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Lirica

Un altro grande artista ci ha lasciato: il tenore Giorgio Merighi

All'età di ottant'anni è scomparso, perdendo la battaglia contro una lunga malattia, il tenore Giorgio Merighi, molto attivo sui palcoscenici di tutto il mondo

Giorgio Merighi
Giorgio Merighi

Emiliano di nascita essendo nato a Ferrara il 20 febbraio 1939, ma marchigiano d'adozione vivendo da moltissimi anni a Jesi, il tenore Giorgio Merighi è scomparso lo scorso 12 gennaio, all'età di 80 anni, dopo aver a lungo lottato contro la malattia. Nella sua lunga presenza sulle scene, coronata da innumerevoli successi, venne chiamato ad esibirsi nei più famosi teatri del mondo, lavorando a fianco di prestigiosi colleghi e diretto da bacchette di alto rango.

Dopo gli studi al conservatorio di Pesaro, Giorgio Merighi debuttò nel 1962 come Riccardo in Un ballo in maschera a Spoleto, fresco vincitore del Concorso Lirico “Belli” insieme a Renato Bruson, e negli anni seguenti la sua carriera prese rapidamente volo. Approdò infatti già l'anno seguente alla Scala esibendosi come Pinkerton in Madama Butterfly, affrontandovi poi nelle stagioni immediatamente successive Cardillac, Macbeth, La bohéme, Chovanščina, Perséphone, I capricci di Callot con maestri prestigiosi quali Sonzogno, Scherchen, Gavazzeni. 

Oltre che nella sala milanese, in quarant'anni di carriera sarà chiamato frequentemente all'Opera di Roma, allo Sferisterio di Macerata, al Comunale di Firenze, al Verdi di Trieste, al San Carlo di Napoli, all'Arena di Verona, al Massimo di Palermo, al Carlo Felice di Genova, alla Fenice di Venezia, al Regio di Torino. Al Festival di Torre del Lago, dominio pucciniano per eccellenza, detenne il lusinghiero record di presenze in scena. 

Giorgio Merighi e Lontyne Price in Carmen a Dallas

Sempre presente all'estero

A partire dall'esibizione in Macbeth e Gioconda a Bilbao nel 1964, decollò anche la sua carriera internazionale: nel 1967 lo troviamo come Pinkerton alla Staatsoper di Vienna, e quale Duca di Mantova all'Opera di Ginevra. Di qui in poi lo vedremo  calcare molti dei maggiori palcoscenici europei, quali l'Opéra di Parigi, la Deutsch Oper di Berlino, la Bayerische Staatsoper di Monaco, l'Opernhaus Zürich, la Staatsoper di Amburgo, il Covent Garden di Londra. 

Risale al 1970 il debutto Oltre Oceano, nei panni di Luigi nel Tabarro alla Dallas Opera, e di Alfredo in Traviata alla Lyric Opera di Chicago. Quattro anni dopo Merighi approdò alla San Francisco Opera come Pinkerton e Des Grieux. Nel 1977 cantò quale Manrico al Metropolitan, teatro dove si esibì per oltre vent'anni: si congedò infatti dal pubblico di New York nel 1998, interpretando Radamès diretto da Domingo. Venne invitato anche a Buenos Aires e a Santiago del Cile, come pure in Giappone, dove nel 1976 fu registrato a Tokyo un memorabile Simon Boccanegra con Bruson e Ricciarelli.

Una recente immagine di Giorgio Merighi

Una carriera ricca di soddisfazioni

Dal 1992 al 1994 Giorgio Merighi fu direttore artistico del Teatro Pergolesi di Jesi, la sua città d'adozione; dal 2012 ha ricoperto la carica di presidente onorario dell'Accademia Musicale di Maiolati Spontini. Sfruttando un apparato vocale mantenutosi efficiente ed una figura ancora giovanile, ha calcato le scene sino ai primi anni del nostro secolo: nel 2003 è stato Rodolfo in Bohéme a Seul, nel 2004 Loris in Fedora a Reggio Calabria. 

Purtroppo, la scarna discografia disponibile non rende la dovuta giustizia ad una voce di tenore lirico spinto dal luminoso colore e di straordinaria bellezza, quale fu la sua. Di certo una tra le più importanti degli ultimi sessant'anni, con un vasto repertorio imperniato sui maggiori ruoli verdiani e pucciniani, e con frequenti incursioni nel Verismo (Andrea Chénier, Fedora, Cavalleria, Madame Sans-Gêne) e nel grande repertorio ottocentesco (Norma, Gioconda, Mefistofele, Carmen).

 

Gilberto Mion

  Redattore

Studi ad indirizzo classico. Già collaboratore del quotidiano Il Gazzettino, della rivista Pagine Venete e di altre testate regionali, ha&n...

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