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Danza

Star e giovani artisti della coreografia. A Padova il Festival “Lasciateci sognare”

Dal 26 settembre al 22 novembre 2020 va in scena il Festival Internazionale della Danza. Eventi culturali e spettacoli dal vivo fra teatro Verdi, teatro ai Colli e teatro Quirino de Giorgio di Padova.

Festival Lasciateci sognare
Festival Lasciateci sognare

Metti insieme giovani coreografi dal linguaggio ancora non strutturato in categorie riconoscibili, workshop con artisti del contemporaneo nazionali e internazionali, un premio a icone del passato e a stelle internazionali, il ghota della critica più consolidata e poi guarda cosa accade.

Il concept alla base del Festival Lasciateci sognare, a Padova dal 26 settembre al 22 novembre, è chiaro e forte: “creare contatto, confronto, scambio generazionale, opportunità di crescita o semplicemente l’occasione di essere visti da operatori e critici e, per il pubblico, aprire la mente alla pluralità dei linguaggi della danza”. Ad affermarlo è Gabriella Furlan Malvezzi, da sei anni direttrice artistica del festival, giunto alla XVII edizione, e anche alla guida del percorso annuale di formazione Padova Danza, riconosciuto da Mibact (prossime audizioni il 27 settembre).

Gli eventi del Festival

Il Festival offre due mesi fitti di eventi culturali e spettacoli dal vivo fra teatro Verdi, teatro ai Colli e teatro Quirino de Giorgio di Padova. Molte le prime nazionali e regionali.

“L’obiettivo - spiega soddisfatta Malvezzi Furlan - è promuovere la danza classica e contemporanea attraverso un’esperienza globale. Il distanziamento Covid 19? Rende più difficile l’organizzazione ma non deve penalizzare la quantità e la qualità delle proposte. Gettare il cuore oltre l’ostacolo è il nostro motto”.

Lasciateci sognare intercetta e coinvolge pubblici nuovi e differenti, esplora la pluralità delle espressioni artistiche, sostiene progetti a carattere innovativo con l’idea ben radicata che la danza non sia composta solo da star e grandi compagnie. Ma anche dagli artisti che rappresentano la forza vitale della ricerca. Quelli che, si spera, portino la contemporaneità a essere davvero specchio della sensibilità dell’oggi.


Fra voci note e giovani che lavorano sotto traccia, il festival si apre al teatro Verdi con una serata dedicata alle coreografie di Susanna Beltrami, Matteo Bittante ed Erika Silgoner danzate dalla Dancehauspiù. Stessa location per il secondo appuntamento della rassegna: il gala “Premio nazionale Sfera d’Oro per la danza”.

Una serata che porta in scena alcune gemme del repertorio classico, neoclassico e contemporaneo interpretate da nomi internazionali fra i quali gli scaligeri Nicoletta Manni e Timofei Andryashenko, Damiano Ottavio Bigi del Wuppertal Tanztheater, Matteo Miccini dello Stuttgart Ballett. A ricevere il premio alla carriera il coreografo Amedeo Amodio.

Nicoletta Manni e Timofei Andryashenko (ph. Brescia e Amisano)


Dopo le serate d’apertura, alla sala del Ridotto del teatro Verdi si susseguono due vetrine di danza contemporanea dedicate a giovani autori e compagnie. Fra gli under 30 segnaliamo, il 4 ottobre, Nicholas Baffoni e Camilla Perugini con L3 su musiche di Alva Noto e Tony Anderson.

Una sequenza di note, l’esecuzione ammaliante di un’orchestra armoniosa - spiegano gli autori – con ottoni luccicanti che soffiano a tempo e si intrecciano ai suoni dolci dei violini e delle arpe. Con le percussioni che cadenzano il ritmo perfetto”. Ma basta poco. “Un attimo, un accordo sbagliato, un tempo non rispettato e tutto si trasforma in un’accozzaglia di suoni sgradevoli, un frastuono assordante”, proseguono gli artisti. Il finale? “L’orchestra impazzisce e il direttore se ne va. Ma la sconfitta si trasforma in una nuova melodia. In una una storia del tutto diversa”.


La piattaforma dedicata invece alle compagnie professioniste vede sul palco il 4 ottobre anche Deos danse ensemble opera studio di Genova, con Cryptic, una sorta di baccanale dionisiaco sulle coreografie di Giovanni Di Cicco.

Infine il festival si sposta al teatro ai Colli, dove segnaliamo la compagnia I Funamboli da Parigi diretta da Fabio Crestale che l’11 ottobre porta in prima nazionale De Homine, un lavoro che indaga bullismo e omofobia. A seguire, fra i vari appuntamenti del festival, il 25 ottobre Twain physical dance theatre di Yoris Petrillo e Loredana Parrella e il 15 novembre fHealing di Veronica Melis di Collectif Mag dal Canada.


Questo lavoro si muove fra filosofia e performance imponendo un nuovo vocabolario estetico attraverso una scrittura scenica ibrida, specifica del collettivo di artisti internazionali. È un appello alla necessità di ripristinare la forza del “noi” contro l’onnipresente “io”, di trovare un modo di pensare collettivo che esprima un’idea di umanità al plurale come abitanti del malato pianeta terra.

In chiusura, il 22 novembre da Napoli, la compagnia Movimento Danza di Gabriella Stazio in Polvere: minutissime particelle incoerenti e la prima assoluta Untitled 1, assolo per la coreografa e danzatrice Emanuela Tagliavia, docente al teatro alla Scala. Dare una forma alle esperienze del corpo e alla sua storia nello spazio-tempo. Piccole cellule coreografiche del corpo danzante.
 

PREMIO NAZIONALE SFERA D'ORO PER LA DANZA 2020
IL PROGRAMMA ed. 2020

 

Simona Griggio

  REDATTORE di MILANO

Giornalista e critico di spettacolo. Comincia la sua attività nel 1995 a Milano collaborando con il magazine Madame Class Figarò, ed in seguito con ...

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