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Arte fuori dal palco

Il Teatro in libreria: "Claude Debussy, il pittore dei suoni"

La casa editrice EDT pubblica un saggio di Stephen Walsh sulla figura del grande musicista francese. Con un'immagine completa ed approfondita

Claude Debussy
Claude Debussy

Mai sono mancati sugli scaffali italiani testi esaurienti su Claude Debussy. La stessa casa editrice EDT, che ora manda in libreria l'ultima fatica di Stephen Walsh, noto e valido musicologo inglese, ha tuttora in catalogo una estratto sostanzioso della fondamentale monografia dedicatagli vari anni fa da François Lesure. Però il tempo passa, e l'ultima fatica di Walsh – presentata nella collana Contrappunti - è in qualche modo più aggiornata ed allo stesso tempo più sintetica. E presenta non pochi pregi, per cui crediamo meriti senz'altro d'essere letta.

Il primo pregio è che ripercorre la vicenda umana del maggiore compositore francese a cavallo tra '800 e '900 con ricchezza di notizie e di fatti, seguendone pari pari l'itinerario artistico - dalle prime incerte mèlodies giovanili sino all'incompiuta La chute de la maison Usher – con accuratezza, profondità ed acutezza critica. E lo fa senza tuttavia mai eccedere in antipatica pedanteria.

Debussy al piano in casa Chausson a Luzancy (1893)

Una lettura scorrevole

Ed in effetti il secondo merito di Claude Debussy, il pittore dei suoni  (pagine 351, costo 28 euro) consiste proprio nell'estrema scorrevolezza discorsiva – tipica peraltro della tradizione divulgativa anglosassone, scevra di arzigogoli semantici – che ne rende agevole la lettura. Questo, anche per l'accurata traduzione di Marco Bertoli, generosa di sfumature linguistiche. 

Terzo merito, il fornire al lettore una mole invero ragguardevole di notizie e di informazioni, che permettono di conoscere ed approfondire la personalità del compositore francese, le sue relazioni personali, il suo mondo, come le pagine sull'Esposizione Universale parigina del 1889, cui presenziarono musicisti da più parti del mondo e tanta eco ebbe sulla cultura transalpina. Ed ovviamente di metterlo in contatto il suo modus operandi - generalmente ondivago - e di fargli incontrare tutte le sue opere, esaminate una per una con ricchezza di dettagli.

Pelléas et Mélisande, Opera di Malmö 2016

Dettagli ma non tanto

Ulteriore pregio, l'uso minimo di note al testo, che sono raccolte tutte alla fine, e non sono indispensabili alla cognizione del testo; evitando così a chi legge superflui rimandi ed un fastidioso zig-zag tra le pagine. Infine, piace il ricco apparato dell'indice analitico, utilissimo a cercare un nome od un fatto nel libro. Indice così completo da comprendere – a parte le cose più ovvie, come la lista completa delle composizioni - persino il rinvio alle citazioni di questioni anche minime o marginali: quali, ad esempio, “carbone da riscaldamento” o “alimenti per Lilly” sotto la voce Finanze, oppure “nevralgia”, “emorroidi” o “iniezioni di morfina” sotto la voce Salute.

 

Gilberto Mion

  Redattore

Studi ad indirizzo classico. Già collaboratore del quotidiano Il Gazzettino, della rivista Pagine Venete e di altre testate regionali, ha&n...

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