Teatro

Alex Zanardi: "La vita ha più fantasia di noi"

Il pilota di Formula Uno al Teatro Manzoni di Milano racconta la sua rinascita dopo l’incidente. Un grande esempio di positività e coraggio.

Alex Zanardi: "La vita ha più fantasia di noi"

Quando Alex Zanardi arriva sul palco del Teatro Manzoni di Milano un po' di emozione traspare. Da anni abituato a riflettori, a interviste, ad applausi, questa volta forse si sente un po' fuori posto. Lo confessa: il titolo "Manzoni Cultura" accanto al suo nome gli sembra davvero eccessivo. In fondo lui viene da una famiglia di persone semplici, ha alle spalle un diploma preso più per dovere che per convinzione. E poi anni di pista, di corse, di convergenze e di gomme da asciutto e da bagnato.

Cosa c'entro io con la cultura?

E quello che si chiede lui stesso, ma dopo due frasi si capisce che c'entra, eccome. Cultura costruita con l'intelligenza e con la curiosità, più che con i libri. Cultura appresa seguendo le indicazioni di papà Dino, idraulico di braccio forte e di saggezza emiliana: "Se copi prendi 5, ma è già un buon punto di partenza", gli diceva.
Una frase che tanti anni dopo, Alex, anzi, Sandrino per gli amici, ricorda come il punto di partenza di un percorso lungo mezzo secolo. E' un ragazzo curioso, Sandrino. Osserva quello che si trova intorno a lui e cerca di imparare da quello che fanno gli altri. E poi è uno che non molla mai. Si mette in testa un'idea quasi irrealizzabile per i mezzi economici della sua famiglia: quella di correre in Formula 1. Ma va avanti per la sua strada fino a quando non riesce a farlo.

Una ricarica di positività

Dopo qualche minuto sul palco, sembra di essere suoi amici da sempre. Ha un'innata capacità di dire in modo semplice concetti mai banali. Racconta degli anni di gavetta, dell'arrivo nella Formula 1, dove si fa sul serio. E poi ecco l'attimo che gli cambia la vita. Il 15 Settembre 2001, 4 giorni dopo la data in cui ciascuno di noi si ricorda dove si trovava, il destino viene a trovarlo. Per ironia della sorte chi spezza in due la sua auto e insieme le sue gambe si chiama Alex. E di cognome fa Tagliani, per completare la beffa. Ma Zanardi ha ancora un litro di sangue in corpo e se lo fa bastare.

Ascoltare il suo racconto è come ascoltare un alpino della Julia che spiega come è tornato a piedi dalla Russia portandosi pure un compagno sulle spalle. E quando gli dici che ha fatto qualcosa di incredibile si schernisce con un sorriso. Perché a Zanardi non basta cavarsela. Lui, appena ha raggiunto un traguardo, immediatamente se ne fissa uno più ambizioso. E quando sul palco arriva a fargli compagnia un'altra testimone di sofferenza, coraggio e rinascita, Giusy Versace, ecco che Edoardo Sylos Labini – il presentatore della rassegna “Manzoni Cultura” - si ritrova tra due personaggi che fa quasi fatica a contenere, per la voglia di raccontarsi e di raccontare che entrambi possiedono. Ne esce una serata sempre più fresca e gradevole, da cui si esce con una carica positiva di cui si sentiva davvero la necessità.

Oltre l’impossibile

Zanardi, una volta passato per un'esperienza davvero al limite, racconta di quanto ci abbia preso gusto a sfidare il termine impossibile. “La vita ha molta più fantasia di noi" ripete in un paio di occasioni. Lo incontriamo a fine serata. Gli diciamo che, Nassim Taleb, nel suo famoso libro " Il cigno nero", ha indicato come, ogni tanto, capiti nel mondo un fatto eccezionale e del tutto inatteso. Quando questo avviene nella vita delle singole persone, i più si scoprono fragili e vengono travolti. Pochi sono coloro che appartengono invece alla categoria dei resilienti, ovvero in grado di rialzarsi. Pochissimi infine riescono a scoprirsi anti-fragili, ovvero in grado di tornare addirittura più forti di prima. E lui è tra questi. Ci risponde con semplicità, dicendo che quello che ha fatto è riuscito a portarlo a termine perché per lui è stato un divertimento:
"Bisogna affrontare quello che la vita ci offre con passione. Ci vuole forza, ci vuole tenacia"
Per uno sportivo, per un attore su un palco, per un uomo che affronta un imprevisto nel lavoro, nella salute, nella vita. Prendendo, se si riesce, quello che arriva anche con una buona dose di ironia. Dopo un lungo racconto fatto di disciplina e di fatica azzardiamo con lui una battuta: "Alessandro, ma tu ti senti più Zen-ardi o più Zan-hard"? Si mette a ridere, scuotendo la testa: "Non farmela troppo difficile ragazzi. Io sono solo Sandrino."

Federico Serretta

  Redattore

"La vita la si vive o la si scrive" recitava Luigi Pirandello, circa un secolo fa. Il teatro è forse l'unico luogo in cui sia concesso fare...

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