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Classica

Debutto a Roma per Lise de la Salle

Ai Concerti della IUC nell’Aula Magna della Sapienza per la giovane e già affermata pianista che ha proposto un programma tratto dal suo recente disco “Bach unlimited”

Lise de la Salle
Lise de la Salle

La musica del Kantor è stata nel tempo una inesauribile fonte di ispirazione per tutta la musica occidentale e ancora oggi è un riferimento per i compositori e i musicisti contemporanei. In particolare, le esecuzioni per pianoforte con l’enfasi che le tastiere antiche non potevano permettere suggeriscono suggestive quanto arbitrarie interpretazioni.

Il programma della serata ha spaziato dall’esecuzione integrale del Concerto italiano in fa maggiore BWV 971 fino alla mitica trascrizione di Ferruccio Busoni della Ciaccona in re minore.

Le lettere che formano Il nome BACH secondo la nomenclatura tedesca (B=si bemolle, A=la, C=do, H=si naturale) costituiscono un famoso tema utilizzato da tanti compositori, ne sono un esempio i brani di Albert Roussel, di Francis Poulenc e la Fantasia e Fuga sul tema BACH di Franz Liszt proposti nel concerto odierno.

Un jazzista per Bach

Lise de la Salle si esibisce spesso con Thomas Encho un giovane pianista e compositore parigino, come lei innamorato di Bach, ma anche figlio del suo tempo,  collaboratore di jazzisti famosi. Nel concerto odierno sono stati proposti tre suoi brani ispirati a celebri opere bachiane contaminate da sonorità moderne valorizzate dalla brillante esecuzione della nostra pianista.

La seconda parte della serata è iniziata con la trascrizione di Liszt del Preludio e Fuga in la minore BWV 543 dall’originale per organo fino alla Ciaccona in re minore di Ferruccio Busoni, passando per un brano di Thomas Enhco ispirato alle Variazioni Goldberg, la trascrizione della Sonata per flauto BWV 1031 del grande pianista Wilhelm Kempff e Valse-improvisation sur le nom de BACH di Poulenc.

I brani si sono succeduti senza interruzioni e si è avuta l’impressione di ascoltare una nuova opera, sembra che ci si trovi davanti ad un compositore ancora attivo che chissà quali altre sorprese ci potrà riservare in futuro. Lise de la Salle ha energia e precisione ed ha confermato le sue doti di grande tecnica, suono moderno e trascinante, più vicina a Liszt che a Bach. Solo nel Concerto italiano il suo approccio sembra aver un po’ soffocato la polifonia che siamo abituati ad ascoltare.

Pubblico entusiasta e due bis: La fille aux cheveux de lin dai preludi di Debussy e un brano jazz di Fats Waller Viper’s Drag.
 

Umberto Asti

  Redattore

Professore di scienze in pensione, antico frequentatore delle istituzioni musicali romane, orecchiante evoluto, organizzatore di concerti nelle scuole...

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