrale il suo “onore”, è morto con il suo “ideale” in mano (morì, infatti, dopo una replica de “Il malato immaginario”).

L’amore di Taviani per Molière è reso ancor più vivido dalla sua enorme cultura e capacità discorsiva, ricordata dai Professori Raffaele Morabito e Massimo Fusillo e da quella straordinaria e strana capacità critica, empatica e quasi stregonesca e anti-accademica riscontrata dal Prof. Gianluigi Simonetti.
“Passione” è la parola chiave usata dai relatori chiamati, insieme alla Rettrice dell’Università degli Studi dell’Aquila Paola Inverardi e al Direttore del Dipartimento di Scienze Umane Simone Gozzano, a celebrare l’onorificenza conferita dal Ministro dell’Istruzione al loro collega e, per vocazione, “maestro”: << una passione totalizzante con il mondo del teatro >> (Fusillo), per attori e autori; una << passione discreta, non prepotente, invadente, ma che si comunica >> (Morabito – che ha anche scritto una poesia sul collega).

Il titolo di Professore Emerito viene dato a chi ha 20 anni di carriera universitaria come Professore ordinario. E Taviani (La Spezia, 1942) ce l’ha: è stato Ordinario di Discipline dello Spettacolo (quindi non solo teatro!) presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell‘Università degli Studi dell’Aquila dal 1986/87 al 2011/12, anno del suo pensionamento (sebbene già da prima insegnasse… basti qui ricordare la sua docenza all’Università di Lecce negli anni ‘70).
Nel 1980, è stato tra i fondatori dell’ISTA (International School of Theatre Anthropology), insieme ad Eugenio Barba, regista che conosceva bene in quanto, già dal 1975, Taviani risulta consulente letterario dell’Odin Teatret, a cui ha pure dedicato il volume ”Il libro dell’Odin” (Feltrinelli, Milano, 1975 e successive ed.), il primo studio su un teatro che in quegli anni era controverso e noto a pochi, divenuto nel tempo uno dei capisaldi del teatro del secondo Novecento.
Alcuni dei suoi scritti sul teatro di Jerzy Grotowski sono entrati a far parte del “Grotowski Sourcebook” edito da Routledge nel 1997.
I suoi studi sulla Commedia dell’Arte (“La Commedia dell’Arte e la Società Barocca. La Fascinazione del Teatro”, Bulzoni, Roma, 1969 rist.1992; “Il segreto della Commedia dell’Arte. La memoria delle compagnie italiane del XVI, XVII, XVIII secolo”, in collaborazione con Mirella Schino, La Casa Usher, Firenze, 1982 e successive ed. fino al 2007, tradotto in Francia nel 1984), sono considerati punti di riferimento nella bibliografia internazionale.
In collaborazione con Claudio Meldolesi ha pubblicato “Teatro e spettacolo nel primo Ottocento”, Laterza, Roma-Bari, 1991, più volte riedito e vincitore del Premio Pirandello, Palermo, 1993.
Uomini di scena, uomini di libro” pubblicato da Il Mulino, Bologna, 1995 (e successive ed.), nel 2010 ha avuto un’edizione spagnola ed è stato riedito da Officina edizioni, Roma, con l'aggiunta di una Parte Seconda dal titolo “La scena sulla coscienza”.
Contro il mal occhio. Polemiche di teatro 1977 - 1997” (Textus, L’Aquila, 1997) raccoglie la sua militanza nel teatro italiano come critico e polemista.
Nel 1986 è stato tra i fondatori della rivista di studi teatrali “Teatro e Storia”; edita inizialmente da Il Mulino, Bologna, adesso è pubblicata da Bulzoni di Roma, editore per il quale Taviani dirige la collana “Memorie di Teatro” (giunta nel 2014 al suo 34° volume).
Per il volume “Luigi Pirandello, Saggi e interventi” (2006), pubblicato nella nuova edizione delle opere di Pirandello nei “Meridiani” Mondadori e che raccoglie un’imponente quantità della produzione saggistica, giornalistica e di carattere promozionale prodotta dall’autore siciliano, ha scritto l’ampio saggio introduttivo “La minaccia d’una fama divaricata”, (pp. XIII-CII).
Ha curato il volume sul Teatro nell’opera diretta da Luigi Luca Cavalli Sforza “L’Evoluzione della Cultura Italiana” (ed. Utet), in corso di pubblicazione, in cui delinea una visione complessiva e frastagliata della cultura teatrale moderna.

Annalisa Ciuffetelli

  EX-REDATTORE di DELL'AQUILA

Ha conseguito due lauree magistrali: "Lingue e letterature straniere - indirizzo:&nbsp;storico-culturale" (2004) e "Storia dell'arte e del teatro" (L....

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