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Lirica

Un tenore, una città. Fabio Sartori canta per la sua Treviso

Tra i concerti organizzati nel verde del Parco di Sant'Artemio, un omaggio del grande tenore Fabio Sartori alla sua città, Treviso.

Fabio Sartori e Roberto Zarpellon
Fabio Sartori e Roberto Zarpellon

Ha cantato in una Piazza dei Signori deserta e spettrale, accompagnato solo da un pianoforte e ripreso dalle telecamere di AntennaTre: voleva rincuorarci nei giorni più tristi del lungo lockdown, mandando un messaggio di speranza. 

Si è esibito poi nelle nostre case di riposo, per ridare un po' di serenità ai nostri anziani, relegati e divisi dai loro cari. Ed ora che siamo tutti un po' più liberi e meno assillati, ha voluto donare alla sua città un concerto nell'ambito del mini festival Un parco di note/Renaissance, parola qui intesa nel senso proprio di 'rinascita'. Da questo si comprende quanto il tenore Fabio Sartori sia legato alla sua Treviso.

L'inizio del concerto, all'aperto

Un parco di note” per tornare a godere la musica dal vivo

La serata, organizzata a quattro mani dal Conservatorio “Steffani” di Castelfranco Veneto – che per inciso l'anno scorso ha festeggiato i 50 anni di attività – e dalla Provincia di Treviso, trovava felice collocazione nell'immenso parco circostante la sede di quest'ultima, ricco di prati e di vegetazione. 

Un sede ideale per rispettare le norme di distanziamento, e nel contempo godersi la musica ed il fresco della sera. Peccato solo che un'improvvida, insistente pioggerellina abbia costretto, a concerto appena iniziato, a ripiegare al chiuso spostando tutti – strumentisti e pubblico – in un vasto foyer circondato da un'alta balconata. Anche qui, ben distanti gli uni dagli altri.

Con la buona volontà si rimedia a tutto

La sera prima, che aveva visto l'esibizione del Fabrizio Bosso Quartet, era andata liscia. Stavolta no, ahimè. Lo spostamento al chiuso ha portato a stravolgere la scaletta, eliminando molti brani e inserendone altri. Molto apprezzati sono stati i pezzi strumentali offerti dall'Ensemble Strumentale del Conservatorio “Steffani”, guidati da Roberto Zarpellon, fra cui un duplice omaggio a Ennio Morricone (Mission e Deborah's Theme) e la travolgente Libertango di Piazzolla, con la parte solistica magistralmente risolta dalla fisarmonica di Mauro Scaggiante.

Fuori sul palco all'aperto è rimasto il pianoforte di Chan Young Kim, che doveva sostenere il cantante trevigiano in alcune popolari arie d'opera e celebri canzoni napoletane e che non era possibile spostare all'interno. E' toccato quindi ai giovani e bravissimi musicisti del Conservatorio improvvisare l'accompagnamento alla sua esibizione, leggendo il loro spartito praticamente a vista. 

Inutile dire che la voce calda e generosa di Sartori, mai in riserva di fiato e sempre svettante negli acuti, ha inevitabilmente suscitato l'entusiasmo del pubblico presente. Solo dopo abbiamo appreso che il tenore ha cantato con un grande dolore celato nelle pieghe dell'animo, sapendo che il padre stava morendo. Ma non ha voluto mancare a quest'affettuoso abbraccio musicale con la sua città.

 

Gilberto Mion

  Redattore

Studi ad indirizzo classico. Già collaboratore del quotidiano Il Gazzettino, della rivista Pagine Venete e di altre testate regionali, ha&n...

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