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Classica

Compositori alla corte dell'imperatore Massimiliano I°

L'Innsbrucker Festwochen der Alten Musik 2019 recupera alcuni compositori gravitanti intorno alla corte di Massimiliano I° d'Asburgo. Radunando tre ensambles vocali d'alto livello.

Compositori alla corte dell'imperatore Massimiliano I°
© Ana Caballero

Ben tre diversi gruppi specializzati nel canto a cappella – genere a più voci, senza accompagnamento strumentale – sono stati radunati sabato 17 agosto dall' Innsbrucker Festwochen der Alten Musik, per contribuire alle celebrazioni dei 500 anni dalla morte del grande imperatore Massimiliano I° d'Asburgo, sovrano illuminato e battagliero, grande mecenate e protettore delle arti. 

Tanto che, quando assunse la guida della Contea del Tirolo succedendo al duca Sigismondo, mantenne ed ampliò notevolmente la cappella palatina, divenuta presto reale. E la portò poi sempre con sé nei suoi viaggi, impiegandola in riti, feste, celebrazioni.

Tre ensambles di grandissimo valore

Tra le volte barocche della fastosa Abbazia di Wilten sono radunati tre gruppi. Lo storico Dufay Ensamble, ben noto agli appassionati di musica antica, e due gruppi di più recente formazione. Il Cinquecento, composto da cinque cantori d'Austria, Germania, Belgio, Svizzera, Gran Bretagna; e la boema Cappella Mariana, fondata a Praga nel 2008. L'unico ensamble ad allineare qui un'interprete femminile, il soprano Barbora Kabátková

Abbiamo di fronte musicisti tutti d'altissimo livello, a loro agio in questo difficilissimo – esecutivamente parlando - repertorio musicale, che vide il suo apogeo a cavallo tra 400 e '500. E che scelgono di esibirsi, alternandosi nei brani in programma, posizionati in vari angoli della basilica, sfruttandone abilmente in tal modo echi e risonanze. 

Un programma ben delineato

Il programma del concerto prevede soprattutto mottetti di vario genere, sacri e profani, ma anche sezioni di messe. Gli autori scelti sono tutti, direttamente o indirettamente, collegati alla corte di Massimiliano I°. Vuoi perché chiamati a dirigerne la cappella musicale, come nel caso del fiammingo Heinrich Isaac o del basilense Ludwig Senfl, il suo successore; vuoi perché eseguitevi a quel tempo come Matheus Pipelare; vuoi perché conosciuti ed apprezzati nel suo entourage. Questo il caso dei francofoni Jacquin Desprez, Jean Mouton e Pierre De la Rue, autori prediletti dalla figlia Margherita d'Austria.

Massimiliano d'Asburgo, nel ritratto di A. Durer

Emergono gemme preziose

Sono particolarmente interessanti alcuni brani. La tenera invocazione di Ave Maria virgo serena di Mouton, la cui trasparente complessità è perfettamente resa dal Dufay Ensamble. La multiforme geometria del Tota pulchra es di Isaac, agevolmente delineata dalla Cappella Mariana. Due belle déplorations, mottetti di lamento e commemorazione: uno – Qui dabit oculos – che Senfl eseguì per la morte del suo sovrano, parafrasando una composizione di Costanzo Festa dedicata ad Anna di Bretagna, passata a miglior vita nel 1514. L'altro - Nymphes du bois – intonato da Desprez nel 1497 per compiangere la dipartita del maestro ed amico Johannes Ockengem. Entrambi sono ricamati con precisione e notevole finezza ornamentale dai Cinquecento. 

L'ampio mottetto a 6 voci di carattere celebrativo Virgo prudentissima, con dedica encomiastica a Massimiliano esplicitata nei versi, fu elaborato da Isaac su richiesta del kappelmeister Georg Slatkonia – anch'esso è citato - per l'incoronazione, avvenuta a Trento nel 1508, ad “Imperator Romanus Electus”. Lo sentiamo eseguito con la giusta enfasi, a fine programma, dai tre ensambles riuniti.

 

Gilberto Mion

  Redattore

Studi ad indirizzo classico. Già collaboratore del quotidiano Il Gazzettino, della rivista Pagine Venete e di altre testate regionali, ha&n...

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