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Classica

“Report on the blind”: John Malkovich legge Ernesto Sábato al Mittelfest 2017

Dopo le apparizioni a Forlì ed al Festival di Lubiana, John Malkovich ha presentato anche al Mittelfest di Cividale “Report on the blind”. Un monologo con musiche di Alfred Schnittke, tratto dalle pagine del più noto fra i romanzi di Ernesto Sabato, “Sopra eroi e tombe”.

“Report on the blind”: John Malkovich legge Ernesto Sábato al Mittelfest 2017

Nessun dubbio in merito: Report on the blind e l'arrivo del suo protagonista John Malkovich, sono tra gli eventi più attesi del Mittelfest 2017. Comincia lo spettacolo, e c'è buio pesto in palco, si ode solo un ritmico tintinnio. Un fascio di luce cadente dall'alto illumina all'improvviso un'elegante donna in nero: è lei che ha il campanello in mano. Spunta poi dal fondo un uomo barbuto, vestito di un abito grigio. Avanza lentamente, le mani in tasca, poi prende a scandire parole sibilline: «Camminavo distrattamente, quando ad un tratto sento un campanello, come se qualcuno volesse svegliarmi da un sonno millenario»

Prende la donna per mano perché è cieca, e la fa sedere al pianoforte. Parte la tastiera, e poi l'orchestra, sulle note del ruvido Concerto per piano e archi di Alfred Schnittke. L'uomo è John Malkovich, le frasi che recita - strani enigmi difficilmente decifrabili - sono estrapolate dal romanzo che nel 1961 fece esplodere la fama dello scrittore italo-argentino Ernesto Sábato: Sobra héroes y tombas, storia dell'ascesa e decadenza della famiglia creola degli Olmos.

Un complotto per dominare il mondo

Report on the blind: questo il titolo del breve melologo portato dall'attore americano prima a Forlì, poi a Lubiana, ed ora al Mittelfest di Cividale. Un testo, che viene da un nodo celato del romanzo di Sábato; è un rapporto, anzi un allucinato resoconto attraverso le deliranti parole di Fernandos Olmos Vidal - uno dei protagonisti - che trattano le trame oscure e minacciose d'una ipotetica “Setta dei ciechi”. E che denunciano alla fine il timore d'essere annientato fisicamente – come la setta avrebbe già fatto con altri prima di lui – perseguendo il progetto oscuro di impadronirsi del mondo.

Spettacolo interessante, ma non memorabile

La voce narrante di Malkovich si alterna con tenebrosa espressività, sapienti gradienti timbrici e precisa scansione temporale alla musica aspra, ruvida e visionaria di Schnittke. Ed in questo, la bravissima pianista Anastasya Terenkova e I Solisti Aquilani guidati da Alvise Casellati gli forniscono senza ombra di dubbio un supporto esemplare. Tuttavia, a parte sagaci tocchi registici, non è che si avverta in Report on the blind una drammaturgia veramente convincente, né un senso univoco e globale dello spettacolo. Si torna a casa insomma con l'impressione di aver assistito a qualcosa di irresoluto, di non finito, un po' buttato lì; e che in fondo si sia fatto – cito il Grande Bardo - molto rumore per nulla, visto il battage mediatico che ha preceduto ed accompagnato quest'impresa dell'interprete de Il té nel deserto.

Nella prima parte della serata, per dare un minimo di durata allo spettacolo, Casellati ed I Solisti hanno eseguito il Concerto in la minore di Bach, con la giovane e valente violinista slovena Lana Trotovšek; e poi la Kammersinfonie di Šostakovič nella trascrizione di Rudolf Baršaj. Scelta quest'ultima assai più condivisibile, trattandosi di un brano che con la sua spigolosità armonica e ritmica, ben introduceva lo spettatore alle oniriche riflessioni del personaggio sabatiano.

Spettacolo visto a Cividale, Piazza Duomo, il 21 luglio 2017

Gilberto Mion

  Redattore

Studi ad indirizzo classico. Già collaboratore del quotidiano Il Gazzettino, della rivista Pagine Venete e di altre testate regionali, ha&n...

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