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Lirica

ANFOLS in Senato, Giambrone: "Abbiamo ricevuto i soldi dallo stato, ma..."

L'ANFOLS presenta al Senato della Repubblica la difficile situazione delle Fondazioni Lirico Sinfoniche italiane in questo tempo di Covid 19. Ma la realtà forse è anche più complessa di quanto appare.

Francesco Giambrone
Francesco Giambrone

Quanto conta la cultura, ed in particolare la musica, in Italia? Meno di quanto dovrebbe, se valutiamo i contributi concessi dallo Stato. Una situazione grave, resa ancor più pesante in tempi drammatici come questi: lo stato ha comunque erogato finanziamenti alle Fondazioni nonostante le chiusure, ma a quanto pare in misura ridotta rispetto al passato.

Se ne è rammaricato Francesco Giambrone, presidente dell'ANFOLS (l'associazione delle dodici Fondazioni Lirico Sinfoniche italiane) nel corso dell'incontro in videoconferenza con la VII Commissione Cultura del Senato tenutosi nella mattinata del 10 novembre; all'ordine del giorno, le indispensabili misure di sostegno al settore dello spettacolo.

All'incontro (che potete vedere qui interamente) hanno partecipato anche esponenti di Federculture, AGIS, FIMI, Nuovo IMAIE e ANEC.

Francesco Giambrone

Salti mortali per la lirica

Come ha evidenziato Giambrone, in questi momenti di forte criticità anche le Fondazioni liriche italiane hanno fatto salti mortali per adempiere alle prescrizioni sanitarie governative, garantendo massima sicurezza per lavoratori e pubblico, e riuscendo con grandi sforzi a “mantenere in attività i complessi artistici dei teatri, e garantire l'occupazione a migliaia di lavoratori altamente professionalizzati: professori d'orchestra, artisti del coro, tersicorei, tecnici ed amministrativi. Senza contare i tanti precari ai quali è stato garantita l'occupazione, e gli artisti scritturati – cantati, direttori, registi, scenografi – che non sono stati completamente raggiunti dai provvedimenti economici governativi”

Una situazione, aggiungiamo noi, peraltro già migliore di quella in cui si trovano da febbraio tutti gli altri lavoratori dello spettacolo dal vivo in Italia - dai teatri di prosa alle realtà concertistiche, sino agli artisti di strada e circensi - rimasti senza lavoro né sostegno economico adeguato.

Come ricordato da Giambrone alla Commissione del Senato, attraverso il progetto Aperti, nonostante tutto le Fondazioni liriche, rimaste con le sale vuote, non sono rimaste inattive ed hanno varato un ampio palinsesto di produzioni in live-streaming in assenza di pubblico. trasmesso e condiviso attraverso gli strumenti informatici delle Fondazioni stesse, oltre che sul sito dell'ANFOLS.

Voci contrapposte sui contributi

A fronte di questo grande sforzo di riprogrammazione –ha poi sottolineato il presidente dell'ANFOLS– si riscontra un erroneo convincimento presso l'opinione pubblica che i minori costi legati alla cancellazione di produzioni già programmate, determinino una condizione favorevole per i bilanci dei teatri. In realtà, questi minori costi di produzione - limitati peraltro alla fase di sospensione totale d'attività nel lockdown di primavera - ed in parte anche i minori costi di personale, sono ampiamente controbilanciati dai ridotti ricavi complessivi provenienti da biglietteria, affitto sale, visite guidate, o da soci privati; nonché dai rilevanti costi legati alle procedure di messa in sicurezza di maestranze e pubblico. 
Nella realtà dei fatti, le dodici fondazioni dell'ANFOLS si trovano ora in una condizione di grave criticità, sia con riferimento all'esercizio in corso, sia ancor di più con riferimento al 2021".

Questa posizione va però messa a confronto con quella di Antonio Barbagallo (segretario provinciale della Fials di Palermo, il sindacato autonomi dei lavoratori dello spettacolo), il quale in un'intervista al Fatto Quotidiano del 9 maggio scorso aveva sostenuto: Lo Stato paga due volte per gli stipendi in un momento in cui i lavoratori non possono fare nulla. Per un cortocircuito burocratico agli stessi dipendenti arriva solo per un terzo della paga. Così il Massimo riceve i finanziamenti per il pagamento dei dipendenti che allo stesso tempo sono in Fis (Fondo di integrazione). È la paradossale situazione delle fondazioni liriche. Il blocco degli spettacoli non giustifica una situazione come questa, il 75 percento delle entrate del Teatro Massimo di Palermo (dove Giambrone è sovrintendente, ndr) derivano da finanziamenti pubblici, più o meno la stessa cifra che serve per pagare gli stipendi, mentre la vendita dei biglietti garantisce un’entrata irrisoria: non c’è dunque nessuna correlazione tra le mancate entrate dagli spettacoli e gli stipendi".

Sempre nello stesso articolo del Fatto Quotidiano viene anche riportata un'affermazione dello stesso Giambrone, cioè che nei più grandi fra i teatri italiani “ci troviamo in una situazione di ambiguità, trattandosi di fondazioni private che gestiscono soldi pubblici, e facendo ricorso alla cassa integrazione pur non essendo un’azienda in sofferenza economica”.

Le dodici Fondazioni


Per l'ANFOLS, a detta del suo presidente, servono dunque sostegno e maggiori risorse economiche, perché "è importante ricordare che le Fondazioni Lirico-Sinfoniche sono in questo momento l'unico comparto dello spettacolo dal vivo (nel settore pubblico, ndr) che, nel corrente anno, ha ottenuto complessivamente risorse inferiori rispetto al 2019, venendo meno un finanziamento di 12,5 milioni di euro, corrisposto attraverso la Legge 145/2018 e non confermato nel 2020. E che per il 2021, perdurando la condizione di emergenza sanitaria e le limitazioni imposte nelle capienze, le perdite in termini di ricavi da botteghino ammonteranno ad oltre 60 milioni di euro. Sempre nel caso in cui le attività aperte al pubblico dovessero essere consentite”, altrimenti sarà ancora peggio.

Inevitabile dunque la constatazione che, giunti a questo punto, nessuna delle dodici Fondazioni si trova nelle condizioni di predisporre un bilancio di previsione, e di programmare le proprie future attività, come il resto delle attività dello spettacolo dal vivo in Italia.

A questo quadro, vogliamo aggiungere una cornice di gravità: quella che racchiude l'intero settore dello spettacolo dal vivo, messa in grande evidenza anche dalle molteplici manifestazioni degli ultimi mesi – come quelle che abbiamo riportato nei precedenti articoli su "Bauli in Piazza" e "Assenza Spettacolare" - che hanno visto come protagonisti non solo gli artisti di ogni livello, ma anche il personale tecnico ed amministrativo di tante realtà teatrali e concertistiche italiane.

 

Gilberto Mion

  Redattore

Studi ad indirizzo classico. Già collaboratore del quotidiano Il Gazzettino, della rivista Pagine Venete e di altre testate regionali, ha&n...

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