Teatro

IN & OFF - Cosa c'è di buono in città - Napoli, 06/08 Marzo 2015

Un buon motivo per tornare al NEST sarà la messa in scena de "Il più bel secolo della mia vita", mentre al Ridotto del Mercadante continua la rassegna su Giuseppe Patroni Griffi e Roberto Herlitzka è in scena al Teatro Nuovo.

IN & OFF - Cosa c'è di buono in città - Napoli, 06/08 Marzo 2015

Un buon motivo per tornare al NEST – Napoli Est Teatro – il nuovo spazio inaugurato qualche settimana fà nella periferia Est di Napoli, sarà dato dalla messa in scena de Il più bel secolo della mia vita. Una dissacrante commedia, scritta e dirette da Alessandro Bardani e Luigi Di Capua e con Giorgio Colangeli e Francesco Montanari, che racconta di una strana legge (Legge n. 184 del 4 maggio 1983) ancora presente in Italia ed unica in Europa, che vieta ai figli non riconosciuti alla nascita, detti in gergo "N. N.", di venire a conoscenza dell’identità dei genitori naturali solo dopo aver compiuto cento anni. La commedia racconta l'incontro tra Giovanni e Gustavo, due N.N., rispettivamente di 30 e 99 anni e il loro divertente, ironico e dissacrante viaggio alla ricerca delle proprie origini. Giovanni, così come altri 400.000 italiani, non è stato riconosciuto alla nascita dalla mamma naturale. Ora che è grande vorrebbe esercitare il diritto di conoscere il vero nome della propria genitrice, ma questo non gli è possibile.  Un giorno conosce Gustavo: un quasi centenario, N.N. come lui, che tra poco riuscirà finalmente a superare i limiti della legge ed a scoprire la verità sulla sue origini. Il problema è che a lui non gliene frega niente. L’intervento di Gustavo alla riunione è l’inizio di un rocambolesco rapporto tra lui e Giovanni, in cui i due, specchio di ideali lontani, lasceranno reciprocamente un segno indelebile l’uno nell’altro.

Al Ridotto del Mercadante continua la rassegna dedicata alle opere di Giuseppe Patroni Griffi con La notte blu del tram, per la regia di Pino Carbone. La storia di un ragazzino di tredici anni che va alla scoperta della propria sessualità, di giochi che diventano la sua vita, diventano i suoi sogni/incubi, diventano le sue preghiere e le sue bestemmie a se stesso. La storia di un uomo dalla voce rassicurante, che appare grande, enorme, agli occhi del ragazzino. Un uomo che sa urtare sbadatamente tra le sue gambe, che sa fermarsi e fissare, che sa come sorridere, come accarezzare, come entrare nei sogni/incubi di un ragazzino. Un racconto che diventa una storia, che diventa spazio in cui agire, che diventa corpo vivo. Una fiaba senza morale, che non tiene conto del senso comune di moralità e che, soprattutto, non vuole insegnarla a nessuno.

E’ in scena al Teatro Nuovo, Roberto Herlitzka (Nastro d’Argento alla carriera 2013) con Casanova di Ruggero Cappuccio, per la regia di Nadia Baldi. Nell’ultima notte della sua vita, quella tra il tre e quattro giugno 1798, chiuso in una buia stanza del castello del Conte di Waldstein in Boemia, dove è ospite da ben tredici anni come bibliotecario di palazzo, Casanova, stanco, ammalato e consapevole della sua prossima fine, sarà giudicato e interrogato da cinque presenze femminili. Il confronto con le donne nella stanza remota del castello innesca tenerezze e autoironie, mentre Casanova insegue, in quello che potrebbe essere l’ultimo appuntamento con la sua vita, l’idea di un se stesso, che si realizza solo attraverso l’armonica condivisione del profondo con l’altro e con gli altri. Le donne impongono al lagunare beffeggiatore dei vizi e delle virtù un bilancio della sua controversa esistenza. E purtroppo toccherà a loro liberarlo. La scrittura di Ruggero Cappuccio realizza una velenosa, dolce, sincera partita a scacchi, in cui brillano e si muovono i perni dell’identità di uno degli uomini più discussi, amati e denigrati del XVIII secolo.

Tutti gli appuntamenti del week-end sono su questo link!

Roberto Santini

  Redattore

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