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Lirica

Nello Santi, addio a un fedele custode della tradizione lirica italiana

Nello Santi, ultimo patriarca della lirica italiana, ci ha lasciato all'età di 88 anni. Tenendo sin quasi all'ultimo la bacchetta in mano. 

Nello Santi
Nello Santi

I suoi allievi lo chiamavano “Papa Santi”: un po' per il carattere serafico, un po' forse per assonanza con un altro grande veneto, “Papa Sarto”, cioè Pio X°. Artista infaticabile, autentico custode della grande tradizione direttoriale operistica italiana, amato dai cantanti per la solidissima professionalità oltre che per la sua bonomia e la grande umanità, il direttore Nello Santi si è spento lo scorso 6 febbraio all'età di 88 anni a Zurigo, la città in cui abitava da moltissimo tempo, avendo assunto anche la cittadinanza svizzera.

E' stato il suo manager, Robert Lombardo, a dare la conferma della morte. Proprio a Zurigo nel 1958, all'età di soli 27 anni, Santi aveva ricevuto l'incarico di direttore stabile al Teatro dell'Opera, che ricoprì ininterrottamente sino al 1969 riscuotendo sempre unanimi consensi; ed all'Opernhaus Zürich era tornato con regolarità, anche di recente. Da questa positiva esperienza giovanile aveva preso il volo una florida carriera internazionale che l'aveva visto ospite di molti fra i maggiori teatri italiani ed internazionali.

Nello Santi, Placido Domingo (1970)

Una vita intensa, a fianco dei più grandi interpreti

Nello Santi era nato ad Adria, nel Polesine rodigino, il 22 settembre 1931; dopo il diploma conseguito al Liceo Musicale di Padova, in questa città avvenne il suo debutto nel 1951 dirigendo un Rigoletto al Teatro Verdi. Dopo il lungo incarico svizzero, passò come direttore stabile al Metropolitan Opera House di New York, iniziando la sua collaborazione con Un ballo in maschera e totalizzandovi dal 1962 al 2000 un record di 401 rappresentazioni. 

All'estero venne ripetutamente chiamato al Covent Garden di Londra, alla Staatsoper di Vienna, all'Opéra di Parigi, al Grand Théâtre di Ginevra. In Italia è frequentemente salito sul podio di molti grandi teatri fra cui la Scala, la Fenice, il San Carlo; all'Arena di Verona dal 1970 al 1997 ha diretto una decina di opere. Interminabile l'elenco dei grandi cantanti che hanno avuto l'onore di essere da lui diretti. 

Nello Santi, Tullio Boni 


Nella lista c'è praticamente tutto il gotha della lirica degli ultimi sessant'anni: nomi come Ettore Bastianini, Leo Nucci e Piero Cappuccilli; Boris Christoff, Bonaldo Giaiotti e Ferruccio Furlanetto; Franco Corelli, Gianfranco Cecchele e Carlo Bergonzi; Virginia Zeani, Joan Sutherland e Montserrat Caballé; Leontyne Price, Renata Scotto e Ghena Dimitrova; Katia Ricciarelli, Mariella Devia e Daniela Dessì; Alfredo Kraus, José Carreras e Placido Domingo; e via di questo passo.

I pregi di un direttore vecchio stampo

Apprezzato didatta, grandissimo esperto di vocalità, profondo conoscitore dello 'strumento' orchestra, concertatore fedele allo stile del compositore e rispettoso d'ogni partitura, Nello Santi si poteva considerare - dopo la scomparsa nel 2013 del coetaneo Bruno Bartoletti - l'ultimo custode della grande tradizione direttoriale italiana, erede delle massime bacchette operistiche del '900. Di gente, cioè, come Guarnieri, De Sabata, Votto, Serafin. Amava dirigere sopra tutto Puccini, da Manon a Turandot; e naturalmente Verdi, di cui ha portato in scena non solo i massimi capolavori, ma anche molte opere minori. 

Nel suo portfolio troviamo però anche Rossini, Donizetti, Bellini, Mascagni, Giordano ed altri ancora. Sempre, però, titoli del repertorio italiano. Meno frequente la sua dedizione alla musica sinfonica, che purtuttavia ha conseguiti buoni risultati; in anni recenti, ha inciso diversi CD con la NHK Symphony di Tokyo.

Manon Lescaut (1970)


Lavoratore infaticabile, pur diradando man mano gli impegni, ha lavorato con grande energia sino a tempi assai recenti. L'abbiamo incontrato di persona nel settembre 2016, quando presentava Traviata alla Fenice; la stessa opera ha poi diretto alla Scala l'anno seguente, seguita da Nabucco; e, nel 2018, da Aida. Giusto due anni fa diresse Rigoletto al San Carlo; nella 'sua' Zurigo è salito sul podio nel 2017 per Lucia e L'elisir d'amore; e nel febbraio 2019 di nuovo per Lucia. E questo è stato il suo ultimo appuntamento con il pubblico. 
 

Gilberto Mion

  Redattore

Studi ad indirizzo classico. Già collaboratore del quotidiano Il Gazzettino, della rivista Pagine Venete e di altre testate regionali, ha&n...

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