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Lirica

Mario Martone firma la nuova produzione di Chovanščina al Teatro Alla Scala

Al Teatro alla Scala di Milano, dal 27 febbraio, Valery Gergiev dirige i complessi scaligeri nel capolavoro postumo di Modest Musorgskij.

Chovanščina
Chovanščina © Brescia-Amisano

Dal 27 febbraio va in scena al Teatro alla Scala Chovanščina (DATE e BIGLIETTI), capolavoro incompiuto di Modest Musorgskij, a vent’anni dall’ultimo allestimento a Milano: un affresco inquietante e grandioso che interroga i meccanismi della politica e del sentimento di ieri e di oggi.

Mario Martone e Valery Gergiev protagonisti del nuovo allestimento

Valery Gergiev, tra i principali protagonisti del panorama musicale del nostro tempo, torna a dirigere questo titolo alla Scala dopo essere stato sul podio anche della precedente edizione nel 1998. Se allora però si trattava di una produzione di repertorio, proveniente dal teatro Mariinskij di San Pietroburgo, per questa edizione è stato realizzato un nuovo allestimento. La regia è di Mario Martone, reduce dal successo dell’inaugurazione della Stagione 2017/2018 con Andrea Chénier, le scene sono di Margerita Palli, al suo dodicesimo spettacolo scaligero, ed i costumi sono firmati da Ursula Patzak
 

Chovanščina


In palcoscenico Mikhail Petrenko e il 24 marzo Vladimir Vaneev nella parte di Ivan Chovanskij, Sergej Skorokhodov (Andrej Chovanskij), Ekaterina Semenchuk (Marfa), Evgenia Muraveva (Emma), Evgeny Akimov (Golicyn), Alexey Markov (Šaklovityj), Stanislav Trofimov (Dosifej), Maxim Paster (scrivano), mentre i numerosi ruoli di contorno sono ricoperti da allievi dell’Accademia Teatro alla Scala. Il Coro della Scala e il Coro di Voci Bianche sono preparati da Bruno Casoni.

Un capolavoro dalle molte versioni

Scritta a partire dal 1872, Chovanščina era stata immaginata da Musorgskij come la seconda opera di una trilogia epica sulla storia russa: il primo titolo è Boris Godunov e il terzo - mai realizzato - avrebbe dovuto avere come oggetto la rivolta di Pugacëv. Chovanščina, su libretto dello stesso Musorgskij, è la storia delle congiure che tra il 1682 e il 1689 portarono alla sconfitta dei “vecchi credenti” e all’ascesa al trono di Pietro il Grande. Alla morte di Musorgskij, nel 1881, dell’opera era pronta solo la versione per canto e pianoforte, con scarni abbozzi di orchestrazione e ampie lacune, in particolare nel finale. 
 

Chovanščina


L’impegno a rendere rappresentabile l’opera fu generosamente assunto da Rimskij-Korsakov, che la orchestrò secondo il suo stile, correggendo arcaismi e asprezze di scrittura e tagliando circa un quarto della musica. La sua versione fu eseguita a San Pietroburgo in forma amatoriale nel 1886 e pubblicamente solo nel 1911; Djagilev promosse una rappresentazione a Parigi nel 1913, con integrazioni orchestrate da Ravel e Stravinskij. Fu però Dmitrij Šostakovič, che dal 1931 aveva a disposizione l’edizione critica curata da Pavel Lamm, a riprendere l’opera nella sua interezza e a realizzare nel 1961 un’orchestrazione che rispettava l’originalità visionaria del dettato di Musorgskij e il suo drammatico, spietato realismo.


Per INFO, DATE e BIGLIETTI, vai alla Scheda dello spettacolo (Chovanščina)

 

Davide Cornacchione

  Redattore

Studi classici e laurea in farmacia. La lettura del Macbeth di Shakespeare suggerita da una lungimirante insegnante di italiano in terza media ha stim...

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