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Lirica

Tace per sempre l'indimenticabile voce di Mirella Freni

Il mondo dell'opera piange la perdita del grande soprano Mirella Freni, luminoso astro del firmamento lirico mondiale. E' mancata ieri nella sua casa modenese dopo una lunga malattia.

L'addio alle scene di Mirella Freni, New York 2005
L'addio alle scene di Mirella Freni, New York 2005 © Ken Howard

Avrebbe compiuto 85 anni tra pochi giorni Mirella Freni, mancata lo scorso 9 febbraio, assistita nella sua casa modenese dalla figlia Micaela Magiera e dai suoi cari. Era infatti nata il 27 febbraio 1935 e, come lei stessa racconta nel libro Mio caro teatro scritto a quattro mani con Giuseppe Gherpelli, fu un talento assai precoce. 

A dieci anni partecipò infatti ad un concorso ENAL d'arte varia riservato ai bambini, cantando Un bel dì vedremo e vincendo due premi - quello di categoria e quello assoluto – esibendosi poi alla radio nazionale. Gli studi seri vennero naturalmente anni dopo, sino ad arrivare sull'agone operistico quale Micaëla nella Carmen al Comunale di Modena, il 3 marzo 1955. Negli anni seguenti tappe importanti furono la scrittura all'Opera di Amsterdam, poi al Festival di Glynebourne ed al Covent Garden di Londra. Infine, nel 1962, ecco il primo dei tanti inviti alla Scala, con il Serse di Händel. Preceduto però da una inaspettata chiamata a sostituire Renata Scotto come Nannetta in Falstaff. Con grande successo, naturalmente.

Al termine di un gala col quale il Metropolitan Opera House, il 15 maggio 2005, volle celebrare insieme i quarant’anni delle sue presenze a New York ed i suoi cinquant’anni di carriera, la Freni diede al pubblico l’inatteso annuncio del suo definitivo ritiro dalle scene. Da allora, e sino a quando una grave malattia degenerativa non la costrinse a rinunciarvi, si dedicò con passione all'insegnamento, fondando nella sua città l'Accademia di Alto Perfezionamento per Cantanti Lirici. Un modo ideale per trasmettere ai giovani interpreti il suo prezioso bagaglio artistico.

Una parabola artistica eccezionale

La sua vicenda artistica, svoltasi in un continuo crescendo, non conobbe mai soste: tutti i più prestigiosi teatri del mondo – dalla Scala di Milano al Covent Garden di Londra, dalla Staatsoper di Vienna al Festspielhaus di Salisburgo, dall'Opera di Parigi al Bolshoj di Mosca, dal Colon di Buenos Aires al Teatro Nazionale di Tokyo, per citarne solo alcuni - la vollero loro ospite. Nell'ambito di una naturale eleganza di canto, sostenuta da una correttissima disciplina vocale – fattore che le ha permesso una lunghissima, ammirevole carriera - il suo stile interpretativo si è man mano sempre più affinato ed è man mano evoluto.

Questo le permise di spaziare da ruoli da soprano leggero - sopra tutto in quell'ambito mozartiano assai frequentato da giovane – per abbracciare poi grandi profili da lirico puro (Ernani, Traviata, Aida, Simon Boccanegra, Don Carlo, Otello,di Verdi; Manon, Bohéme e Butterfly di Puccini), sino ad approdare più avanti a ruoli decisamente drammatici, come Tosca, o prettamente veristici, come l'Adriana di Cilea o la Fedora di Giordano. Notevole, per i notevoli risultati musicali, l'accostamento al teatro francese con Carmen di Bizet, Faust, Romeo et Juliette, Mireille di Gounod, Manon di Massenet. 

Quando però Von Karajan, che per lei nutriva una certa predilezione, le propose di interpretare Turandot, oppose un netto rifiuto. Era una parte che riteneva inadatta – e certo pericolosa - per la sua voce. Meglio restare una Liù immortale. Va ricordato che, nel pieno della carriera, si permise persino il lusso di aggiungere al suo carnet le tre protagoniste di La Dama di picche, La pulzella d’Orleans ed Eugenio Onegin di Čajkovskij. Tutte cantate in russo, naturalmente.

Mirella Freni e Luciano Pavarotti

Un'interprete amatissima, di livello mondiale

Personaggio artistico di statura mondiale, Mirella Freni ebbe modo di esibirsi a fianco di tanti altri grandissimi protagonisti del panorama lirico, costituendo in particolare due affiatati tandem con Plácido Domingo e con Luciano Pavarotti. Di massimo rilievo anche il nome dei direttori con cui ha avuto modo di collaborare: citandone solo alcuni, Giulini, Sinopoli, Abbado, Muti, Gavazzeni, Kleiber, Karajan, Levine, Ozawa. A testimonianza della sua grandissima arte, ci lascia un ricco elenco di CD e di DVD, alcuni dei quali – come le due Bohéme dirette da Karajan – sono capisaldi del repertorio lirico inciso. 

Coetanea di Pavarotti, che considerava come una sorta di fratello – erano stati persino allattati dalla stessa balia, quando le loro mamme lavoravano alla Manifattura Tabacchi modenese - Mirella Freni era stata sposata con il maestro Leone Magiera, che l'aveva preparata e sostenuta nei primi decenni di carriera. Una volta separatasi da lui, si era unita in seconde nozze - fondendo insieme per più di trent’anni arte e vita - con il grande basso Nicolai Ghiaurov, scomparso nel 2004.
 

Gilberto Mion

  Redattore

Studi ad indirizzo classico. Già collaboratore del quotidiano Il Gazzettino, della rivista Pagine Venete e di altre testate regionali, ha&n...

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