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Teatro

Al Teatro Circus, Paolo Rossi è 'Arlecchino'

Al Teatro Circus, Paolo Rossi è 'Arlecchino'

Come vi avevamo anticipato (vedi QUI), il varietà musicale "Il colore è una variabile dell'Infinito" che Roberta Torre ha adattato per il CRT e con protagonista Paolo Rossi, è stato annullato. Ed è così che al Teatro Circus di Pescara, Rossi arriverà ugualmente, ma lo farà con un altro spettacolo prodotto dal CRT di Milano, cioè "Arlecchino".

Paolo Rossi, attore che defiire monologhista è riduttivo per via della complessità di quegli spettacoli realizzati se non da solo quanto meno in compagnia dei musicisti Emanuele Dell'Aquila e Alex Orciari, divenendo quasi un "personaggio" comico per via di quel suo essere carismaticamente più unico che raro, salirà sul palco della città abruzzese il 16 e 17 dicembre, ma lo farà con un altro spettacolo in sostituzione di quello sulla lambretta che era inizialmente previsto in cartellone.

Stavolta, infatti, Rossi si cimenterà con Arlecchino, in un allestimento ispirato al goldoniano "Arlecchino servitore di due padroni" col quale Strehler inaugurò il suo Piccolo Teatro di Milano nel lontano 1947, appena aperto con Paolo Grassi.

Dopo oltre mezzo secolo dalla geniale invenzione, che aveva trasformato il Truffaldino di Goldoni nella maschera di Arlecchino, Marcello Moretti, prima, e Ferruccio Soleri, poi, sono diventati l’immagine vivente della tradizione centenaria della Commedia dell’Arte, l’icona di una creatività, che ancora oggi non manca di meravigliare il pubblico di ogni continente, abbattendo ogni volta tutte le barriere di lingua e di cultura.
Per varare l’avvio di una collaborazione creativa  - dicono le note di presentazione - con quel “ragazzaccio terribile di Paolo Rossi” il CRT Milano, appena insediato al Teatro dell’Arte, gli ha proposto di ripartire proprio da Arlecchino e dalla Commedia dell’Arte.

Rossi metterà quindi in scena il celebre personaggio - precisano ancora le note - rivestendosi dei panni di un “Arlecchino nevrotico e surreale in tono con il Terzo Millennio prossimo venturo”, proprio come l’aveva definito Giorgio Strehler.

"L’Arlecchino di Paolo Rossi sarà perciò un Arlecchino contemporaneo. Anzi proiettato verso il futuro, “come uscito dalla bocca di un vulcano”: irriverente, buffone, ma soprattutto infernale. E non indosserà la maschera, nel tentativo, forse, di liberarsi dalla sua maschera. Sarà quindi nei panni di un Arlecchino inquietante, meno vicino alle origini bergamasche e più a quella dei personaggi diabolici e farseschi della tradizione popolare francese."

Annalisa Ciuffetelli

  EX-REDATTORE di DELL'AQUILA

Ha conseguito due lauree magistrali: "Lingue e letterature straniere - indirizzo: storico-culturale" (2004) e "Storia dell'arte e del teatro" (L....

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