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Lirica

Solidarietà per chi soffre, ed un trionfo di voci al Gala di Vicenza in Lirica 

Baritoni d'eccellenza presenti al Gala Lirico Benefico di Vicenza in Lirica 2020, radunate dal direttore artistico insieme ad altri noti nomi del panorama lirico nostrano.

Solidarietà per chi soffre, ed un trionfo di voci al Gala di Vicenza in Lirica 
© Michele Crosera

Attivo sostegno per chi soffre, innanzitutto. Gran colpo, quello di Vicenza in Lirica e del suo direttore artistico Andrea Castello: radunare al Teatro Olimpico per un Gala Lirico a scopo benefico, una selezione delle migliori voci nostrane. Scopo di fondo, il sostegno di AssiGulliver - Associazione Sindrome di Sotos, che assiste i bambini colpiti da questa rarissima malattia e le loro famiglie. 

Nove voci di altissimo livello – Monica Bacelli ed Ambrogio Maestri ha dovuto dare forfait all'ultimo – accompagnate al piano da Mzia Bakhtouridze. Artista brava e versatile, che per di più s'era impegnata in un tour de force non indifferente, accompagnando nei giorni precedenti i ragazzi del masterclass di Barbara Frittoli, organizzato anch'esso dal festival vicentino, sino al concerto finale tenutosi proprio la mattina di questa domenica di settembre. 

Barbara Frittoli e Mzia Bakhtouridze (foto Michele Crosera)


Giornata che ha visto la stessa Frittoli esibirsi la sera insieme a Ekaterina Gubanova, Diletta Scandiuzzi, Fabio Armiliato, Natale De Carolis, Alberto Mastromarino, Lucio Gallo, Bruno De Simone. Per alcuni, la prima apparizione in pubblico dopo il famigerato lockdown.

Quattro baritoni quattro

Le ultime citate, guarda caso, sono tutte vocalità baritonali: anche senza Maestri, la serata ha comunque così assunto un aspetto particolare ed insolito, tale da poterla definire un concerto “dei quattro baritoni”. Quattro veri mattatori, ognuno con una personalità propria, ben peculiare: vedi l'istrionico De Simone, che del genere buffo è un vero principe, cantando Sia qualunque delle figlie da Cenerentola, ed E' una cosa incredibile dal Cappello di paglia di Firenze; oppure il perfetto carattere mozartiano che sa offrire De Carolis, con un travolgente Madamina, il catalogo è questo

Lucio Gallo  (foto Michele Crosera)


Mastromarino dal salottiero Tosti passa senza colpo ferire alla ferina malvagità di Jago (Credo in un dio crudel), mentre Lucio Gallo mette da parte in un amen le cupe riflessioni di Gèrard (Nemico della patria!) per la sapida comicità di Sir Falstaff (L'onore! Ladri!). 

Che poi le cose migliori, in uno scoccar di faville ed uno scrosciar di applausi, paiono sortire da splendidi incontri. Da Signore, vi assista il Cielo, il sapido dialogo tra Falstaff e Ford reso con ammiccante ironia da Gallo e De Carolis; o da un travolgente Cognato! In me vedete... Cheti, cheti immantinente dal Don Pasquale, interpretato di nuovo dal baritono tarantino ma stavolta in coppia con De Simone: un confronto giocato tutto in punta di fioretto.

Andrea Castello e gli artisti dietro le quinte (foto Michele Crosera)

Un famoso tenore, e quattro grandi voci femminili

In compenso, c'era un solo tenore in scaletta, ma che tenore! Era Fabio Armiliato, che ha impersonato da par suo Otello (Dio, mi potevi scagliar) e Cavaradossi (E lucean le stelle). Sul fronte femminile, Diletta Scandiuzzi ha mostrato la sua versatilità, oscillando tra ruoli sopranili (Là ci darem la mano, in duetto con Lucio Gallo) e mezzosopranili (Di tanti palpiti, e Una voce poco fa). 

Barbara Frittoli ha reso da par suo una trepidante Mimì (Donde lieta uscì), ma ha anche duettato con Ekaterina Gubanova nella sognante Barcarola da I racconti di Hoffmann, aprendo insieme la serata. Il mezzosoprano russo, ormai di casa in Italia, poi ha offerto due punte del suo repertorio verdiano: Stride la vampa dal Trovatore e O don fatale! dal Don Carlo. Una serata senz'altro indimenticabile, tra bel canto e tanta solidarietà.
 

Gilberto Mion

  Redattore

Studi ad indirizzo classico. Già collaboratore del quotidiano Il Gazzettino, della rivista Pagine Venete e di altre testate regionali, ha&n...

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