Teatro

Besame Mucho: Le recensioni di Onda Critica

Gli studenti di Onda Critica, terza edizione Genova, commentano lo spettacolo "Bésame mucho", in scena al Teatro Duse di Genova dal 10 al 16 dicembre 2015, produzione Teatro Stabile di Genova, regia di Pietro Petruzzelli.

Besame Mucho: Le recensioni di Onda Critica

Ecco le recensioni dello spettacolo Bésame Mucho che troverete a questo link

LA DIMENSIONE SENZA TEMPO DI BÉSAME MUCHO

Il cammino interiore del poeta

Ambientato in un luogo ai limiti della realtà, dove nemmeno il tempo può imporre il suo regime, “Bésame mucho”, scritto da Giuliano Galletta e da Pino Petruzzelli che ne ha curato anche la regia e rappresentato al Teatro Duse di Genova da giovedì 10 dicembre, è il racconto di un labirintico viaggio interiore.

Il poeta Edoardo Sanguineti, si ritrova nel bar di una stazione nel bel mezzo del nulla, tutti i treni sono soppressi e ogni dimensione spazio temporale è assente. Perso ed alienato, siede aspettando un treno che forse non arriverà, ma, come nati dal nulla, fanno la loro comparsa i due eterni camerieri di quel non luogo.
Le due ombre sembrano incomprensibilmente interessate a tutto ciò che riguarda il protagonista e la loro curiosità sembra aumentare quanto più diventa reticente: hanno il compito di scoprire quale sia davvero il suo treno e rispondono ad un capo privo di identità.

Il frenetico processo dialettico fra i personaggi, che condurrà alla sintesi definitiva di questo viaggio, è la metafora del reale cammino interiore del “poeta saltimbanco”, che per comprendere e ritrovare se stesso è costretto, quasi paradossalmente, a perdersi sempre più.All'apice della perdizione, il poeta ode il fischio del suo treno e, così come era arrivato, scompare lasciando soltanto i suoi libri.

Questi, unico segno del suo passaggio, rendono manifesta la sintesi finale del cammino statico del poeta.In una dimensione fuori dal tempo, il ritmo è scandito dal turbolento susseguirsi dei pensieri, delle riflessioni e delle immagini ripetute al limite dell'assurdo; l'intera trama è costellata da citazioni che rendono Bésame mucho una vera e propria opera erudita.

Lo spettacolo, nonostante la staticità della scena, non presenta cali di tensione; i salti funambolici da una citazione all'altra o da un concetto all'altro costringono lo spettatore a rimanere attento lungo tutto l'arco di svolgimento dell'opera. La perfetta commistione di cultura e approfondimento dell'Io umano, insieme alla convincente prova di Petruzzelli accompagnato dalla  felice interpretazione di  Mauro Pirovano e Alice Giroldini, fanno di Bésame mucho una manifestazione teatrale profonda, toccante e universale.

Giovanni Botto, IV B Liceo Classico D'oria Genova

BÉSAME MUCHO: EMOZIONE ANCOR PIU' TOCCANTE NEL RICORDO DI SANDRO SUSSI

La sera del 10 dicembre, al Teatro Duse, si è tenuta la prima dello spettacolo “Bésame mucho”, prodotto dal Teatro Stabile di Genova ed in scena fino al 16 dicembre, diretto e interpretato da Pino Petruzzelli, insieme a Mauro Pirovano e Alice Giroldini.

La rappresentazione è stata preceduta da un toccante momento commemorativo: quella stessa mattina, infatti, aveva lasciato la grande famiglia dello Stabile Sandro Sussi, che volgarmente potrebbe essere definito dai non addetti ai lavori un “tecnico delle luci”, ma che, come ha voluto più volte ricordare Marco Sciaccaluga, attore e regista dello Stabile, va ricordato come artista e innovatore.

Bésame mucho è stato l’ultimo spettacolo a cui ha lavorato, e proprio per questo assume un significato ancor più profondo, poiché il testo stesso gira tutto intorno alla morte. Si tratta di uno spettacolo abbastanza complesso, basato sulla vita e il pensiero di Edoardo Sanguineti, poeta e scrittore contemporaneo genovese, morto nel 2010.

Sicuramente molto denso, non è un testo di immediata comprensione. In realtà la storia sembra semplice. Si alza il sipario e le luci si accendono su una sala di un tipico bar all’interno di una stazione: Ma c’è unparticolare che risveglia immediatamente l’attenzione dello spettatore: un enorme pannello, sullo sfondo, con la scritta  “Tutti i treni sono soppressi”.

Troviamo un individuo, viaggiatore mancato, che aspetta un treno: nemmeno lui sa con certezza dove sia diretto. Afferma di essere un poeta e inizia un singolare duello a colpi di versi lirici con un cameriere, da Dante e Cavalcanti, da Baudelaire a Caproni, inframmezzati da filastrocche tradizionali e strane ricette culinarie. Infine, il viaggiatore declama alcuni versi sconosciuti al cameriere e li rivendica come suoi. Lo spettatore non lo sa, ma quel viaggiatore è Edoardo Sanguineti.

In seguito la trama si fa leggermente nebulosa: scopriamo che da quella stazione non partono treni; che i camerieri sono una sorta di spie al servizio di un capo senza volto; che il viaggiatore è arrivato lì per caso, dopo aver camminato prima in mezzo al nulla e poi in mezzo a una folla spaventosa, composta da esseri umani e animali di ogni genere.

Pian piano però vediamo i contorni delle cose farsi più nitidi: le storie dei personaggi s’intrecciano tra loro fino a che il viaggiatore, e lo spettatore con lui, si rende conto della verità. Il viaggiatore, la cui unica certezza era quella di essere vivo, si scopre morto.

Cecilia Della Penna, IV B Liceo Classico D'Oria Genova

Simona Griggio

  EX-REDATTORE di MILANO

Giornalista e critico di spettacolo. Comincia la sua attività nel 1995 a Milano collaborando con il magazine Madame Class Figarò, ed in seguito con ...

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