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Teatro

"ENIGMA Requiem per Pinocchio", in prima assoluta al Teatro Bonci di Cesena

La compagnia Teatro Valdoca apre la stagione del Teatro Bonci di Cesena con la sua ultima creazione “ENIGMA Requiem per Pinocchio”.

"ENIGMA Requiem per Pinocchio", in prima assoluta al Teatro Bonci di Cesena
© Simona Diacci Trinity

“ENIGMA Requiem per Pinocchio”, la nuova creazione del Teatro Valdoca prodotta da ERT Fondazione, apre la programmazione del Teatro Bonci di Cesena: in scena in prima assoluta venerdì 14 e sabato 15 maggio. Il lavoro è una partitura di canto, suono dal vivo e movimento diretta da Cesare Ronconi sui versi originali di Mariangela Gualtieri (anche in scena).

Il Teatro Valdoca è una delle storiche compagnie italiane di teatro d’arte e d’autore, nata nei primi anni ottanta dal sodalizio fra Cesare Ronconi, regista, maestro d’attore, ideatore di luci e scene, e Mariangela Gualtieri, poeta e drammaturga.

ph. Simona Diacci Trinity

Enigma: opera della maturità

“ENIGMA Requiem per Pinocchio”  è il risultato di due anni di ricerca sulla figura di Pinocchio:  un’opera “della maturità”, affermano Cesare Ronconi e Mariangela Gualtieri, che nasce ”dall’incontro di corpi con una grande anima”.
Una maturità che ha a che fare con l’impavidità, con il vincere la paura accogliendola, accogliendo anche la possibilità del fallimento; quindi una maturità intesa come accettazione e serenità.

Nella gestazione di questa opera per Ronconi è stato fondamentale rincontrare la performer premio Ubu Silvia Calderoni, che proprio vent’anni fa cominciò il suo percorso artistico nella Scuola di Formazione Ert diretta da Valdoca. Afferma il regista: “Questo spettacolo nasce dalla mia curiosità per l’adolescenza, quella che mi suscitò Silvia Calderoni in “Paesaggio con fratello rotto” (2004), ma anche quella di Pinocchio che è un quasi adolescente, età che si vive dopo l’infanzia, ma anche attorno ai 65-70 anni”.

ph. Simona Diacci Trinity


Il tratto più caratteristico della poetica della Valdoca è la potenza epica ed espressiva dei corpi dei suoi attori e l’originalità della parola di cui l’attore viene dotato: una parola che è sempre verso poetico, “sempre inedita e calzante con la scrittura registica, scritta spesso a ridosso della scene e vicinissima ai dettami della regia”. Questi elementi uniti alla presenza frequente di musica dal vivo e all’attenzione all’essenzialità dell’apparato scenico, rendono gli spettacoli di questa compagnia un’esperienza con una forte dimensione rituale e visionaria.

Pinocchio: la possibilità di sbagliare

Questo lavoro, che la Valdoca definisce “una respirazione musicale/teatrale, con l’apertura della favola e il silenzio del mistero”, si colloca all’interno di un panorama onirico con al centro due giovani e potenti performers, capaci di segnare lo spazio e lo sguardo come poche altre: Silvia Calderoni, Pinocchio, e Chiara Bersani, la Fatina, alla quale la Gualtieri presta la voce dal vivo, e Matteo Ramponi, Mangiafuoco, sostiene la sua azione scenica. Il canto dal vivo è di Silvia Curreli ed Elena Griggio; il paesaggio sonoro, fra materico e metafisico, è creato da Enrico Malatesta, Attila Faravelli e Ilaria Lemmo. 

ph. Simona Diacci Trinity


Un’opera che Cesare Ronconi ha composto nell’ascolto visionario di tutti gli interpreti, quasi a compimento di una tensione che da sempre innerva la sua scrittura registica.

Precisa Cesare Ronconi: “Il famoso impianto narrativo del libro di Collodi non mi ha mai interessato. Ciò che mi preme è di entrare nel corpo di Pinocchio, coglierne la vita, il pensiero, il sogno. La verità forte di Pinocchio è la sua adolescenza, fisicità, il suo sbagliare. L’errore fa parte di lui come di noi tutti, è ciò che ci fa pensare. Vedo il mio Pinocchio metafisico, privo di connessione narrativa ma forte di relazioni fisiche, di parole, di una vivacità corporea espressa dal “corpo” della compagnia. Voglio esprimere il selvatico di Pinocchio, al contrario di noi che siamo creature “allevate”.

ph. Simona Diacci Trinity


Osservando i corpi, Mariangela Gualtieri ha dato loro parole: "Il momento per me più ispirante è quando, grazie alla Fatina, il Pinocchio di legno diventa umano. Da lì sono partita per una interrogazione un po’ filosofica di pensieri e frammenti, mentre i corpi parlano di scalcio, di vita, di avventura, di esperienza, come nell’adolescenza”.
Pinocchio viene ad immunizzarci dalla paura della morte, in un tempo allarmato di conta quotidiana dei caduti.

"ENIGMA. Requiem per Pinocchio" va in scena al Bonci, nell’emozione grandissima del ritorno al teatro vivo, ma Silvia Calderoni ammonisce: "Ragioniamo su come fare circuitare le opere; se da un debutto a una replica intercorrono mesi, è necessaria una presa in carico di tanti, non solo della compagnia!".
 

Valentina Scocca

  Redattore

Laureata in Scienze della Comunicazione, con specializzazione in Discipline Teatrali, Facoltà di Lettere e Filosofia, presso l’Università degli St...

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