Arte fuori dal palco

Nuova Drammaturgia: “TRE ATTI UNICI” di Roberto Morpurgo

L'ultimo testo teatrale di Roberto Morpurgo fa perdere al lettore/spettatore le condizioni spazio-temporali, per mostrargli solo l’ingresso del labirinto.

Nuova Drammaturgia: “TRE ATTI UNICI” di Roberto Morpurgo

Lui, lei, una voragine sulle Alpi Bernesi o in un qualsiasi altro luogo. Ripercorrendo a ritroso la sequenza dei tre atti unici raccolti in questo libro ci si smarrisce immediatamente nella Valle dell’Eco. E’ lo stile di Roberto Morpurgo: far perdere al lettore/spettatore immediatamente le condizioni spazio-temporali e mostrargli solo l’ingresso del labirinto. E’ il mestiere dello scrittore, che un tempo guidava il lettore dove voleva lui, ma oggi nella letteratura della contemporaneità non può più fare da guida a nessuno, perché tutti, artisti, lettori e viaggiatori arranchiamo nel vuoto.

L'immagine si perde

Lui, lei, una voragine che ingoia tutto: individui, ricordi, parole e immagini.
La perdita dell'immagine è il  filo a questi tre lavori teatrali: la privazione “della vista” nella già lodata opera “Autoritratto”, la scomparsa "dalla vista" in ”Aquilone” e lo smarrimento e dissolvimento dei corpi ne “La valle dell’Eco”. Rincorrere un’ombra, un aquilone, un figlio, un’illusione, l’amore, la vita è lo stesso. Rincorrere l’inutile fingendo sempre di averlo intravisto: è il bel gioco letterario che Roberto Morpurgo con la sua scrittura, sempre sorprendente e sempre disincantata, ci regala nell'atto unico “L’Aquilone” dove l’autore in un gioco di specchi ci avvicina e ci allontana anche dalla nostalgia del mito.

Al buio

Il libro dà forma alla già nota e sublime aridità esistenziale dell’autore mai banale e sempre teso nelle invenzioni originali e drammatiche. Il pessimismo meraviglioso pervade le sue parole e ci restituisce il mondo così come lo viviamo oggi da adulti: allucinante e privo di senso. Siamo al buio. Nella nostra intera vita così come in una sala teatrale all'inizio dello spettacolo: privati della vista, privati della luce.  
Cosa resta di noi nella perdita di significato generale dell’incomunicabilità? Resta un eco, una parola, una ricerca mai compiuta. L’amore non basta a salvarci e la bellezza non esiste. Un suono, forse un sussurro, l’illusione di un sibilo, uno scricchiolio che qualcuno crede di aver sentito, un soffio… ma forse no. La polvere non fa rumore. 

TRE ATTI UNICI
di Roberto Morpurgo
Edizione Falsopiano 2018 - Alessandria 
Pagg. 167 - Euro 18,00

Elena Siri

  Redattore

Regista, insegnante di discipline teatrali e formatore culturale. Opera da 25 anni come professionista in compagnie teatrali in tutta Italia e scuole ...

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