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Teatro

Alto Adige Festival/Festpiele Sudtirol 2016

La manifestazione di Dobbiaco si mostra sempre più ricca di appuntamenti con le orchestre giovanili di mezza Europa.

 Alto Adige Festival/Festpiele Sudtirol 2016

Nato sette fa a Dobbiaco sotto la direzione artistica di Gustav Kühn che diede una sua personale impronta alle prime sue stagioni, l'Alto Adige Festival/Festpiele Südtirol ha assunto man mano nelle ultime edizioni le caratteristiche di una sorta di rassegna delle orchestre giovanili europee, data la grande attenzione rivolta alle formazioni musicali della categoria, per così dire, “juniores”.
Ed in effetti nel lungo arco di tempo che quest'anno andrà ad occupare - non più le solite due settimane ma ben più, cioè dal 30 di luglio al 10 settembre - ben sette sono le compagini di giovani coinvolte nei concerti sinfonici. Tre locali, e quattro provenienti da altri paesi che affronteranno un repertorio che vede come epicentro autori di fine Ottocento e dei primi del Novecento, avendo quale location dei concerti come al solito la Sala Mahler del Centro Culturale Grand Hotel di Dobbiaco.

L'onore di dare il via all’Alto Adige Festival, sabato 30 luglio, toccherà alla National Romania Youth Sinfonietta diretta da Horia Andreescu, solista ospite Dan-Julian Drutac al violino: in programma musiche di Ligeti, Bruch e Dvorák. Il 3 agosto sarà ospite a Dobbiaco, per il secondo anno, la Bayerische Landesjugendorchester, che quest’anno sarà guidata da Nicolas Rauss, con Ryosuke Suho al violino (brani di Takemitsu, Cajkovskij e Dvorák). Il 27 agosto sarà la volta della National Youth Orchestra of the Netherlands posta sotto la bacchetta di Antony Hermus, e con Hannes Minnaar al pianoforte (Roukens, Brahms e R. Strauss). Il 28 agosto è la volta della Südtiroler Jugendblasorchester – grande orchestra di soli fiati diretta da Josef Feichter - la quale si cimenterà tra l'altro in una versione della Alpensymphonie di R. Strauss trascritta per fiati da Joos van der Brook.

E siamo così arrivati ai primi di settembre: sabato 3 vedrà Arvo Volmer dirigere l’Orchestra Haydn di Bolzano e Trento rinforzata nelle sue file dagli studenti dei tre conservatori dell’Euregio; tutti insieme eseguiranno brani di Bernstein e Stravinskij. La sfilata di orchestre giovanili si chiuderà poi il sabato successivo con il concerto della Monteverdi-Windband - altra formazione di soli fiati - che sotto la guida di Thomas Doss si troverà alle prese con una scelta di musiche contemporanee (Doss, Ticheli) e otto/novecentesche (Rimskij-Korsakov e Milhaud).

Oltre alla musica 'classica' vera e propria,  l'Alto Adige Festival ha in previsione per i suoi spettatori anche appuntamenti con altri generi, nell'intento di accostare una più larga platea di appassionati.  Ben due i concerti dedicati alla tradizione klezmer e jiddish: il 20 agosto il clarinettista Giora Feidmann ed il Rastrelli Cello Quartet affronteranno una scaletta di brani traizionali e moderni; il 21 agosto è prevista una matinée con la cantante jiddish Bente Kahan, e quindi un concerto serale della Budapest Klezmer Band dal titolo “A yiddische Mame“, Klezmer-Musik aus dem jüdischen Schtetl; e per finire, il 4 settembre si potrà godere dell'esibizione dei celebri Comedian Harmonists, nota formazione vocale/strumentale tedesca che regalerà al pubblico una parata di canzoni evergreen degli anni fra le due Guerre mondiali.

L’Alto Adige Festival chiuderà i battenti il 10 settembre con un'esibizione del pianista Ludovico Einaudi e del suo Ensemble (Federico Mcozzi, Redi Hasa, Alberto Fabris, Riccardo Laganà, Francesco Arcuri) dal titolo Elements-musica decelerata

 

Gilberto Mion

  Redattore

Studi ad indirizzo classico. Già collaboratore del quotidiano Il Gazzettino, della rivista Pagine Venete e di altre testate regionali, ha&n...

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