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Arte fuori dal palco

Voci fuori dal coro, voci incomparabili: il mondo del teatro secondo Claudio Capitini

Un'ottantina di vividi ritratti ed interviste a celebri personaggi dello spettacolo sanno rendere stuzzicante il libro “Incomparabili” di Claudio Capitini. Quasi una storia del teatro degli ultimi 40 anni.

Caroliyn Carlson (Copertina del libro)
Caroliyn Carlson (Copertina del libro)

Sfogliamo il libro Incomparabili scritto da Claudio Capitini e pubblicato da Gabrielli Editore, e non nascondiamo una certa invidia. Perché occorre un'insieme di doti particolari – e pochi le hanno - per ritagliare una buona intervista. 

Ci vuole innanzitutto una certa passione, e la conoscenza profonda del personaggio, della sua vita, del suo mestiere, della sua carriera. Ma pure un'attitudine specifica, che comprende non solo la capacità di scansare domande troppo banali, suscitando risposte interessanti, ma anche quella di dialogare da pari a pari, entrando in sintonia con chi sta di fronte. Tutte doti che Claudio Capitini, collaboratore del quotidiano veronese L'Arena, ci pare possegga in quantità.
 

Claudio Capitini

Testimonianza di anni di incontri con l'Arte

In realtà questo corposo volume di ben oltre 500 pagine, dal sottotitolo Voci fuori da coro, non è solamente una raccolta di alcune delle tante interviste raccolte nel tempo (si va dagli Anni Settanta ad oggi) grazie all'eccezionale disponibilità di palcoscenici veronesi: l'Arena ed il Teatro Romano con le loro prestigiose e affollatissime stagioni, ma anche il Filarmonico, il Nuovo, il Ristori ed altri ancora, che animano in una città culturalmente attiva come poche.

E', a conti fatti, molto di più. Cioè una nutrita ed intrigante carrellata di grandi figure del mondo del teatro di prosa, della musica, della lirica, della danza; e, un po' di scorcio, anche del cinema. Perché ogni intervista - sintetica o lunga che sia, a seconda del carattere dell'intervistato - è preceduta da un'illuminante presentazione che rivela come Capitini sia un profondo conoscitore del mondo dello spettacolo. E anche un brillante e piacevole scrittore, in grado di tratteggiare e ricordare compiutamente in due, massimo tre pagine – prima di riportare un colloquio – la figura dell'intervistato, usando sempre uno stile lineare e discorsivo.

Un libro da sfogliare piano piano

Volume ricco, godibilissimo, scorrevole, che accontenta un lettore curioso di recuperare il profilo e le parole tanto di personaggi ahimè scomparsi – come Chiari, Rascel, Manfredi, Vitti – quanto attivi ancor oggi, come Benigni, Montesano, Proietti, Ranieri. Oppure interessato a leggere le impressioni di numi della musica come Giulini, Mehta, Sinopoli, Scimone, Petrassi messe accanto a quelle di Sokolov, Piovani, Morricone, Devia, Milva, sino alla giovanissima bacchetta di Andrea Battistoni. Per la danza, scelta altrettanto ampia: si può passare dalla storicità di Marcel Marceau, Roland Petit, Antonio Gades, all'attualità di Moses Pendleton (Momix) e Phil Batchelor (Stomp). Un grande piacere, sfogliarlo.

 

Gilberto Mion

  Redattore

Studi ad indirizzo classico. Già collaboratore del quotidiano Il Gazzettino, della rivista Pagine Venete e di altre testate regionali, ha&n...

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