Teatro

Amleto: le recensioni di Onda Critica - Teatro visto dagli studenti

Gli studenti di Onda Critica, prima edizione a Crema in collaborazione con Teatro San Domenico, commentano lo spettacolo "Amleto", per la regia di Francesca Pennini, in scena il 20 febbraio al Teatro San Domenico di Crema.

Amleto: le recensioni di Onda Critica - Teatro visto dagli studenti

Ecco le recensioni dello spettacolo "Amleto", che troverete a questo link

TRAGICO AMLETO, MA CON SFUMATURE IRONICHE

Uno sfondo nero e tre ballerini, uniti tra loro da corde elastiche, che corrono uno dietro l’altro formando un cerchio aprono la scena dello spettacolo “Amleto” di Angelo Pedrone (drammaturgia) e Francesca Pennini (regia), il  20 febbraio scorso al Teatro San Domenico di Crema con la compagnia CollettivO CineticO.

Uno spettacolo coinvolgente, originale, comico, dove il pubblico è chiamato a decretare il protagonista della più lunga tragedia di Shakespeare Interagendo e rendendosi partecipe della sorte dei personaggi che si sfidano per il ruolo di Amleto.

Tra esibizioni di mimica, ginnastica, sequenze coreografiche, corse e abilità canore, i quattro personaggi principali, selezionati attraverso candidature via web per le passioni, le abitudini e le caratteristiche buffe che li contraddistingiono, si lanciano in un'estenuante competizione che diverte il pubblico in sala.

Come nell’originale shakespeariano, dopo il decesso dei suoi precedenti sfidanti, anche Amleto muore. Se l’opera originale analizza i temi della vendetta, della morte e della follia, l’Amleto messo in scena da Pedrone e Pennini è uno spettacolo in cui la dimensione tragica è percorsa da sfumature ironiche ai limiti della comicità, sia sul piano della creazione sia dell’interpretazione.

I duelli dell’opera sono sostituiti da prove che gli attori affrontano declamando anche dialoghi shakespeariani e da sfide. Lo spirito tragico dell’opera s’inserisce solo alla fine, sulle note di Šostakovich, quando il trionfatore è annunciato ed entra a pieno titolo a far parte di un ciclo che si conclude con la morte.

La visione innovativa dell’opera di Shakespeare, elaborata come un reality show contemporaneo, scorrevole e ricco di sfumature ironiche capaci di strappare risate al pubblico, è stata apprezzata, così come la capacità interpretativa degli attori.

Ilaria Balduzzi, V A Corso Grafica-Comunicazione Istituto Sraffa, Crema

ESSERCI O NON ESSERCI?

Quattro concorrenti, scelti casualmente via Internet, gareggiano per guadagnarsi la fiducia del pubblico che servirà loro per vincere il titolo di “Amleto 2016”. L’opera, prodotta da CollettivO CineticO per la regia di  Francesca Pennini - voce esterna durante lo spettacolo -  prende spunto dai reality show odierni. 

Chi sarà l’ “Amleto 2016”? Questa è la domanda a cui il pubblico darà una risposta. Lo spettacolo si apre con i passi pesanti e veloci di tre attori mascherati che, con il torso scoperto, corrono sul palco in cerchio legati da una corda ai fianchi che gli impedisce di cadere e accompagnati dalle note di Dmitri Shostakovich.

Una volta terminata questa frenetica corsa, i tre attori si gettano a terra e vengono introdotti i partecipanti: sono degli estranei alla compagnia teatrale, gli è stata mandata una mail con poche informazioni, non sanno cosa li aspetterà.

Nei momenti successivi si assite ad un’accurata descrizione del palco e sono presentati uno alla volta i concorrenti. Coperti da sacchetti di carta, con solo due buchi per gli occhi, se ne indicano nomi, sport, praticati e professione e si chiede loro di eseguire una breve interpretazione artistica tratta da spezzoni di film, cartoni animati, pubblicità o brani di spettacoli teatrali.

Alla fine dell’esibizione ogni concorrente riceve un applauso che viene convertito in un numero: chi avrà il numero più basso sarà eliminato, si stenderà a terra e la sua sagoma verrà disegnata sul palcoscenico.

I concorrenti rimanenti si sfideranno ancora in prove d’azione e di esposizione; quando un solo concorrente resterà in piedi, sarà nominato Amleto e dovrà recitare la tragica scena “Essere o non essere”.

Lo spettacolo si conclude con una marea scrosciante di applausi, nonostante la tragica immagine finale dei corpi stesi a terra sul palco. Sorretto da una visione tramendamente realistica e proiettata nell’attualità, ha fatto sorridere il pubblico per tutta la sua durata.

Marcello Virdis,  II B, Liceo Scientifico Galilei, Crema

Simona Griggio

  EX-REDATTORE di MILANO

Giornalista e critico di spettacolo. Comincia la sua attività nel 1995 a Milano collaborando con il magazine Madame Class Figarò, ed in seguito con ...

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