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Teatro

Éduard Lalo, un autore sospeso tra folklore e wagnerismo

Una scelta di musiche da camera di Éduard Lalo (1823 - 1892) presentate dalla Fondazione Bru Zane di Venezia, in un ciclo di nove concerti da settembre a novembre 2015

Éduard Lalo, un autore sospeso tra folklore e wagnerismo

«La Germania è la mia vera patria musicale» sosteneva Éduard Lalo (Lilla 1823 – Parigi 1892), proclamando apertamente la sua attrazione verso il romanticismo tedesco. I suoi punti di riferimento erano infatti Beethoven, Schumann, Mendelsshon, per la musica sinfonica e da camera; e inevitabilmente Wagner per l'opera, come sta a dimostrare il suo maggiore titolo, Le roi d'Ys, dal 1888 ancora regolarmente rappresentata in Francia (il primo, Fiasque e l'ultimo, il postumo La Jacquerie, sono lavori oggi dimenticati). Violista e violinista di ottimo livello, autore essenzialmente strumentale come il contemporaneo Gouvy, nondimeno Lalo al di là delle sue germanofilia – che unitamente ad un carattere ribelle gli costò l'ostracismo degli ambienti ufficiali - non poté sottrarsi del tutto ad un fatto fondamentale: d'essere nato, d'essersi formato musicalmente e di operare sempre sul suolo natio, percorrendovi una carriera faticosa e per lungo tempo avara di soddisfazioni professionali. Francese controvoglia, insomma,a dispetto dei propositi di estraniarsi dal clima colturale della patria; e infatti più che alla possente costruzione strutturale, infatti, Lalo finisce per mirare al preziosismo del particolare, alla ricerca di colori e timbri variegati, come in Bizet e Thomas; oppure alla densità della strumentazione, simile in questo al contemporaneo Franck. Non è un caso che, dopo una lungo periodo di delusioni durante il quale per tirare avanti si adatta a dare lezioni e suonare in orchestra all'Opéra-Comique, i riconoscimenti ufficiali giungano solo dopo i cinquant'anni, e tramite lavori che di 'tedesco' possiedono tutto sommato ben poco: cioè con il Concerto per violino del 1874 dedicato a Sarasate, e la Symphonie espagnole del 1875, sempre per violino e orchestra, pervasa da inebrianti colori e da un folklorismo accattivante. E siano stati confermati poi da lavori come il Concerto per violoncello (1876), la variegata Rhapsodie norvégienne (1881), e le musiche del balletto Namouna (1882-3).
Ad ogni modo, oggi Lalo deve a tutt'oggi la sua gloria, e la sua sopravvivenza come autore a due sole partiture, Le roi d'Ys e la Symphonie espagnole: assai poco, in realtà, a fronte di un catalogo abbastanza nutrito e vario in cui brillano per bellezza i numerosi trii, con e senza piano. Per questo motivo, ed al fine di rivalutare la sua figura la Fondazione Bru Zane – Centre de Musique romantique françoise gli dedicherà a Venezia, dal 26 settembre al 10 novembre 2015, un ciclo di nove concerti dal titolo "Éduard Lalo tra folklore e wagnerismo". Una manifestazione tramite la quale verranno proposte, al Palazzetto Bru Zane ed alla Scuola di S.Giovanni Evangelista, alcune scelte della sua più significativa produzione da camera, accostata talora a quella dei suoi contemporanei (Chausson, Fauré, Pierné, Franck, Chaminade). A questo festival momografico farà seguito anche la prossima pubblicazione in CD dell'integrale della musica orchestrale e delle mélodies per voce e piano del compositore di Lilla.
Per maggiori informazioni, visitate il sito www.bru-zane.com, oppure la casella email contact@bru-zane.com.

Gilberto Mion

  Redattore

Studi ad indirizzo classico. Già collaboratore del quotidiano Il Gazzettino, della rivista Pagine Venete e di altre testate regionali, ha&n...

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