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Classica

Emanuil Ivanov vince l'ultima edizione del Concorso Pianistico “F.Busoni”

Tre giovani brillanti pianisti si sono disputati il Premio Busoni nella finale al Teatro Comunale di Bolzano. Con loro l'Orchestra Haydn guidata da Arvo Volmer.

L'esibizione di Emanuil Ivanov
L'esibizione di Emanuil Ivanov

A Bolzano, in un Teatro Comunale strapieno, si apre la finalissima del Concorso pianistico "Ferruccio Busoni" edizione 2019. Una delle competizioni più prestigiose del mondo, al livello del Concorso Cajkovskij di Mosca, del Van Cliburn di Fort Worth, dello Chopin di Varsavia. Esaurite le semifinali, per i dodici finalisti era prevista un'esibizione solistica di un'ora; ai sei candidati superstiti, toccava un'ulteriore prova cameristica con quartetto. 

Tre infine i giovani artisti usciti da queste defatiganti fasi eliminatorie che si potevano seguire da casa, trasmesse in streaming dalla piattaforma Idagio. Poteva anche non esser assegnato il primo o secondo premio, nella finalissima del 6 settembre – è accaduto più volte in passato – qualora non siano soddisfatte le attese della severissima giuria internazionale, in cui figurano anche Benedetto Lupo e Paolo Arcà. Ma non è andata così.

Shiori Kuwahara, secondo premio

Tre pianisti, tre concerti di tre autori diversi

Ogni finalista presenta un concerto diverso, accompagnato dall'Orchestra Haydn guidata da Arvo Volmer. Entra per prima la giapponese Shiori Kuwahara, classe 1995, secondo posto al Concorso Viotti 2018. Si presenta con il Terzo Concerto di Rachmaninov: appare un po' nervosa, all'inizio, ma supera agevolmente tutte le difficoltà di uno dei più ostici e perigliosi capitoli del repertorio pianistico, sovraccarico di passaggi trascendentali. 

La tecnica appare ineccepibile, l'esecuzione però non sembra compenetrarsi pienamente all'estenuata decadenza tardoromantica di questo lavoro.

Giorgi Gigashvili, terzo premio


La lunghezza della composizione impone una pausa. Al termine fa il suo ingresso il giovanissimo Giorgi Gigashvili - farà tra poco 19 anni - pianista georgiano che vanta già un considerevole bottino di riconoscimenti. Affronta con piglio spavaldo e senza una minima defaillance il pirotecnico Concerto n. 3 op. 26 di Prokof'ev, in cui elementi ritmici e percussivi si alternano ad abbandoni melodici. 

Sprizza scintille nell'Allegro iniziale ed in quello finale – superando con nonchalance passaggi folgoranti, velocissimi accordi martellati, rapinosi glissando – ma non convince del tutto nelle variazioni dell'Andantino. Ciononostante, chiuso il dinamicissimo finale l'intera sala esplode in un boato: e si guadagna così il premio assegnato dal pubblico.

Emanuil Ivanov, primo premio

Terzo, ma non ultimo...

Un brano sempre più nelle simpatie dei pianisti – il bellissimo, multiforme Concerto n. 2 op. 22 di Camille Saint-Saëns – attende il bulgaro Emanuil Ivanov, classe 1998. Anche lui si è in precedenza distinto in vari concorsi. Parte l'Andante sostenuto, e si intravede subito un carattere precocemente maturo, dal fraseggio saldo ed elegante sin dalle cadenze iniziali. Chiarezza di idee, incredibile finezza esecutiva, abbandono interiore, consapevole approfondimento e dominio del materiale sonoro: sopra tutto, la sua performance rivela un'aderenza ammirevole allo stile proprio del compositore francese. Ed è proprio quello che la giuria voleva sentire. 

Non c'è stata unanimità, a quanto pare, vista la mancata assegnazione del Premio Benedetti Michelangeli; ma la maggioranza dei giurati ha designato Ivanov vincitore del primo premio, e chi scrive è pienamente d'accordo. Un po' meno lo è stato il pubblico, che ha accolto la decisione con sonore contestazioni. 

Ivanov, Kuwahara, Bertolazzi, Malinin, Cafaro, Gigashvili


La scaletta definitiva dei vincitori vede assegnare il secondo premio a Shiori Kuwahara, il terzo a Giorgi Gigashvili. Personalmente si poteva invertire l'ordine. Quarto, quinto e sesto premio sono andati rispettivamente al veronese Giovanni Bertolazzi, al russo Valentin Malinin, al catanese Nicolò Ferdinando Cafaro. Arrivederci al Busoni 2021.

 

Gilberto Mion

  Redattore

Studi ad indirizzo classico. Già collaboratore del quotidiano Il Gazzettino, della rivista Pagine Venete e di altre testate regionali, ha&n...

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