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Teatro

26 aprile: il ministero fissa la data per la possibile riapertura di teatri, cinema e sale da concerto

Una nota del Ministero fa sapere che il CTS ha accolto le richieste del Ministro Franceschini: c'è la possibilità di riaprire nelle zone gialle e viene aumentato il limite massimo di spettatori nelle sale

Teatro con limitazioni
Teatro con limitazioni

Nei giorni scorsi sul sito del Ministero della Cultura è stato indicato il prossimo lunedì 26 aprile come data di riapertura dei Teatri, cinema e sala da concerto:

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Il Ministero della cultura rende noto che il Comitato Tecnico Scientifico ha accolto le proposte del Ministro Franceschini per il riavvio delle attività legate al mondo dello spettacolo, permettendo nelle ‘Zone gialle’ la riapertura di cinema, teatri e sale da concerto sia all’aperto che al chiuso, con l’aumento del pubblico ammissibile. 

Si passa dal 25% al 50% dei posti occupabili in sala, con un innalzamento a un massimo di 500 spettatori (prima erano 200) nelle sale al chiuso e di 1.000 spettatori (prima erano 400) in quelle all’aperto. Il pubblico, gli artisti e il personale dovranno naturalmente rispettare tutte le misure di sicurezza previste dai protocolli. 

Il Comitato Tecnico Scientifico, inoltre, come chiesto dal Ministero, ha ammesso la possibilità che le Regioni autorizzino spettacoli ed eventi, con un numero superiore di spettatori, adottando misure di sicurezza aggiuntive.
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E' bene precisare che ciò non significa che tutti i teatri riapriranno immediatamente, in assenza ovviamente della programmazione degli spettacoli: teatri e produzioni hanno già dovuto rimandare tutto (per la quarta volta a partire da ottobre 2021), anche con la speranza di una riapertura senza limitazioni di posti.

Con le restrizioni attuali, è quasi certo infatti che la maggior parte dei teatri saranno esclusi dalla possibile riapertura, e molte meno compagnie e lavoratori potranno iniziare nuovamente a lavorare. Perciò per i teatri, tranne i teatri pubblici che godono di fondi statali e alcuni all'aperto (che spesso sono anche loro pubblici), tutto è ovviamente rimandato a dopo l'estate, in attesa di nuove comunicazioni da parte del Ministero, per evitare di compromettere anche la stagione teatrale 2021/2022.