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Cinema

E' morto Omero Antonutti, iconico "Padre padrone" per i fratelli Taviani

Attore e doppiatore tra i più eclettici in Italia, Omero Antonutti, nato in Friuli nel 1935, si è spento in ospedale a Udine per le complicanze di una malattia che lo aveva colpito da tempo.

Omero Antonutti
Omero Antonutti

È morto Omero Antonutti, attore e doppiatore, memorabile interprete di numerose pellicole dirette dai fratelli Taviani, prima fra tutte Padre padrone (1977), nel ruolo del padre di Gavino Ledda (interpretato da Saverio Marconi). Aveva 84 anni ed era malato da tempo.

Cinema e doppiaggio

Dopo l’esordio cinematografico nel 1966 con un piccolo ruolo nel film Le piacevoli notti, al fianco di Vittorio Gassman, Gina Lollobrigida e Ugo Tognazzi, a partire dagli anni Settanta, nella sua carriera ha alternato continuativamente cinema e teatro; tra le interpretazioni più note sul grande schermo, Farinelli – Voce regina (1994), Un eroe borghese, di Michele Placido (1995), I banchieri di Dio (2002), nel ruolo di Roberto Calvi, N (Io e Napoleone), di Paolo Virzì, La ragazza del lago, Miracolo a Sant’Anna, di Spike Lee.

Omero Antonutti e Saverio Marconi (Padre padrone, 1977)


Per la sua attività di doppiatore, ha ottenuto numerosi riconoscimenti, prestando la voce, nel corso degli anni a celebri attori internazionali, da Christopher Lee a Omar Sharif. Sua la voce narrante nei film La vita è bella (1997) e Il mestiere delle armi (2001).

Il ricordo del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia

In una nota, il Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia ha ricordato Omero Antonutti, definendolo:

“attore straordinario, amico generoso, 
protagonista di progetti e momenti significativi dell’ente culturale friulano”.

Genius Loci (2016)


Omero Antonutti è entrato fin dalla seconda metà degli anni Cinquanta Compagnia del Teatro Stabile della Città di Trieste, interpretando testi di Goldoni, Pirandello, Shakespeare, Svevo, Nicolaj, Brecht.

Alla fine degli anni Sessanta, viene chiamato nella Compagnia del Teatro Stabile di Genova, un rapporto che mantiene a lungo, interpretando ruoli con cui è spesso ospite sul palcoscenico del Politeama Rossetti, ad esempio l’allestimento de I rusteghi (1974), nel ruolo di Canciano, diretto da Lugi Squarzina.

Allo Stabile friulano è tornato spesso, fino agli anni recenti, prendendo parte agli eventi per i quarant’anni e per il sessantennale dell’attività del Teatro: nel 2016, coinvolto dal direttore Franco Però, ha regalato un’interpretazione emozionante in Genius Loci, produzione firmata da Andrea Collavino per ricordare il terremoto del 1976 in Friuli.

 

Roberto Mazzone

  Redattore

Torinese, inizia a scrivere di spettacolo nel 2003 - e dal 2006 per l’allora Teatro.Org - specializzandosi progressivamente nel teatro musicale e ne...

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