Teatro

Buon compleanno Franca Valeri: la signorina snob compie 98 anni

Mogli, prostitute, esperte di bon ton: i suoi personaggi, originali e unici, sono ancora delle trovate senza pari. Un’attrice straordinaria che incarna la storia del teatro italiano, alla quale non possiamo fare altro che dire “grazie”.

Franca Valeri
Franca Valeri

Sembra quasi di vederla, Franca Valeri, nella sua figura esile, con il sorriso ironico, nella fierezza di chi sa portare tanti anni con eleganza, mentre si prepara a festeggiare, domani 31 luglio, questo compleanno così vicino, a un passo (meglio, due) dal centenario. Un compleanno che non le fa mancare l’affetto e l’omaggio dei suoi ammiratori, prima fra tutte la serata a lei dedicata dalla Casa del cinema di Villa Borghese a Roma, lo scorso 26 giugno, nella cornice del Teatro all’aperto Ettore Scola.

Celebrarla è un compito semplice e ingrato allo stesso tempo. Semplice, perché le cineteche RAI e tutti gli archivi specializzati sono ricchi di materiale su quest’attrice versatile, felicemente divisa tra televisione cinema e teatro. Ingrato, perché, in questa fittissima vita artistica pare difficile, quasi impossibile, riassumere il tratto distintivo di un’attrice autenticamente comica e restia in prima persona a collocarsi in qualunque definizione di genere.

Comicità, senza generi

Nelle sue mai scontate dichiarazioni sul tema, una merita particolare attenzione: quella che, con la generosità dei veri artisti, scrisse per un’altra grande attrice, Lella Costa, nella prefazione alla raccolta di testi teatrali La daga nel loden: “La comicità al femminile è un’espressione balorda favorita e messa in giro dai mass media con la loro tipica caducità invecchiata senza sparire. La realtà è che la comicità è un dono astratto, indefinibile e come tale asessuato. Il comico non può non essere intelligente, se non lo è passa automaticamente in altre categorie: buffoni, sbruffoni, cafoni, intrattenitori, imitatori. Abbondano al maschile e al femminile”.
 


D’altra parte, a Franca Valeri le categorie di genere sono sempre andate strette. Le etichette le si addicono poco e le definizioni colgono solo in parte il senso della sua personalità artistica. Quel percorso che, intuitivamente, pare di poter ricostruire per “somma” di esperienze (dal cinema al teatro, alla televisione), forse in modo più autentico si individua per “sottrazione” agli stereotipi di un’epoca e di un genere.

Lontana dal mito delle prosperose bellezze anni '50, mai soubrette o maggiorata, Franca Valeri ha avuto il coraggio di reinventarsi sul palco come donna, mescolando i toni umile e sublime del comico. Ha saputo mostrare sé stessa, pur raccontando mille altri personaggi femminili e ha puntato sulla passione e sul talento nel raccontare storie, anziché identificarsi in uno stile di narrazione definito a priori.

A inventarne, altri personaggi così!

La signorina snob, la sora Cecioni, Cesira la manicure, e poi ancora le mogli infelici del cinema: Elvira de Il vedovo e la vedova De Ritis di Un eroe dei nostri tempi, senza dimenticare Delia Nesti, zitella con doppia vita da prostituta in Parigi o cara, film scritto da Valeri insieme al marito Vittorio Caprioli, che ne firmò la regia. Proprio il titolo - evidente omaggio all’aria operistica de La Traviata - evoca un altro mondo teatrale molto caro alla Valeri: il melodramma italiano, di cui è appassionata e attenta conoscitrice al punto da aver firmato, negli anni, diverse regie liriche di opere quali La Bohème e Rigoletto.
 

La sora Cecioni (Franca Valeri) 


La sora Cecioni, in particolare. Chi non l’ha mai vista, corra su YouTube a gustarsi qualche estratto. Icona di moglie sfortunata alla perenne ricerca del consiglio di mammà, con la mano ossuta con cui simula la cornetta del telefono, la Cecioni è un personaggio antico e attuale che apre una voragine comica sulla vita matrimoniale (per cui il marito in ritardo in qualche ora viene cercato all’obitorio). La cornetta del telefono è per ciascuno di noi un meraviglioso ricordo vintage cui abbiamo sovrapposto nella memoria la videata di Whatsapp e dei social network, ma ci resta in ogni caso familiare questo affidamento così autentico alla saggezza di chi è lontano (sempre in tema di paragoni azzardati, viene in mente Blanche Dubois di Un tram chiamato desiderio).

E l’instancabile Signorina Snob? La figura ispirò non a caso l’opera ironica e divertita di una vera “signorina snob” dell’epoca: Colette Rosselli, nota al tempo come Donna Letizia, maestra di buone maniere sulla rivista Grazia, donna ironica e intelligente che supportò Franca Valeri nella pubblicazione del libro omonimo. Cosa è più attuale, al giorno d’oggi, degli esperti di living e netiquette? Maestre (e maestri) del saper vivere non mancano e non di rado ci fanno ridere, sorridere, anche con malinconia.
 

La signorina snob (Franca Valeri)

Buon compleanno Franca… e grazie

Cosa direbbe la signorina Snob di questi auguri formulati in modo così irrituale? Confidiamo che ci concederebbe la clemenza della sua approvazione, perché noi, in fondo, nonostante le sue critiche caustiche, le siamo profondamente grati. Lo stesso vale per la Sora Cecioni e Cesira: in tutta questa galleria di femmine alla vaga ricerca di un posto nel mondo, riconosciamo la forza inesauribile della loro madre e creatice, Franca Valeri.

Poco contano i compleanni, le ricorrenze, lo scorrere inesorabile del tempo del calendario. Ciò che è vintage a volte riesce a mostrarsi pericolosamente attuale e, parafrasando la definizione di Italo Calvino per i classici, non finisce di dire quel che ha da dire. Accade anche per il comico: accade appunto quando è umorismo puro, distillato, irriducibile. Né maschio, né femmina. Puramente zelig.
 

Paola Malaspina

  Redattore

Sono nata a Genova e mi occupo di comunicazione istituzionale nella Pubblica Amministrazione; appassionata di ogni forma di scrittura - e di quella pe...

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