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Cinema

A L'Aquila '15 fotografi per Anna Magnani'

A L'Aquila '15 fotografi per Anna Magnani'

E’ arrivata oggi a L’Aquila la mostra 15 fotografi per Anna Magnani”, dedicata ad una delle più bravi attrici di sempre, organizzata dal Centro Sperimentale di Cinematografia - Scuola Nazionale di Cinema: è approdata nella sede abruzzese (attiva dal 2011 e dedicata al reportage storico-d’attualità) del prestigioso ente in occasione della Perdonanza Celestiniana 2013.
Si tratta di un’interessante iniziativa che omaggia l’attrice e restituisce un po’ di respiro cinematografico in una città forte del suo passato di promotore della settima arte.

« Ma cos'è questo presentarmi a ogni costo come un'Elettra chiusa, solitaria e delusa? Come ve lo devo spiega' che so' allegra, che c'ho la ruzza, che rido, che essere la Magnani mi diverte da mori', e gongolo tutta se la gente mi riconosce per strada, se il vigile urbano mi dice, continuando a dirigere il traffico: "Ciao Nannare'"? Insomma: è la stessa storia di quando la gente si meraviglia perché la mia casa è piena di buongusto e di libri. Ma quante volte ve lo devo spiega' che non sono stata raccattata per strada, che ho fatto fino alla seconda liceo, che ho studiato pianoforte otto anni, che ho frequentato l'Accademia di Santa Cecilia?».

Si descriveva così, Anna Magnani, non tanto per prendere le distanze dai suoi personaggi popolareschi, quanto per ricordare che un'attrice "interpreta" anche quando sembra "rivivere". Ed è forse questo il "segreto" che Anna Magnani rivela con queste parole: di essere un'attrice così grande che abbiamo sempre creduto - e continuiamo a credere - che i suoi personaggi siano veri.
Aveva studiato recitazione a Roma, presso la Scuola d’Arte Drammatica “Eleonora Duse” (prima ancora che questa cambiasse il nome in Accademia Nazionale d’Arte Drammatica “Silvio D’Amico”).
La Magnani è senz’altro l’attrice italiana simbolo della cinematografia. Amata tanto in Italia quanto all’estero. La sua carriera, svolta tra teatro e cinema, è stata strabiliante. Sopratutto per quanto riguarda la settima arte.
Ha lavorato con i più grandi registi della sua epoca, come ad esempio Goffredo Alessandrini (“Cavalleria” del 1936), Vittorio De Sica (“Teresa Venerdì”, 1941), Carmine Gallone (“Avanti a lui tremava tutta Roma”,1946), Mario Mattoli (tra l’altro l’ha diretta in “Assunta Spina”, 1948), Jean Renoir (“La carrozza d’oro”, 1952), Luchino Visconti (l’ha diretta, tra l’altro, in “Siamo donne”, 1953), Mario Monicelli (“Risate di gioia”, 1960), Pier Paolo Pasolini (l’ha diretta in film come “Mamma Roma” del 1962), Nanny Loy (“Made in Italy” del 1965), Stanley Kramer (“Il segreto di Santa Vittoria”, 1969) e Federico Fellini (“Roma” del 1972, ultimo film girato dalla Magnani).

Oltre alla mostra di fotografie che ritraggono l’attrice mentre interpreta dei ruoli, oppure in un momento di pausa sul set o a casa sua, non poteva mancare, in una saletta laterale, la proiezione dei capolavori che l’hanno resa famosa, come ad esempio quel “Roma città aperta”, diretto da Roberto Rossellini nel 1945, divenuto uno dei film simbolo del Neorealismo e che le valse un Nastro d’Argento come attrice non protagonista.
Parlando dei premi che le sono stati tributati, bisogna ricordare che a questo seguirono altri 4 Nastri d’Argento come attrice protagonista per “L’onorevole Angelina” (regia di Luigi Zampa, 1947), “L’amore” (regia di Roberto Rossellini, 1948), “Bellissima” (regia di Luchino Visconti, 1951), “Suor Letizia - Il più grande amore” (regia di Mario Camerini, 1957).
Tra gli altri premi che ha ricevuto ci sono 2 David di Donatello (come attrice protagonista in “Selvaggio è il vento” di George Cukor, 1957, e “Nella città l’Inferno” di Renato Castellani, 1958)
Ha vinto anche un Premio Oscar per “La rosa tatuata”, regia di Daniel Mann, 1955 (film col quale ha vinto pure un Golden Globe).
Hollywood le ha tributato una stella nella famosa Walk of Fame.
Quest’anno ricorrono i 40 anni dalla morte, avvenuta nel 1973 (ma anche i 105 dalla nascita, avvenuta nel 1908).

La selezione fotografica in mostra, composta da oltre cinquanta pannelli, è curata di Sergio Toffetti e restituisce al pubblico la grande capacità interpretativa di Anna Magnani, grazie ad un viaggio nella sua filmografia. Gli scatti che ritraggono una delle più intense attrici italiane portano la firma di quindici grandi fotografi di scena del cinema italiano - Angelo Frontoni, Osvaldo Civirani, Vincenzo Palmarini, Aurelio ed Ettore Pesce, Raymond Voinquel, Paul Ronald, Rosario Assenza, Francesco Alessi, G.B. Poletto, Nicola Arresto, Franco Vitale, Vittorio Mazza, Divo Cavicchioli, Bruno Bruni -, presenti sui set dei maggiori registi che hanno voluto lavorare con lei.

Fare il fotografo di scena sui set di Anna Magnani rappresentava una sfida particolarmente impegnativa, perché si trattava non soltanto di catturare nell'istante l'intensità espressiva di uno sguardo o di un gesto, ma di tenere le immagini "aperte", per ricreare, in un attimo, quella sensazione che "la Magnani" riusciva (e riesce) a dare sullo schermo, la sua capacità di plasmare interamente lo spazio attorno al suo corpo. Perché "la Magnani" aveva bisogno di occupare la scena, di attirare l'attenzione con un gesto, una mossa, un vezzo. Gesti che sempre alludevano al fatto che nella vita il comico e il tragico si intrecciano saldamente.

Le foto esposte provengono dalla collezione di negativi della Fototeca della Cineteca Nazionale.

La mostra, ad ingresso gratuito, è visitabile nell’ambito delle manifestazioni della Perdonanza Celestiniana 2013, dal 21 al 30 agosto dalle 9.30 alle 16.00. Sabato 24 e domenica 25 agosto dalle 10.00 alle 13.00 e dalle 17.00 alle 20.00.
Dal 2 settembre la mostra sarà visitabile dal lunedì al venerdì dalle 9.30 alle 17.30.
Dove: nella sede Abruzzo del Centro Sperimentale di Cinematografia, via Rocco Carabba, 4, L’Aquila
Per info: Tel +39 (0)862 380924   -   email:  laquila@fondazionecsc.it.

Annalisa Ciuffetelli

  EX-REDATTORE di DELL'AQUILA

Ha conseguito due lauree magistrali: "Lingue e letterature straniere - indirizzo: storico-culturale" (2004) e "Storia dell'arte e del teatro" (L....

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