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Arte fuori dal palco

Pietro Mascagni non è solo Cavalleria rusticana. Ce lo dimostra Cesare Orselli.

Mascagni è sinonimo della popolarissima Cavalleria rusticana, ma oltre a "L'amico Fritz" e "Iris" è autore di molte altre opere, come scopriamo nell'ampia monografia edita da NeoClassica

Cesare Orselli
Cesare Orselli

«Delle mie quattordici opere, solo una – Cavalleria rusticana – è di fama mondiale. Le altre sono quasi sconosciute al grande pubblico, per quanto qualcuna di esse sia altrettanto valida, se non forse di più», si lamentava in tarda età Pietro Mascagni. Con l'ampia monografia che gli dedica Cesare Orselli – fra i massimi esperti dell'opera verista, una vita dedicata al compositore livornese – abbiamo qualche strumento in più per valutare se avesse ragione o torto. Il volume, peraltro, è la riedizione di quello pubblicato nel 2011 con lo stesso titolo – cioè semplicemente Pietro Mascagni - dalla benemerita casa editrice L'Epos, purtroppo scomparsa dal panorama culturale nostrano.

Un libro in qualche modo nuovo

Però, si badi, ha qualcosa in meno e qualcosa in più. In meno, l'inserto iconografico che l'arricchiva. In più, un piccolo incremento del contenuto – sia nel testo, sia nelle note - che può magari sfuggire a prima vista, ma che si rivela ad un confronto attento. Evidentemente, nel ripresentarlo al lettore l'autore e il nuovo editore NeoClassica hanno ritenuto opportuno procedere ad un suo miglioramento.

Si conferma comunque come la più esauriente monografia sul musicista livornese, il cui impianto generale resta invariato: prima una vasta sezione biografica, ricca di informazioni e di annotazioni aneddotiche, e quindi una serie di capitoli dedicati alle singole opere teatrali, dai giovanili ardori di Guglielmo Ratcliff al senile Nerone.

E poi, verso la fine delle oltre 500 pagine, trovano posto ulteriori capitoli dedicati al pianoforte, alle romanze, alle cantate, alla produzione strumentale, a quella per teatro di prosa e per il cinema. Completano il volume alcune indispensabili sezioni di consultazione, quali il catalogo delle opere ed una discografia selezionata.

Un autore alla costante ricerca del nuovo

L'effettiva importanza di Mascagni, nel panorama musicale del suo tempo, certo si può discutere. Ma una cosa, di sicuro, emerge dall'approfondita indagine di Cesare Orselli: quanto fosse forte la perdurante voglia di rinnovamento, e l'attrazione verso ogni genere di teatro: di volta in volta tardoromantico (Ratcliff e I Rantzau), verista (Cavalleria, Silvano, Amica), elegiaco (Fritz, Pinotta, Lodoletta), simbolista (Iris), medievaleggiante (Isabeau e Parisina). Lo scopriamo autore di operette (Il Re a Napoli e ), rievocatore nostalgico della Commedia dell'Arte e dell'opera buffa (Le maschere), curiosamente sarcastico (Nerone), persino interessato al cinema. Eh sì, perché la colonna sonora di Rapsodia satanica, film di Nino Oxilia  del 1917, non è certo da buttar via, come hanno dimostrato alcune recenti riproposte. 

Cavalleria rusticana, Teatro Alighieri di Ravenna 2017 - Foto Zani Casadio

Gilberto Mion

  Redattore

Studi ad indirizzo classico. Già collaboratore del quotidiano Il Gazzettino, della rivista Pagine Venete e di altre testate regionali, ha&n...

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