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Classica

Si conclude con un concerto vocale il festival veneziano dedicato a Reynaldo Hahn

Dopo aver presentato in una serie di appuntamenti musicali un assaggio della vasta produzione di Reynaldo Hahn, il Palazzetto Bru Zane ha chiuso la rassegna con un concerto vocale 

Reynaldo Hahn
Reynaldo Hahn

A parte l'ambito propriamente sinfonico, non c'è genere che Reynaldo Hahn non abbia praticato: musica da camera, brani concertanti, pianoforte, opera, operetta, musical, balletto, musiche di scena. Ma è soprattutto il genere della mélodie che in lui raggiunge esiti altissimi, tanto da mettere quasi in ombra il resto della sua pur ingente produzione. 

Di quella teatrale, abbiamo trovato una bella selezione – con brani dalle sue opere ed operette più note – nel concerto alla Scuola di San Giovanni Evangelista: evento intitolato “Anni ruggenti “ che ha degnamente concluso il Festival – sette appuntamenti in tutto - dedicatogli dalla Fondazione Bru Zane di Venezia.

Protagonisti le voci del soprano Marie Perbost, del mezzosoprano Violette Polchi, del tenore Sahy Ratia, del baritono Philippe Estèphe, ed il piano di Marine Thoreau La Salle. Tutti molto giovani, in verità, ma decisamente bravi.

Reynaldo Hahn a Venezia

Una vita che attraversa la Belle-Époque

Reynaldo Hahn nacque nel 1874 a Caracas, in una famiglia assai agiata. Il padre era un ingegnere e uomo d'affari di origine tedesca, la madre proveniva dalla ricca borghesia venezuelana. Nel 1878 la famiglia, a causa della precaria situazione politica, si trasferì a Parigi dove il piccolo Reynaldo rivelò un talento musicale assai precoce, tanto che nel 1885 fu ammesso al Conservatorio di Parigi. Visti i non esaltanti i risultati scolastici, il giovane Reynaldo proseguì gli studi privatamente con Massenet. 

Dotatissimo pianista, si rivelò presto anche fertile compositore di musique de salon, cominciando verso i vent'anni a frequentare i migliori entourages culturali ed aristocratici della capitale francese. Fu qui che conobbe Marcel Proust – carattere a lui assai affine - col quale ebbe una relazione trasformatasi poi in strettissima amicizia durata sino alla morte dello scrittore. Naturalizzato francese nel 1912, due anni dopo allo scoppio della guerra si arruolò nell'esercito, malgrado l'età avanzata. 

Brillante scrittore e critico musicale, a lungo collaboratore de Le Figaro, fu anche buon direttore d'orchestra – una sua passione Mozart, diretto anche a Salisburgo – e valido organizzatore musicale. Responsabile per qualche tempo dell'Opera di Cannes, divenne anche membro dell'Académie des Beaux-Arts, e nel 1945 fu chiamato a dirigere l'Opéra di Parigi. I suoi progetti di riforma del massimo tempio della lirica francese furono interrotti dalla morte, sopravvenuta nel gennaio 1947.

Al centro della sua produzione, l'art du chant

Al centro dell'iter compositivo di Hahn, figura veramente emblematica della Belle-Époque – dandy raffinato, artista dalla vasta cultura,  incline alla mondanità e ben introdotto nell'alta società parigina - c'è naturalmente l'art du chant, nelle sue tante declinazioni. Numerose in particolare le mélodies composte sin dalla gioventù, di cui il Palazzetto Bru Zane ha appena pubblicato l'integrale affidata a Tassis Christoyannis e Jeff Cohen. Sono chansons per voce e piano scritte su versi di Verlaine, Daudet, Hugo ed altri autori francesi più o meno popolari; alcune molto note, altre rimaste poco conosciute. Poi c'è l'opera, i cui esiti maggiori sono La Colombe de Bouddha (1921) e Le marchand de Venise (1935). Quanto all'operetta ed alla commedia musicale, se da sempre è rimasta in repertorio la graziosa Ciboulette (1921), meno frequenti sono Mozart (1925), Brummel (1931), Ô mon bel inconnu (1933) Malvina (1935), a testimoniare comunque la sua sottile ed elegante vena umoristica. Sempre in ambito teatrale, sono da ricordare pure alcuni balletti e musiche di scena. 

Accanto ad un discreto numero di brani da camera, nutrito è il catalogo della musica dedicata al pianoforte, a due e quattro mani, di cui è disponibile un'integrale eseguita da Alessandro Deljavan – artista anch'esso invitato al festival veneziano – incisa per AEVEA. Più occasionale l'accostamento alla musica per orchestra, dove spiccano tre concerti per violoncello, per piano, e per violino.

 

Gilberto Mion

  Redattore

Studi ad indirizzo classico. Già collaboratore del quotidiano Il Gazzettino, della rivista Pagine Venete e di altre testate regionali, ha&n...

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