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Teatro

Con 'Amerika' Scaparro porta il teatro al cinema

Con 'Amerika' Scaparro porta il teatro al cinema
Tra un mese in sala, DVD Istituto Luce distribuito da Arte'. Senza ricordare il classico Cechov di Malle, basterebbe citare 'Dogville' di Von Trier o l'ultimo greenaway per dire che spesso il teatro diventa cinema. E' la operazione realizzata anche da Maurizio Scaparro con 'Amerika', lo spettacolo tratto dal romanzo di Kafka. Si tratta di una produzione dell'Istituto Luce col Thetare des Italiens per il mercato Dvd e per le sale. ''Un'operazione riuscita, se, dopo la presentazione al festival di Annecy, Arte' ha deciso di distribuire il Dvd in Europa, cominciando da Francia e Germania. Noi lo metteremo in commercio dalla prossima settimana - ha annunciato il presidente dell'Istituto Luce Andrea Piersanti - , poi manderemo 'Amerika' anche nelle sale tra un mese, in nome della nostra politica che e' quella di rompere la dittatura dei grandi numeri, per scoprire nicchie in sale particolari per prodotti alternativi di qualita'. Io personalmente lavoro da anni, come facevo anche nelle aziende da cui provengo, sul rapporto teatro-cinema. Cosi' il nostro rapporto con Scaparro andra' avanti''. 'Amerika' ripropone l'omonimo libro di Kafka, che racconta in modo tragicomico di un giovane emigrato praghese che si scontra con la spietata durezza della realta' Usa, pur non essendo mai stato lo scrittore oltre oceano. ''E lo fa con incredibile lucidita' di invenzioni - nota Scaparro - restituendoci una storia di sconcertante attualita', a cominciare da quella Statua della liberta' con la spada in mano, al posto della fiaccola, forse scelta, forse lapsus, ma comunque di preciso significato''. Max Malatesta, che per questo spettacolo ebbe il premio Ubu' come miglior attore dell'anno, ricorda le difficolta' che incontro' il regista a proporre Kafka e lui come protagonista, ma ricorda anche il successo che poi gli ha arriso, di critica, di pubblico in tutta Europa (da Parigi a Barcellona), e infine questo film, e si dice, con Giovanna Di Rauso e Enzo Turrin, altri interpreti principali, ''orgoglioso di aver partecipato a questo lavoro, che oppone la propria qualita' professionale e culturale al degrado di tanti prodotti di fiction tv''. Scaparro ha ricordato come, quando parlo' dei timori di questo suo progetto di contaminazione cinematografica a studenti dell'universita', uno intervenne facendogli notare che si trattava di ''un'opera d'arte ibrida come ibrida e' la nostra generazione, coinvolta in una realta' in cui tutto e' sempre ibrido e trasversale''. E il regista ha aggiunto: ''E' la societa' dello spettacolo, che ha una sua vitalita' culturale, di cui i politici, che scelgono ormai solo di farsi vedere e non di vedere, finiscono quindi per non sapere e capire nulla''. Il film, di quasi due ore, scorre con buon ritmo e varieta' di accadimenti, mentre hanno ricevuto molti applausi oggi, alla prima stampa, gli interpreti, che hanno saputo adeguarsi con finezza alle necessita' della ripresa cinematografica, ai primi piani, alla ricchezza di sfumature, che sostituisce certe sottolineature piu' vistose necessarie in teatro, quando il pubblico vede tutto da lontano. Anche Scaparro li ha lodati per questo, ringraziando Ennio Guarnieri, che firma la fotografia, e la scelta del suono in diretta e della ripresa digitale, molto piu' agile, tradotta solo alla fine in pellicola. 28/01/04

La Redazione di Teatro.it

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