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Cinema

Moana Toujours: riscoprire Moana Pozzi attraverso i manifesti cinematografici

Inaugurata il 9 giugno a Bagheria una mostra di manifesti e locandine in memoria della pornodiva scomparsa 24 anni fa.

Mostra "Moana Toujours"
Mostra "Moana Toujours"

C'erano una volta, nel secolo scorso, i cinema a luci rosse. Per chi ha vissuto quegli anni e quel periodo – indimenticabile, per molti -, è stata inaugurata il 9 giugno a Bagheria (Pa) Moana Toujours, mostra dedicata a , attrice-icona del genere pornografico anni '80-'90. L'idea nasce da Piero Montana, ammiratore della diva e collezionista di manifesti di film da lei interpretati.

Non solo luci rosse

Piero Montana, qui coadiuvato da Gianfranco Scavuzzo, non è nuovo a iniziative del genere: già nel 1996 infatti, dopo aver acquistato dal proprietario di un cinema a luci rosse ormai in chiusura tutte le locandine e i manifesti dei film di Moana Pozzi, organizzò una mostra che ebbe notevole risonanza.



A 22 anni di distanza, il Centro d'Arte e Cultura Piero Montana ripropone una versione aggiornata dell'esposizione che “non ha nulla di pornografico”. Al netto dei film interpretati (e spesso scritti), a Moana Pozzi, già da vivente - e con ragione -, era stato riconosciuto uno status che andava oltre a quello della mera pornostar. Con un piede nell'hard e l'altro nella programmazione “regolare” (in Tv conduce programmi con Fabio Fazio), Moana riesce a farsi accettare anche da quel pubblico (a parole...) lontano dalle luci rosse e a farsi riconoscere non come “donna oggetto”, termine molto in voga a quei tempi, ma come donna emancipata, di intelligenza, cultura e classe.

Singolare però che molti dei personaggi osannanti Moana come figura intellettuale di grande intelligenza (come di fatto era), risultavano poi essere i primi a condannare (pubblicamente, poi in privato chissà...) l'“arte” di cui Moana era una delle figure più rappresentative e iconiche. Quella dei “vizi privati, pubbliche virtù” è sempre stata caratteristica italiana, collaudatissima già dai tempi della legge Merlin, e la Pozzi sul tema la sapeva ben lunga. Così, molti dei detrattori si videro smascherati nel libro Filosofia di Moana, memoriale completo di descrizioni e pagelle amatorie di politici, uomini di spettacolo e di cultura.


Cultura o intrattenimento?

Rimane un piccolo dubbio di fondo, ovvero come inquadrare questo tipo di mostra? Al di là dei vari tentativi di nobilitare l'operazione, la scorciatoia sarebbe quella di far rientrare l'esposizione sotto la voce “Cultura Pop”, “contenitore” dove si può buttare un po' di tutto, da Wharol a Star Trek, da Topolino a Elvis Presley. Senza fare differenziazione alcuna. Una piccola chiave di lettura potrebbe darla un libello – di piccolo formato, ma di grandi contenuti – uscito da poco per Einaudi, dal titolo “Contro le mostre” e che, di fatto, contro le mostre non è. O meglio, è contro le mostre che, fra le altre cose, non differenziano fra intrattenimento (“piaga” che ormai ha appiattito culturalmente ogni campo) e conoscenza.

In quale dei due contesti si possa inserire Moana Toujours resta da vedere. Intatta rimane comunque la “figura” di Moana Pozzi, nelle parole del critico Scavuzzo “(...) la Marilyn italiana, una grande diva”, e accostabile per molti versi al regista Tinto Brass, anche lui “portavoce di un erotico solare, libero dalle sovrastrutture di pensiero e della mortificazione del corpo”.

Alessandro Bronzini

  CAPOREDATTORE

“Bronz” (a parte i genitori, a memoria d'uomo pare che nessuno l'abbia mai chiamato Alessandro) è cultore di cinema: sacro il quartetto Walter Ma...

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