Teatro

Artisti stranieri uniti in scena dalla lingua italiana: lo spettacolo di Alejandro Radawski a Roma

Al Teatro di Documenti di Roma, dal 31 ottobre al 2 novembre, la prima assoluta de Il Clan Settemilatrecento Lune di Alejandro Radawski, per unire l’esperienza teatrale alla lingua italiana.

Artisti stranieri uniti in scena dalla lingua italiana: lo spettacolo di Alejandro Radawski a Roma

Va in scena in prima assoluta, dal 31 ottobre al 2 novembre a Roma presso il Teatro di Documenti, Il Clan Settemilatrecento Lune della drammaturga italo-argentina Erika Janet Rinaldi, per la regia di Alejandro Radawski. L’opera prima della YOSOY Compagnia Teatrale, ha lo scopo di far incontrare sul palco attori e attrici di nazionalità diverse e residenti in Italia da anni, accomunati dal teatro e dalla lingua italiana. 

Il peso di oscuri e incestuosi meccanismi 

La storia vede protagonista una dinastia sulla quale grava il peso di oscuri e incestuosi meccanismi. Romero, il padre, è il simbolo dell’autoritarismo nazista e agisce con violenza sulla famiglia-popolo rappresentata dalla moglie Berta e dalla figlia Angustia, per salvaguardare la purezza della linea di sangue. Una nonna tenuta all'ospizio sarà utile per svelare il terribile piano e permettere alla nipote di riconoscere un fratello considerato disperso.

L’oppressione della casa

L’opera della drammaturga Erika Janet Rinaldi, è ambientata nella Germania post-bellica del 1950 dove è ancora vivo il ricordo della dittatura nazista. La guerra non finisce mai, perché continua nelle coscienze e, quindi, nelle oscure cavità della vita domestica. La casa riflette il mondo e il suo interno significa oppressione. 

Alejandro Radawski, regista trentacinquenne dalla doppia nazionalità, polacca e argentina, si è formato tra Buenos Aires e Valencia e ha già alle spalle una grande esperienza teatrale. “Per me è importante - spiega Radawski- permettere alla parola di dissociarsi dall'immagine e generare distanziamento, necessario a non entrare in empatia con l’essenza più melodrammatica del testo. Preferisco creare una messa in scena crudele, che giochi con la tensione dell’intreccio e suggerisca tramite le immagini e la drammaturgia sonora quello che potrebbe accadere, e che purtroppo accade, ancora oggi all'interno e all'esterno dei nuclei familiari.” 

 

Marilisa Pendino

  Redattore

Laureata in Informazione, Media e Pubblicità all’Università “Carlo Bo” di Urbino e diplomata in critica giornalistica per lo spettacolo presso...

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