Arte fuori dal palco

Musica in libreria: la dilettevole storia della musica raccontata da Guido Zaccagnini

Insulti, ingiurie, contumelie... ed altri divertimenti musicali radunati da un famoso divulgatore RAI

Guido Zaccagnini
Guido Zaccagnini

Primo punto: Guido Zaccagnini non ha bisogno di presentazioni, almeno per chi segue RAI Radio 3 ovvero RAI 5. Oltre ad essere stato a lungo docente di storia della musica al Conservatorio di S. Cecilia, ha infatti curato e presentato negli anni una gran quantità di programmi messi in onda dalla nostra emittente nazionale, ovviamente tutti a sfondo musicale. In poche parole, è una delle voci più seguite della RAI.

Secondo punto: questo suo libro edito da Marsilio, a dispetto del titolo – Una storia dilettevole della musica – non è per nulla un manuale di storia, né di musicologia. Non almeno nel senso tradizionale del termine.

GLI SPETTACOLI
IN SCENA IN ITALIA

 

Caricatura di Hector Berlioz

Un divertissement insolito e stimolante

Lo chiarisce già l'aggettivo 'dilettevole', ma sopra tutto un sottotitolo un po' celato in copertina, e vagamente arcano: Insulti, ingiurie, contumelie ed altri divertimenti. La spiegazione giunge non appena si prende a sfogliare il libro. Zaccagnini infatti, scegliendo un numero ristretto di compositori – il viaggio comincia da Händel per finire con Stravinskij – non si sofferma molto sulle vicende biografiche e la figura artistica, benché abbondino curiosità e aneddoti singolari: metti quello di un Beethoven in mal arnese smarritosi nelle campagne viennesi, ed arrestato come vagabondo. 

O il resoconto del glaciale (e un po' surreale) incontro di Brahms e Čajkovskij a Lipsia. Il suo campo di ricerca sono le considerazioni più o meno sfavorevoli che le loro musiche ed il loro stile compositivo suscitarono fra i colleghi, sia contemporanei che posteriori. Ovvio che quindi un corposo capitolo, e frequenti citazioni sparse qua e là si riferiscano per esempio a Wagner. Penna pungente e polemica, che nei contrasti entrava a gamba tesa.

Gustav Mahler

Attenzione alle facili profezie...

Ecco dunque emergere, scorrendo un testo portato avanti con leggerezza e sottile ironia, un po' di tutto: sprezzamenti melliflui e stroncature feroci, pareri spietati e giudizi caustici, insulti brutali e insinuazioni malevole, senza trascurare qualche boutade acida e beffarda. Commenti che potevano essere dettati da concezioni artistiche opposte e da divergenze concettuali, come quelle che allontanarono due ex-amici di gioventù, Berlioz e Mendelssohn. 

O da differenti orientamenti culturali e religiosi, oppure da inevitabili variazioni di gusto e moda. Ma, nel nostro caso, ben più spesso suscitati da ostilità, antipatie, rivalità, partigianerie, gelosie, invidie, sordidi rancori. Pochi i semplici fraintendimenti, o le perdite di prospettiva: ci cascò papà Haydn, allorché riferendosi a Beethoven sentenziò imprudentemente che «non verrà mai fuori niente da quel giovane».

Giacomo Puccini

La sagra delle lingue taglienti

Persino certi sfottò, pur volendo parere spiritosi, non raramente sconfinano per la loro causticità nell'offesa, rimpallati talvolta da un musicista all'altro creando delle divertenti (per noi) schermaglie. 

Vedi quel velenoso dardo - in certa parte giustificato, ammettiamolo - scoccato da Schönberg verso un collega più fortunato: «Probabilmente, per Stravinskij l'arte rientra (…) nella categoria dei tessuti alla moda e delle cravatte. In tal caso ha ragione nel cercare semplicemente di soddisfare i clienti». Stravinskij, da parte sua, fu un vero campione di perfidia, mostrata in più occasioni. 

Una volta, riferendosi ad Alban Berg, disse che la sua musica «è come una vecchia signora di cui si dice: quanto bella doveva essere da giovane!». Un'altra volta motivò l'annegamento di Enrique Granados, nell'affondamento della motonave Sussex su cui viaggiava, perché aveva indosso una cintura piena d'oro: una maldicenza maligna ed invidiosa. Però un Oscar per l'asprezza di giudizi se lo meriterebbero pure due compositori/pubblicisti quali Berlioz e Debussy, dalle lingue taglienti e irriguardose.

Igor Stravinskij in una celebre foto di Arnold Newman

Insomma, buona lettura!

Rivolgendosi ad un pubblico non specialistico, ma incline alle buone letture, Zaccagnini inserisce tutte queste citazioni d'autore - condite spesso dalle sue osservazioni argute - nell'ambito di un piacevole andamento colloquiale, ponendosi a tu per tu con il lettore, e riflettendo con esso sulla loro origine e credibilità. Conferendo nei fatti «a questi monumenti della nostra civiltà musicale un tocco di umanità», e facendoceli comprendere meglio. E dispensando a piene mani una quantità di notiziole curiose: quanti fra noi, ad esempio, sapevano che sigla della celebre serie TV Alfred Hitchcock presenta è la Marcia funebre per una marionetta di Gounod?

Ogni capitolo è seguito da una scheda di approfondimento che, senza uno schema precisato e velleità esaustive, affronta un tema appena sfiorato. Vedi La tonalità, dopo aver parlato di Beethoven, o Diatonismo e cromatismo dopo Wagner. In definitiva un testo stimolante che si fa leggere volentieri, fornendo una miniera di spunti d'approfondimento.
 

Una storia dilettevole della musica
di Guido Zaccagnini
Marsilio Editore
Pag. 495 - € 19,00
 

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Gilberto Mion

  Redattore

Studi ad indirizzo classico. Già collaboratore del quotidiano Il Gazzettino, della rivista Pagine Venete e di altre testate regionali, ha&n...

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