Teatro

Addio a Ennio Fantastichini, interprete irrequieto tra palcoscenico e cinepresa

Il popolare attore aveva 63 anni ed era ricoverato da oltre due settimane a Napoli, nel reparto di Rianimazione del Policlinico "Federico II", per le complicanze di una leucemia acuta. 

Ennio Fantastichini
Ennio Fantastichini

“Non considero la mia vita conclusa e non ho alcuna intenzione di andare in pensione”: Ennio Fantastichini non aveva perso la sua autoironia nemmeno di fronte alla terribile malattia che lo ha strappato troppo presto alla vita e alla professione. Il popolare attore, 63 anni, è morto a Napoli, presso il Policlinico Federico II, stroncato dalle emorragie cerebrali sopraggiunte quali fatali conseguenze di una leucemia acuta.

Gli esordi, tra Beckett e Volontè

Nato in provincia di Viterbo, secondogenito di un maresciallo di Carabinieri, aveva esordito in palcoscenico con un’opera di Samuel Beckett, per poi frequentare l’Accademia nazionale d’arte drammatica Silvio d’Amico. Il suo maggiore successo cinematografico è stato Porte aperte (1989), di Gianni Amelio, nel quale ha recitato accanto al suo mentore Gian Maria Volontè, ottenendo un Nastro d’argento come miglior attore non protagonista.

Tanti registi tra cinema e tv

Il suo carattere irrequieto lo ha portato a lavorare con molti registi del grande e piccolo schermo: Paolo Virzì (Ferie d’agosto), Ferzan Özpetek (Saturno contro e Mine vaganti, per il quale ha vinto un David di Donatello come miglior attore non protagonista), Marco Risi (Fortapàsc).

Ha raggiunto la popolarità presso il grande pubblico  prendendo parte  a numerose miniserie televisive: La piovra 7, Paolo Borsellino, Karol – Un uomo diventato Papa, La freccia nera.  Nella fiction Sacco  e Vanzetti (2005), si è ispirato a Gian Maria Volontè per impersonare l’anarchico Bartolomeo Vanzetti, ruolo che il suo maestro aveva interpretato nella precedente pellicola di Giuliano Montaldo. L’ultima apparizione sul piccolo schermo, alcuni mesi fa, nella versione televisiva del film Fabrizio De Andrè – Principe libero.
 

Ennio Fantastichini (Re Lear)

Shakespeare, la sua passione

Il teatro di Shakespeare ha sempre rappresentato una delle sue passioni. Nella stagione 2017/2018 aveva interpretato Re Lear in un allestimento diretto da Giorgio Barberio Corsetti (qui la recensione), del quale si è sempre mostrato entusiasta: «Il Lear che interpreto io non è la solita figura del vecchio decrepito che vuole ritirarsi, ma è un uomo che intende tenersi il titolo di monarca, liberandosi della responsabilità di governare».

Tra poco più di un mese sarebbe dovuto tornare sul palcoscenico, al fianco di Iaia Forte, nella ripresa della commedia di Cristina Comencini, Tempi nuovi, dove interpretava un padre che, nonostante l’immensa cultura, aveva difficoltà con l’utilizzo del computer, costretto quindi a chiedere insistentemente aiuto al figlio liceale.

 

Roberto Mazzone

  Redattore

Torinese, inizia a scrivere di spettacolo nel 2003 - e dal 2006 per l’allora Teatro.Org - specializzandosi progressivamente nel teatro musicale e ne...

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