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Classica

Qualcosa è cambiato, ma il Teatro Filarmonico di Verona torna a riempirsi

Pubblico ridotto, due date per ogni concerto, quattro recite per “Un ballo in maschera”: il Teatro Filarmonico potrà accogliere nei prossimi mesi buona parte dei suoi aficionados

Qualcosa è cambiato, ma il Teatro Filarmonico di Verona torna a riempirsi
© Ennevi

Qualcosa è cambiato, qualcosa no, nei programmi di fine anno della Fondazione Arena e del Teatro Filarmonico di Verona. In una sala la cui capienza è ridotta a 489 spettatori, la stagione sinfonica autunnale dell'Orchestra areniana resta comunque quella già programmata ante Covid, con sei concerti imperniati su musiche di Beethoven del quale si stanno celebrando i 250 dalla nascita. 

L’opera lirica invece tornerà sul palcoscenico del Filarmonico – ahinoi solo in forma di concerto - a dicembre con Un ballo in maschera di Verdi. Poi si vedrà... Chissà quando vedremo quel prezioso recupero dell'Amleto di Franco Faccio, che tutti aspettavano in primavera.

Un concerto gratuito, sei in abbonamento

Un anticipo della nuova stagione è stato offerto il 16 e 17 ottobre con un evento gratuito. I due concerti del 23 e 24 ottobre vedranno impegnato il Coro areniano diretto dal maestro del Coro Vito Lombardi, in un’antologia del romanticismo operistico italiano di Bellini, Donizetti e Verdi. 

Nei ruoli solistici troveremo il soprano Monica Zanettin ed il basso Romano Dal Zovo. Il 30 e 31 ottobre tornerà sul podio del Filarmonico Vittorio Bresciani, con un programma tutto ungherese: Lizst con tre Rapsodie ungheresi nella versione per grande orchestra, Kodály con le Danze di Marosszék, Bartók con il Concerto per viola e orchestra

Gli appuntamenti del 6 e 7 novembre vedranno sul podio Alessandro D’Agostini a dirigere due pagine di Gluck e Spontini (le ouvertures da Alceste e da La vestale), e la rarissima Sinfonia in re minore di Bellini. La seconda parte verrà invece dedicata alla Messa dell'incoronazione KV 317 di Mozart. 

Orchestra e Coro della Fondazione Arena

Dal Romanticismo al Novecento

Il pieno romanticismo trionfa il 13 e 14 novembre con la direzione di Nikolas Nägele e con una locandina dedicata a Schubert (Ouverture da Rosamunde) ed a Schumann (Prima Sinfonia  Primavera”). Grazie al violinista Günther Sanin al violino e la cellista Sara Airoldi ascolteremo poi il Doppio concerto op. 102 di Brahms. 

La festa di Santa Cecilia verrà celebrata con due serate, il 20 e 21 novembre, eseguendo la Messa solenne in sol maggiore in onore di Santa Cecilia, composta da Gounod nel 1855, preceduta dalle Antiche danze e arie per liuto (Suite n. 1) e dalle Vetrate di chiesa di Respighi. A guidare le maestranze veronesi, Fabrizio Maria Carminati. Con i concerti del 27 e 28 novembre si chiuderà la stagione sinfonica in abbonamento: Francesco Lanzillotta si cimenterà con l’Ouverture Leonore n. 3 di Beethoven, con il Poème per violino e orchestra di Chausson (solista Peter Szanto) e con la Prima Sinfonia di Brahms. 

Opera e operetta

L'opera, si diceva. Scelta per forza di cose la forma concertistica, a metà dicembre il verdiano Un ballo in maschera vedrà il ritorno al Filarmonico di Daniel Oren. Questi gli interpreti principali: Murat Karahan (Riccardo); Anna Pirozzi e Daria Masiero (Amelia); Simone Piazzola (Renato) Graziella De Battista (Ulrica); Enkeleda Kamani (Oscar). Quattro le esecuzioni previste: il 13,15,17,20/12.

A siglare questo 2020 l’ormai tradizionale appuntamento del 31 dicembre, l'Orchestra ed il Coro dell’Arena di Verona, diretti da Steven Mercurio, daranno vita insieme a prestigiose voci ad un Concerto di Capodanno tutto basato su celebri pagine d'operetta.

Maggiori dettagli nel sito della Fondazione Arena.

 

Gilberto Mion

  Redattore

Studi ad indirizzo classico. Già collaboratore del quotidiano Il Gazzettino, della rivista Pagine Venete e di altre testate regionali, ha&n...

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