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Classica

Il mondo della musica piange Sylvano Bussotti, artista a 360 gradi

Avrebbe compiuto a breve novant'anni: una figura poliedrica e versatile del panorama teatrale italiano ed europeo del secondo Novecento. A darne notizia il compagno di vita e lavoro Rocco Quaglia.

Sylvano Bussotti in un'immagine degli anni '70
Sylvano Bussotti in un'immagine degli anni '70

E stato un musicista di eccezionale levatura oltre che un grande uomo di teatro Sylvano Bussotti, scomparso domenica 19 settembre a Milano, dove da due mesi era ospite di una struttura sanitaria a causa di una lunga malattia. Perché, dopo essere stato in gioventù cantante ed attore, oltre che compositore di fama internazionale è stato un fantasioso regista teatrale, un forte drammaturgo, un originale scenografo e costumista, e valido pittore e scrittore. Insomma, un grande artista a 360 gradi. 

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Era nato a Firenze il primo ottobre del 1931, e la sua città intendeva festeggiare proprio in questi giorni il suo 90° compleanno con un evento straordinario: a questo punto i cinque giorni di "90 Bussotti. Ascolti e visioni su Sylvano Bussotti", in programma sino al 25 settembre nell'ambito dell'Estate Fiorentina, acquistano il significato di un omaggio postumo.

Bussotti negli anni '60

Un corso di studi un po' anomalo

Sylvano Bussotti intraprese lo studio del violino verso i cinque anni; iscrittosi più tardi al Conservatorio di Firenze, vi studiò il pianoforte con Luigi Dallapiccola, violino con Gioacchino Maglioni ed armonia e contrappunto con Roberto Lupi. Interrotta la frequentazione delle aule scolastiche a causa della guerra, senza aver conseguito alcun diploma, il suo interesse per la musica lo portò comunque, negli anni dal 1949 al 1956, a proseguire lo studio del piano e ad approfondire da autodidatta la tecnica della composizione. 

Nel periodo che va dal 1956 al 1958, il giovane Bussotti ebbe modo di frequentare a Parigi i corsi privati di Max Deutsch; qui incontrò Pierre Boulez che lo convinse a condividere il fertile ambiente artistico dei Ferienkurse di Darmstadt. Iniziò così proprio in Germania a farsi conoscere, allorché nel 1958 il pianista David Tudor eseguì in pubblico alcune sue musiche; di lì a poco sotto la direzione di Boulez la cantante Cathy Berberian presentò a Parigi altri suoi brani, destando un notevole interesse nella critica.

Il balletto Bergkristall, Venezia 1978 (archivio Teatro La Fenice)

La carriera all'estero, l'attività pittorica, il metteur en scène

Il conferimento negli anni 1961, 1963 e 1965, di tre premi da parte della Società Italiana Musica Contemporanea, determinò un invito della Fondazione Rockfeller a trasferirsi a New York nel biennio 1964-65. Risiedette anche per un periodo a Berlino, nel 1972, compositore in residence del Deutscher Akademischer Austauschdienst. Accanto all'attività concertistica prese piede sempre più l'attività di metteur en scène per importanti realtà musicali di tutto il mondo. Nel 1976 Bussotti fondò il BUSSOTTIOPERABALLET, volto ad allestire produzioni artistiche in cui musica, poesia, danza, teatro si fondono fra loro. Per esso scrisse fra l'altro il balletto Oggetto amato (1976), e le opere Nottetempo (1978) e La Rarità, potente (1979).

La Passion selon Sade a Santa Cecilia 2016 (Foto Musacchio -Ianniello)

Un catalogo assai articolato

Nel ricco novero delle sue composizioni, spesso ideate in progress, spiccano da una parte i numerosi lavori strumentali, dall'altra la ventina di opere teatrali, dal più vario carattere. Fra i titoli più notevoli, i Sette fogli (1959) dalla singolare grafia musicale, Il nudo (1964) per voce e strumenti, il 'mistero da camera' La Passion selon Sade (1965) da cui deriveranno vari estratti da concerto, Rara requiem (1970) per voci e strumenti, I semi di Gramsci  (1962-71) per quartetto d'archi e orchestra, il 'melodramma danzato' Lorenzaccio (1968-72), il balletto Bergkristall (1973). La tragedia lirica Phèdre (1980-88) è il titolo che più si avvicina al 'normale' concetto di opera lirica. 

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Dell'ambizioso ciclo per le scene Tredici trame fanno parte il film-opera Intégrale Sade (1989), La Maestà (1972-91) per 191 interpreti, il concerto Nuit du Faune (1990-91), l'opera-video Nympheo (1984), le opere Tieste (2000), Kabaka Mwanga (2004), Pater doloroso (2005) e l'autobiografica Silvano Sylvano (2006). 

Sylvano Bussotti festeggiato a Parma nell'aprile 2016

Gli incarichi accademici e direttivi

Interessato da sempre al disegno e alla pittura, con un tratto ed uno stile immediatamente riconoscibile, Sylvano Bussotti tenne mostre in vari paesi del mondo. Una certa importanza nella sua formazione artistica l'ebbe la frequentazione dello zio materno Tono Zancanaro, notevole pittore ed incisore che volle spesso accanto a sé, in veste di scenografo, a creare insieme vari spettacoli. 

Il compositore fiorentino in passato aveva ricoperto l'incarico di direttore artistico della Fenice di Venezia e del Festival Pucciniano di Torre del Lago; è stato direttore della Sezione Musica alla Biennale di Venezia dal 1987 al 1991. Ha insegnato storia del teatro musicale all'Accademia di Belle Arti dell'Aquila, e docente di composizione e analisi alla Scuola di Musica di Fiesole. Commandeur de l'Ordre des Artes e des Lettres dello Stato Francese, era membro dell'Accademia Filarmonica Romana ed Accademico di S. Cecilia.

Gilberto Mion

  Redattore

Studi ad indirizzo classico. Già collaboratore del quotidiano Il Gazzettino,&nbsp;della rivista Pagine Venete&nbsp;e di altre testate regionali, ha&n...

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