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Teatro

Cortés: danzo per le vite calpestate della mia Spagna

Cortés: danzo per le vite calpestate della mia Spagna
Il ballerino debutta con "L'amore e l'odio", il suo nuovo spettacolo in prima mondiale a Milano. E intanto ricorda l'11 marzo di Madris

Tre minuti di silenzio per gli inermi caduti della sua Spagna e un auspicio che sa di utopia: "Speriamo che il mondo cambi".
Stasera e domani (e il 29 marzo al Palalottomatica di Roma) al Teatro Diners della Luna di Milano, Joaquin Cortes (foto) porta in prima mondiale il suo nuovo spettacolo, "L'amore e l'odio".
Ma il pensiero resta all'11 marzo della sua Madrid, sventrata dall'assurdità della violenza di 10 bombe che hanno devastato tre stazioni, portato via 200 vite e rovinato quelle di tanti che restano. "Le esplosioni - racconta - sono state vicino a casa mia, fortissime, é stata una cosa incredibile".
Intanto la Spagna, ieri, ha votato: vittoria dei socialisti di José Luis Rodriguez Zapatero, primo ministro dopo quasi un decennio di governo della destra.

LO SPETTACOLO
Cortes, 35 anni, dice di provarlo da sei mesi per 12-15 ore al giorno, con 20 giovani ballerini, in una commistione di diversi stili di danza: classica, contemporanea e flamenco. Con lui ci sono Cristobal Reyes e Carlos Lerida, quest'ultimo anche interprete dello spettacolo.
"L'amore e l'odio" (i cui costumi sono di Giorgio Armani) vede in scena due cantanti, cinque musicisti e quindici schermi di 2 metri per 7, in un gioco di coreografie e immagini registrate da otto telecamere. I suoni del flamenco sono campionati da un Dj, e i ballerini danzano sospesi alle imbragature.

La Redazione di Teatro.it

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