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Lirica

“I racconti di Hoffmann” di Lubiana fanno il tutto esaurito

Il capolavoro di Jacques Offenbach, presentato in un inedito allestimento, ha conquistato gli spettatori del Teatro Nazionale Sloveno di Lubiana: sold out per tutte le recite.

I racconti di Hoffmann - B. Robinsak, R. Radova, A. Debravec, S. Savinsek
I racconti di Hoffmann - B. Robinsak, R. Radova, A. Debravec, S. Savinsek

Per una istituzione aperta ad un vasto repertorio quale è il Teatro Nazionale Sloveno di Lubiana, presentare I racconti di Hoffmann è stata comunque una grande sfida: l'estrema partitura di Offenbach – che vi lavorò senza sosta, lasciandoci centinaia di pagine di musica ancora in corso di studio - è un'opera complessa e problematica come poche altre per la varietà scenica, per la ricchezza di ruoli e per il consistente impegno richiesto agli interpreti. Però non bisogna dimenticare che, proprio qui a Lubiana, ritornò in vita nel 2005 la romantische oper di Offenbach Die Rheinnixxen. Quindi, nessun problema.

Una sfida raccolta e vinta

E la SNG Opera Balet la sfida l'ha vinta pienamente, visto che il pubblico sloveno ha tributato allo spettacolo una favorevolissima accoglienza, apprezzandone sia la componente musicale, sia la stimolante drammaturgia di Aleksandar Popovski. Il regista teatrale macedone monta infatti uno spettacolo che sta in sapiente equilibrio tra classico e modernità, e che risulta brillante, ironico, piacevole. 

Grazie a lui la vicenda avanza in modo lineare, sfruttando con accortezza le originali trovate visive dello scenografo Numen: l'uso accorto dei saliscendi del palcoscenico – con i quali, ad esempio, si crea dal nulla una smisurata tavola – di grandi teli di seta, di enormi gonfiabili che saturano la scena, di video proiezioni che sullo sfondo riprendono ed amplificano i movimenti degli interpreti. Fantasiosi e ben caratterizzanti i costumi di Beate Bormann; le armoniose coreografie sono opera di Georgeta Capraroiu, i giochi di luci a Jasmin Šehić.
 

Branko Robinsak e Nina Dominko

Compagnia tutta di casa, tutta eccellente

Edizione tradizionale, più o meno nella versione Choudens. Sul podio dell'ottima orchestra di casa troviamo Simon Krečiċ, concertatore coscienzioso ed attento alla logica dei tempi, alla varietà dei colori, alla pienezza delle sonorità, alla continuità narrativa, alla valorizzazione degli indugi lirici. Nella locandina, doppio cast: il nostro verte sul vellutato, fluido e possente Hoffmann di Branko Robinsak, che con massimo talento scenico riesce a cogliere ogni sfumatura dell'articolato personaggio: nevrosi, slanci romantici, passionalità, poesia. 

Le sue fiamme femminili sono affidate a tre voci diverse, ognuna adeguata al proprio ruolo: l'acrobatica Olympia alla giovane Nina Dominko, la seducente Giulietta a Rebeka Radova, la struggente Antonia a Martina Zadro. Peter Martinčiċ scolpisce a meraviglia le quattro figure mefistofeliche - Lindorf, Coppélius, Dappertutto, Miracle - con voce imponente, fraseggio elegante, fortissima presenza sulla scena. Norina Radovan è un eccellente Nicklausse (ed un'ottima Musa); Andrej Debevec assolve a dovere il molteplice impegno di Andrés, Cochenille, Pitichinaccio, Frantz; doppi ruoli per Matej Vovk (Spalanzani, Nathaenel), per Slavko Savinšek (Schlemil e Hermann), per Juan Vasle (Crespel e Luther); Stella sta nelle mani di Neža Rus. Tutti sono molto bravi. Impeccabile la prestazione del Coro dello SNG.
 

(Spettacolo visto il 28/12/2018)
 

Gilberto Mion

  Redattore

Studi ad indirizzo classico. Già collaboratore del quotidiano Il Gazzettino, della rivista Pagine Venete e di altre testate regionali, ha&n...

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