Lirica

Il Maggio Musicale Fiorentino inaugura il 2019 con Der Fliegende Holländer

il Direttore Musicale Fabio Luisi alla sua prima direzione di un'opera di Richard Wagner in Italia

 Der fliegende Holländer
 Der fliegende Holländer © Michele Monasta

Il Teatro del Maggio Musicale Fiorentino giovedì 10 gennaio inaugura il 2019 con Der fliegende Holländer, opera in 3 atti di Richard Wagner che vede il maestro Fabio Luisi dirigere per la prima volta in Italia un’opera del compositore di Lipsia. 

Il nuovo allestimento del Maggio Musicale Fiorentino, ha la regia firmata dallo scozzese Paul Curran, le scene di Valerio Santoliquido e i costumi di Gabriella Ingram. Gli interpreti sono Michail Petrenko (Daland), Marjorie Owens (Senta), Peter Tantsists (Erik), Annette Jahns (Mary), Timothy Oliver (Il timoniere), Thomas Gazheli (L’Olandese).

La redenzione dell’amore

La storia, che affronta temi cari al Romanticismo quali la dannazione dell’eroe, il viaggio senza fine e l’amore come fonte di redenzione, narra di un uomo condannato a vagare in eterno tra i mari a capo del proprio vascello fantasma da cui gli è consentito scendere solo un giorno ogni sette anni. Reo di aver imprecato contro Dio, l’uomo potrà essere strappato al suo infelice destino solo grazie all’amore puro e incondizionato di una donna che gli sarà fedele. Sarà Senta, figlia del marinaio norvegese Daland, a porre fine alla maledizione dell’Olandese con il suo sacrificio d’amore.

Una favola per adulti sulla fedeltà

“Der fliegende Holländer -dice Fabio Luisi- può considerarsi l’opera in cui Wagner inizia a mettere a fuoco la propria poetica e anticipa soluzioni caratteristiche dei drammi successivi, sia per l’impianto musicale, dove nonostante i numeri chiusi vi è il ricorso a un corredo di leitmotiv che innervano la partitura, sia per la decisa svolta nella direzione del mito. Nel flusso musicale misterioso e notturno dell’opera i leitmotiv emergono continuamente dai vortici rapinosi dell’orchestra aggiungendo espressività emotiva ai punti salienti del dramma, come nella Ballata di Senta, numero centrale e cardine dello sviluppo drammatico che evidenzia il contrasto tra maledizione e redenzione; poi nel Duetto del secondo atto, in cui l’ Holländer e Senta uniti dalla sofferenza si giurano amore eterno, fino al tragico finale, che vede il sacrificio della giovane donna sublimato nella trasfigurazione dei due amanti. A mio avviso questa è un’opera piena di passione e di mistero, è una favola per adulti con una glorificazione della fedeltà, prima sognata e poi vissuta”.

Senta, antesignana del femminismo

Già dalle prime elettrizzanti battute appare chiaro che Wagner è stato un pioniere del suo tempo – scrive Paul Curran nelle sue note di regia -. La musica ci colpisce come una tempesta e non allenta la presa, finché l'Olandese e Senta non si ricongiungono nella morte. Nel portare in scena Der fliegende Hollӓnder, un regista contemporaneo deve affrontare molteplici sfide: non solo l'apparizione di fantasmi e di una nave fantasma, ma, cosa ancor più importante, lo svilupparsi della storia di una donna giovane e fortemente indipendente qual è Senta, molto diversa dalla maggior parte delle eroine di opere o dei drammi del suo tempo. Senta è, per me, un'antesignana del femminismo nella letteratura operistica. Lei non vuole essere migliore degli altri, ma desidera che le venga consentito di essere alla pari di chi ama. È un'idea affascinante e provocatoria per il 1840 che ha una forte risonanza al giorno d'oggi, XXI secolo: la donna moderna che sceglie di essere padrona del proprio destino”.

 

Davide Cornacchione

  Redattore

Studi classici e laurea in farmacia. La lettura del Macbeth di Shakespeare suggerita da una lungimirante insegnante di italiano in terza media ha stim...

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