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Danza

Novara Dance Experience 2021, la grande danza dedicata a Carla Fracci

Dal 23 giugno torna al Teatro Coccia il Festival internazionale Novara Dance Experience, importante evento per la direzione artistica di Francesco Borelli.

Carla Fracci, Francesco Borelli (2019)
Carla Fracci, Francesco Borelli (2019)

Dal 23 al 27 giugno, al Teatro Coccia di Novara irromperà, in tutta la sua energia e nel pieno del suo romanticismo, il Festival Internazionale Novara Dance Experience, che giunge -dopo la sospensione del 2020 per l’emergenza sanitaria- alla terza edizione, quella della ripartenza, un monito positivo per tutto un settore dimenticato. Ma il Novara Dance Experience 2021 costituisce anche un grido e un canto per celebrare la danza e la sua regina indiscussa, Carla Fracci, che non è mai mancata, neanche nei momenti di difficoltà.

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Il progetto porta la direzione artistica di Francesco Borelli e nasce dalla volontà dell’Associazione Dance Hall di promuovere e diffondere la cultura della danza e dell’arte coreica, portando ancora una volta a Novara i grandi nomi della danza nazionali e internazionali.

Cinque giornate intense con concorsimasterclass e Gran Galà finale, che vedrà la partecipazione di numerosissimi e prestigiosi ospiti: Luciana Savignano, Lucia Lacarra, Matthew Golding, Anbeta Toromani, Alessandro Macario, Mauro Astolfi, Kledi Kadiu e Kristina Grigorova, solista e prima ballerina del Teatro dell’Opera di Roma e del Teatro alla Scala di Milano, alcuni dei giurati dei concorsi e moltissimi altri in via di definizione.

Un evento “differente” dal valore eccezionale

Afferma il direttore artistico Francesco Borelli: “Per me il Novara Dance Experience è come un figlio. Quando abbiamo iniziato volevamo distinguerci, volevamo fare la differenza: è stato un salto nel buio ma con un successo enorme. Questo evento ha significato la realizzazione di un altro sogno: ho fatto tante cose nella mia vita e poi ho avuto bisogno di altro, e così è nato il Festival. Voglio che vi sia la sensazione di altri tempi, sono un romantico. È un bellissimo sogno realizzato, grazie a tutti. Quest’anno l’evento ha un valore ulteriore perché siamo stati tanto tempo fermi. La danza è stata bistrattata: ho bisogno io stesso dopo tanto tempo di portare la danza sul palco, di vederla”.

Emerge così la volontà di dare vita a un qualcosa di grande, che possa invadere Novara –ma non senza ripercussioni a livello nazionale- di pura danza.

“Qualsiasi evento legato alla danza è importante, poi quando avviene all’interno di un teatro ha ancora più prestigio - dichiara Anbeta Toromani, protagonista indiscussa del Novara Dance Experience - Francesco Borelli ha il gusto, la conoscenza, il giusto approccio al mondo della danza: quello che crea attorno all’evento è curato nei minimi dettagli, ed è anche un modo per incontrarci e per riunire le varie generazioni”.


Lo stesso pensiero della ballerina è condiviso da un altro noto partecipante del Festival danzereccio, Kledi Kadiu: “È un evento molto importante da farsi in teatro, che è un ambiente speciale. Anche studiare sul palcoscenico è particolare, è come imparare ed esibirsi allo stesso tempo… permette anche di viaggiare e incontrare i colleghi e gli amici: viaggiare permette di arricchire il vissuto di momenti di vita”.

Le toccanti dediche a Carla Fracci

L’edizione del 2021 verrà realizzata in memoria di Carla Fracci, in onore della quale sarà consegnato un premio Assoluto: “Carla era un’amica del Novara Dance Experience - racconta Francesco Borelli - la sua scomparsa è stato un evento tragico. Manca la sua danza, mancano la sua persona, le sue parole, i suoi commenti. È stata tutto per la danza in Italia e nel Mondo. Anche per questo motivo, dunque, l’attuale edizione del Festival assume maggiore importanza”.

Anche dalle parole di Anbeta -al pensiero della recente scomparsa della leggendaria danzatrice -trapela la commozione: “Una grande perdita, è finita una pagina della danza. Si è sempre data in modo generoso a tutti gli eventi, una grandissima artista nel vero senso della parola; per lei la tecnica era solo un mezzo per far arrivare la danza”.

Altrettanto emozionato appare Kledi, che, ricordandola, rivela: “È una grandissima perdita per il mondo della danza: era una persona umile, sorridente, sempre cortese e disponibile in ogni contesto. Era sempre presente e aveva un grande desiderio di raccontare e dare alle giovani generazioni tutto il proprio vissuto. In primo piano poneva sempre la diffusione della sua disciplina al di là del contesto in cui si trovava…stupenda”.
 

Cristina Rovis

  CAPOREDATTORE

All’età di sei anni inizia lo studio della danza classica, intraprendendo, negli anni successivi, anche lo studio delle danze modern jazz e hip hop...

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