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Cinema

Giornata della Memoria 2019 - Cinque pellicole per non dimenticare

In occasione della Giornata della Memoria, abbiamo scelto un percorso cinematografico alternativo fra scoperte e recuperi importanti.

Schindler's List
Schindler's List

Il 27 gennaio 1945 le truppe dell'Armata Rossa, dirette verso la Germania, entrarono nel campo di concentramento di Auschwitz, vedendo coi propri occhi – e rivelando al mondo in maniera inequivocabile – l'orrore totale del genocidio nazista. Su decisione dell'Assemblea Generale delle Nazioni Unite, dal 2005 tale data viene emblematicamente celebrata come Giorno della Memoria, giornata in cui, idealmente, il mondo dovrebbe fermarsi e ripensare a ciò che è successo per fare in modo che immani tragedie di questo genere non possano ripetersi. 

Il teatro, la musica, la pittura e ogni altro tipo di arte hanno affrontato da ogni angolazione religiosa, morale ed etica il dolore, l'orrore, l'annichilimento della persona, ma anche la voglia di rinascita di chi ha vissuto quei terribili eventi. Non ultimo, memoria “visuale” per eccellenza, il cinema.

Quest'anno è tornato nelle sale Schindler's List di Steven Spielberg, pellicola che, fra spettacolarizzazione e reale, onesta, partecipazione emotiva, è riuscita - ormai 25 anni fa – a focalizzare nuovamente l'attenzione delle coscienze sulla tragedia dell'Olocausto.

Molte però sarebbero le pellicole da recuperare per un atto, il ricordo,  che comunque dovrebbe essere quotidiano, in quanto testimoni - quali siamo - di piccoli e grandi orrori contro l'uomo che ormai ogni giorno avvengono e che preferiamo non vedere o, ancor peggio, giustificare.

La Verità Negata

Libertà di parola significa che puoi dire quello che vuoi. Ciò che non puoi fare è mentire ed aspettare di non esserne tenuto a risponderne”. La pellicola di Mick Jackson, con Rachel Weisz e i grandi Timothy Spall e Tom Wilkinson, mantiene l'Olocausto quale tema di fondo. La Shoah infatti è oggetto della battaglia legale che vede contrapporsi il negazionista David Irving, pronto ad alterare la Storia per poter dimostrare che lo sterminio degli ebrei non è mai avvenuto, all'accademica americana ebrea Deborah Lipstadt. Potente film sull'uso della parola e sulla interpretazione che se ne può dare, La Verità Negata non approfitta della facile commozione, ma emoziona realmente quando la Verità riesce ad emergere di fronte alla mistificazione.

Timothy Spall, Rachel Weisz, Tom Wilkinson - La Verità Negata (2016)

Remember

Nel bel film di Atom Egoyan, Christopher Plummer è un anziano sopravvissuto di Auschwitz affetto da demenza senile che, aiutato dall'amico e compagno d'ospedale Martin Landau, parte alla ricerca del suo aguzzino, un criminale nazista emigrato in America alla fine della Seconda Guerra Mondiale. Riflessione sulla mor(t)alità e sull'effettivo valore della memoria, anche e soprattutto quando questa va perdendosi o tradisce, Remember – per metà atipico road movie, per metà thriller altrettanto atipico -, è il viaggio di un uomo all'interno di quel che è rimasto di sè stesso, impegnato ad attraversare un Paese che di memoria dimostra di averne ben poca.

Martin Landau, Christopher Plummer - Remember (2015)

Hannah Arendt

Era tale stupidità a risultare oltremodo scandalosa. Ed è questo che ho inteso propriamente dire quando parlai di banalità”. Fu con questa frase, in pieno “processo del secolo” contro il criminale nazista Adolf Eichmann, che la più importante filosofa europea del '900 si inimicò amici, parenti, scrittori e persino la stessa Associazione degli ebrei emigrati dalla Germania. Hannah Arendt nel 1963 seguì il processo Eichmann per il New Yorker, dando vita ad un contestato, ma realista, reportage che in seguito fu alla base del libro La Banalità del Male. La regista Margarethe Von Trotta riesce a portare sullo schermo, con rigore storico e morale, “la solitudine del pensiero” della filosofa, accusata da più parti (e, ovviamente, a torto) di minimizzare la portata degli atti, e la persona stessa, di Adolf Eichmann.

Barbara Sukova - Hannah Arendt (2012)

The Eichmann Show

Non è difficile intuire già dal titolo quasi circense che tutto quel che in Hannah Arendt era pensiero, riflessione e travaglio morale e intellettuale, in The Eichmann Show - film per la televisione passato anche nelle sale proprio in occasione della Giornata della Memoria 2016 -, diventa spettacolarizzazione. E non poteva essere altrimenti, visto che quello che venne definito il “processo del secolo” fu anche il primo ad essere trasmesso in tv a livello mondiale. Meno banale di quanto possa far pensare, la pellicola – forte della presenza di Martin Freeman -, gioca coraggiosamente su più fronti, accostando il nazismo al maccartismo, ben presente e influente in quel periodo storico, e mostrando “sia la natura del male che il potere della televisione”.

Martin Freeman, Anthony LaPaglia - The Eichmann Show (2015)

Il Figlio di Saul

Il film di Làszlò Nemes è un'immersione letteralmente fisica (a tratti realmente insostenibile) negli orrori dei campi di concentramento e che fa della negazione visiva il suo punto di forza. Nulla è mai è mostrato chiaramente, il punto di vista è posto alle spalle del protagonista, il quale si frappone fra noi (pubblico) e gli orrori che sta vivendo quasi a volerci proteggere da qualcosa di talmente orrido da non poter essere compreso totalmente proprio perchè non lo abbiamo vissuto in prima persona. Inquadrature sfocate per una pellicola disturbante e impietosa, che usa le voci (dei nazisti, degli ebrei morenti nelle camere a gas) più che le immagini, per farci arrivare in modo diretto, forte e chiaro, un messaggio fondamentale: non dimenticare.

Géza Rohrig - Il Figlio di Saul (2015)


 

Alessandro Bronzini

  CAPOREDATTORE

“Bronz” (a parte i genitori, a memoria d'uomo pare che nessuno l'abbia mai chiamato Alessandro) è cultore di cinema: sacro il quartetto Walter Ma...

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