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Cinema

Clint Eastwood: quando una leggenda compie 90 anni

Classe 1930, quasi sessant'anni di cinema sulle spalle e ancora in attività, l'iconico attore e regista ha raggiunto il traguardo dei 90 anni.

Clint Eastwood
Clint Eastwood

Cavaliere Pallido, texano dagli occhi di ghiaccio, violento ispettore o carcerato in fuga da Alcatraz, Clint Eastwood ha raggiunto il traguardo dei 90 anni. Contemporaneamente icona pop e cineasta insospettabilmente raffinato, ha attraversato quasi sessant'anni di cinema mantenendo, anche negli insuccessi, una coerenza riscontrabile in pochissimi altri autori.

Pensando ai suoi film da regista, sarebbe troppo facile (e banale) omaggiarlo citando Gran Torino, Million Dollar Baby, I ponti di Madison County  (pellicola che lo ha “sdoganato” presso il pubblico femminile), o The Mule: sono titoli di un autore ormai riconosciuto come tale anche da chi, all'epoca sviato da critiche più ideologiche che non effettivamente basate sul valore artistico, ha sempre preferito liquidare i suoi film in modo miope e superficiale.

Cinque film da scoprire

Da parte nostra, come quasi sempre in questi casi, abbiamo quindi puntato alle classiche cinque riscoperte, nella segreta speranza di accendere l'interesse verso alcuni titoli ingiustamente quasi dimenticati.

Brivido nella notte

Brivido nella notte (Play Misty for Me - 1971) 

Splendido quarantunenne, Clint Eastwood esordisce alla regia con la benedizione del suo “maestro” Don Siegel (che comparira anche nel film nel ruolo di barista), in un thriller nel quale è un disc-jokey radiofonico perseguitato da un'ammiratrice con cui ha avuto un'avventura di una notte. 

Seppur conservi alcuni tratti tipici della rappresentazione maschile dell'epoca, il DJ di Eastwood è inaspettatamente debole e insicuro, caratteristiche escluse nei personaggi finora interpretati. Ciò fa di lui l'unico responsabile delle conseguenze delle proprie azioni, in un film imperfetto come il suo protagonista, ma in cui si possono già ritrovare la linearità e la (appaerente) semplicità di tutto il suo cinema a venire. 

 

Breezy

Breezy (Id. - 1973)

Ancora meno eastwoodiano del DJ di Brivido nella notte è il personaggio interpretato dall'anziano William Holden nella seconda regia del nostro. Dopo soli due anni, e altri tre film (Joe Kidd, ma soprattutto Ispettore Callaghan, il caso Scorpio è tuo e Lo straniero senza nome), Eastwood si mette da parte come attore e dirige una storia d'amore (no, I ponti di Madison County non è stato il suo primo film “d'amore”) fra un cinquantacinquenne e una hippy di 17 anni. 

Anche qui i protagonisti principali sono il dubbio e l'insicurezza, e seppure la sceneggiatura riesce a evitare che la situazione scada nel ridicolo o nel morboso, Eastwood rimane quasi spettatore indifferente della situazione, preferendo ancora una volta sottolineare le inadeguatezze maschili. Non male per un regista accusato più di una volta di maschilismo.

Bronco Billy

Bronco Billy (Id. - 1980)

Un tendone messo insieme da raffazzonate bandiere americane cucite dagli ospiti di un manicomio, un capo indiano che danza con i serpenti a sonagli (e che, puntualmente, ogni volta viene morso), una scalcinata carovana di artisti e un pistolero/capo-compagnia non proprio infallibile sono i protagonisti di Bronco Billy, uno dei film a cui Clint Eastwood è più affezionato. Dopo altri due Callaghan e una sfilza di successi da attore (Una calibro 20 per lo specialista, Fuga da Alcatraz, Filo da torcere), e da regista (Il texano dagli occhi di ghiaccio e L'uomo nel mirino), Eastwood mette in scena la “sua” America e lo fa in una commedia (finto) ingenua come il suo protagonista.Un Paese dove tutti dovrebbero avere gli stessi diritti e le stesse possibilità di far avverare i propri sogni. 

Incombevano però gli anni '80 di Reagan e degli yuppies, e i valori “puri” sempre messi in primo piano da Eastwood-regista erano già andati a farsi benedire (ammesso che ci potessero essere davvero mai stati). Per quanto il film non abbia avuto gran successo, però, nel personaggio di Bronco Billy ci sono già tutti i prodromi dei tanti bellissimi perdenti che costellano la filmografia di Eastwood.

Honkytonk Man

Honkytonk Man (Id. - 1992) 

Se fosse stato interpretato da uno sconosciuto, forse la gente l'avrebbe accettato più facilmente”.

Sorta di espiazione dopo il controverso Firefox – Volpe di fuoco, anche in Honkytonk Man (insuccesso clamoroso - e a torto - al botteghino) sono presenti molti dei temi che ritroveremo nella filmografia della maturità di Eastwood. Nella malinconica storia di Red Stovall, fallito cantante country alcolizzato e minato dalla tubercolosi, e nel suo rapporto col nipote che lo accompagna verso Nashville, Clint infatti già prefigura la relazione che avrà il fuggiasco Kevin Costner col piccolo ostaggio in Un Mondo Perfetto, o quella di Eastwood stesso con Hilary Swank in Million Dollar Baby. 

Personaggio ormai fuori tempo massimo, e per questo già condannato dall'inizio del film, Red Stovall è l'altra faccia di Bronco Billy. Nessuna ingenuità o sogni utopistici: Eastwood sa che il sogno americano è stato fondato sul sangue, e il countryman che in piena Grande Depressione corre verso Nashville (e la morte), spoglia gli U.S.A. di ogni alone leggendario, mostrando un'umanità brutta, sporca e indifferente. La stessa de Gli Spietati.

Potere Assoluto

Potere Assoluto (Absolute Power – 1997)

Il Presidente degli Stati Uniti è un maniaco sessuale ipocrita e assassino. Nessuno finora, tranne forse qualche pellicola di serie B, aveva azzardato tanto. Lo fa Clint Eastwood che, forte di un bel romanzo di David Baldacci alle spalle, confeziona uno dei suoi film più politici, cupi e pessimisti. D'altronde, se in Honkytonk Man l'umanita era brutta, sporca e indifferente (quando non cattiva), qualcuno che la rappresenti nei piani alti della politica ci deve pur essere. E in Potere Assoluto questo qualcuno ha il volto del grande Gene Hackman

Non c'è alcuna etica o morale, né una qualche giustizia divina o poetica che metta di fronte al Presidente i propri peccati, e il personaggio di Eastwood (un vecchio ladro gentiluomo braccato perchè testimone del delitto) sta a indicare che l'unica via per la redenzione è tutta nell'integrità morale del singolo. Persino se vive al di fuori della legge.
 

Alessandro Bronzini

  CAPOREDATTORE

“Bronz” (a parte i genitori, a memoria d'uomo pare che nessuno l'abbia mai chiamato Alessandro) è cultore di cinema: sacro il quartetto Walter Ma...

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